Calcoli salivari

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Cosa è un calcolo salivare?

Ghiandola parotide
Ghiandola sottomandibolare

 

 

I calcoli salivari si formano nelle ghiandole salivari in particolare nelle ghiandole sottomandibolari (80%) e meno frequentemente nelle ghiandole parotidi (20%), estremamente rari sono i calcoli delle ghiandole sottolinguali e delle ghiandole salivari minori della bocca. Il calcio è normalmente secreto dalle ghiandole salivari e ove esistono condizioni che favoriscono la stasi della saliva (anomalie dei dotti salivari, infezioni retrograde dalla bocca, disidratazione) vi può essere l’aggregazione dei cristalli di calcio che porta alla formazione di un calcolo macroscopico. La presenza del calcolo impedisce la normale fuoriuscita della saliva in particolare quando la si stimola nel corso di un pasto provocando la “colica salivare” ovvero una tumefazione (“gonfiore”) dolorosa della regione sottomandibolare o parotidea (vicino all’orecchio); anche la semplice “acquolina in bocca” provocata da alcuni cibi piacevoli può provocare una “colica” salivare provocando grande disagio del paziente durante un pranzo o una cena familiare o di lavoro. L’evoluzione della “colica” salivare è la scialo adenite acuta purulenta (infezione della ghiandola e del sistema duttale) la quale necessita di una terapia antibiotica mirata.

Da cosa è provocata la “colica” salivare?

La causa principale è rappresentata dai calcoli (63-79%) ma l’ostruzione della ghiandola salivare può essere determinata anche da altre cause quali:

  • Anomalie dei dotti salivari (stenosi o restringimenti, angolazioni acute, “kinking”,invaginazioni duttali);
  • Tappi di muco denso (“mucous plugs”);
  • Polipi e tessuto di granulazione (malattie autoimmunitarie quali s. di Sjogren);
  • Compressioni dall’esterno (ipertrofia dei muscoli vicini quali massetere nel bruxismo o miloioideo, linfonodi infiammati);
  • Corpi estranei (fibre vegetali, pezzi di stuzzicadenti, residui di cibo).

Come si fa la diagnosi?

La diagnosi si fa innanzitutto con la visita otorinolaringoiatrica che consente di poter apprezzare sia visivamente in bocca sia palpatoriamente con le mani la presenza di un calcolo; nel caso in cui durante la visita non si riesca ad identificare il calcolo si procede ad un accertamento diagnostico mediante:

  • Ecografia ed Eco color Doppler delle ghiandole salivari che consente di identificare la maggior parte dei calcoli salivari anche non radioopachi;
  • Radiografia endorale (quella dei dentisti) della bocca e radiografia laterale della mandibola per i calcoli sottomandibolari;
  • Cone beam 3D TC sia per i calcoli parotidei che sottomandibolari per i calcoli non visibili all’ecografia;
  • Scialo-RM (risonanza magnetica) nel caso di assenza di calcoli salivari e se sospettiamo una dilatazione o stenosi (restringimento) di un dotto salivare;
  • Scialoendoscopia se gli esami radiologici non hanno consentito di accertare una diagnosi.CBCT 3D

Cosa è la videoendoscopia salivare o scialoendoscopia?

La scialoendoscopia è una nuova metodica che consente di poter esplorare il sistema dei dotti salivari alla ricerca di una causa di ostruzione (calcoli, anomalie dei dotti salivari, ecc.); viene eseguita tipicamente in anestesia locale o tronculare (come dal dentista). Gli endoscopi utilizzati sono di piccolissime dimensioni per consentire l’accesso nei piccoli dotti (non più di 2 mm di diametro in dilatazione dopo irrigazione con soluzione fisiologica): 0,8 mm l’endoscopio diagnostico ed 1,1 e 1,6 mm gli endoscopi con il canale operatore.

Come si asportano i calcoli salivari?

I calcoli salivari possono essere asportati in scialoendoscopia con i seguenti strumenti:

  • Cestelli salivari di varie dimensioni;
  • Micro pinze per la frantumazione e l’asportazione dei frammenti di calcolo;
  • Fibra laser introdotta nel canale operatore dell’endoscopio.

Cosa succede nel caso di una stenosi dei dotti salivari?

  • Se gli esami radiologici hanno evidenziato una stenosi (restringimento) del dotto salivare è possibile eseguire una riabilitazione o dilatazione della stenosi per via video endoscopica posizionando infine un tubicino (“stent”) per mantenere aperto il dotto dilatato.

E’ possibile rompere i calcoli con le onde d’urto?

Una delle metodiche più utilizzate per la frantumazione dei calcoli salivari è la litotrissia salivare extracorporea ad onde d’urto; questa tecnica, già ampiamente utilizzata per i calcoli renali, può essere utilizzata per i calcoli salivari nei seguenti casi:

  • Tutti i calcoli parotidei di dimensioni superiori ai 2,5 mm;
  • Tutti calcoli sottomandibolari di dimensioni tra i 2,5 mm ed i 7 mm.

Una seduta di litotrissia salivare dura circa 30 minuti, si esegue senza necessità di anestesia, e sono necessarie in media 5 sedute per ottenere una frammentazione adeguata dei calcoli.

Quando può essere utilizzato il laser per polverizzare i calcoli?

Tra i limiti della scialoendoscopia interventistica vi è la difficoltà di asportare i calcoli di dimensioni superiori ai 5 mm mediante gli strumenti operativi tradizionali (cestelli, micropinze, drill); pertanto, nel caso di calcoli di dimensioni superiori ai 5 mm, il primo passo è quello di ottenere la frantumazione di questi in pezzi più piccoli in modo tale da favorire la loro espulsione sia spontaneamente sia con l’aiuto degli strumenti operativi. La frantumazione dei calcoli, anche chiamata litotrissia, può essere ottenuta sia con apparecchi extracorporei ad onde d’urto sia con strumenti intracorporei a guida endoscopica come il laser. Negli ultimi anni si è diffuso l’utilizzo del laser sia in ambito urologico che otorinolaringoiatrico. Tra i vari tipi di laser proposti, il laser ad olmio (holmium:yag) è quello maggiormente utilizzato e per il quale esistono dati a supporto sia della sicurezza sia dell’efficacia anche nell’ambito delle ghiandole salivari. Un effetto collaterale di questa tecnica può essere la possibilità di insorgenza di stenosi (restringimento) duttale. Le indicazioni attuali della litotrissia intracoporea al laser scialoendoscopico-assistita sono i calcoli non rispondenti alla litotrissia extracorporea ad onde d’urto ed i calcoli di dimensioni intermedie (tra i 4 ed i 7 mm di diametro).

Quale tecnica è preferibile nel caso di calcoli molto grandi?

  • Nel caso di calcoli della parotide molto grandi (circa 1 cm) si esegue comunque la litotrissia salivare extracorporea e, nel caso di fallimento di questa, si può proporre un intervento chirurgico di asportazione video-endoscopica assistita in anestesia generale;
  • Nel caso di calcoli sottomandibolari molto grandi la tecnica preferita è l’asportazione chirurgica video-endoscopica assistita dalla bocca in anestesia generale.

E’ possibile salvare la ghiandola salivare sottomandibolare quando il calcolo è grande e profondo?

Dal 2003 è nata la tecnica di rimozione scialoendoscopico-assistita dei calcoli sottomandibolari di dimensioni superiori ai 5 mm localizzati nella porzione profonda del dotto di Wharton o all’interno della ghiandola per via transorale (cioè dalla bocca) con preservazione completa del sistema duttale e della funzione ghiandolare. Condizione essenziale per poter rimuovere il calcolo è che questo sia palpabile in bocca; il paziente esegue comunque prima una ecografia che identifica la posizione e le dimensioni del calcolo. L’intervento viene eseguito preferibilmente in anestesia generale ed è attualmente la procedura più utilizzata per guarire i calcoli salivari, addirittura più frequente della scialoendoscopia e della litotrissia. Grazie a tutte le tecniche proposte è oggi possibile salvare il 95% della ghiandole coinvolte. Il calcolo più grande estratto con questa tecnica era di 38 mm.

 

E’ possibile salvare la ghiandola parotide con un calcolo grande e profondo non curabile con le tecniche di scialoendoscopia e litotrissia extracorporea?

 

Dal 2010 è nata la tecnica di rimozione scialoendoscopico-assistita dei calcoli grandi e profondi del dotto di Stenone e della ghiandola parotide per via transfacciale (cioè attraverso una piccola incisione sulla pelle vicino all’orecchio). Condizione essenziale per poter rimuovere il calcolo è che questo sia palpabile sotto pelle e che l’ecografia abbia identificato le dimensioni e la posizione del calcolo (superiore ai 5 mm). Se il calcolo non è chiaramente visibile è possibile eseguire una cone beam TC del massiccio facciale. L’incisione sulla pelle viene eseguita su una piega vicino e dietro all’orecchio così da non renderla più visibile una volta guarita. E’ possibile infine utilizzare l’ecografo (eco-guidato) in sala operatoria per il più facile reperimento del calcolo. L’intervento viene eseguito in anestesia generale.

Ecco la foto che rivela quanto piccola e poco visibile sia l’incisione cutanea durante l’asportazione transfacciale scialoendoscopico-assistita di un calcolo parotideo.

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Nel 2018 nasce l’ultima tecnica utile per l’asportazione dei calcoli parotidei non palpabili: il suo nome è asportazione transfacciale scialoendoscopico-assistita in navigazione TC assistita. Questa tecnica è utile soprattutto nei calcoli inferiori al centimetro dove la combinazione della navigazione TC (usata in neurochirugia) e della scialoendoscopia consente di avere un doppio sistema di ricerca del calcolo finalizzato alla sua asportazione ed alla preservazione della ghiandola parotide (vedi articolo correlato).

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Quando è necessario ricorrere all’asportazione della ghiandola salivare?

Grazie all’impiego delle tecniche conservative e mini-invasive sopradescritte è oggi possibile preservare la ghiandola salivare nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 95% dei casi) evitando pertanto i rischi collegati all’intervento di asportazione della stessa (danni estetici cutanei, neurologici (nervo facciale, linguale ed ipoglosso) e funzionali).

Esistono delle terapie non chirurgiche?

Tra le terapie non chirurgiche vi è il trattamento botulinico ovvero l’iniezione di tossina botulinica nelle ghiandole salivari al fine di bloccare l’attività di secrezione della saliva favorendo così il riposo (“silenziamento”) funzionale della ghiandola salivare; viene utilizzata soprattutto nelle parotiti (infiammazioni) ricorrenti senza causa evidente. La terapia botulinica viene utilizzata inoltre nelle fistole salivari e negli scialoceli (spandimenti di saliva vicino alle ghiandole salivari dopo traumi). Infine la terapia botulinica è utilizzata nella sindrome di Frey e nelle scialorree (aumento o ristagno della salivazione) su base neurologica (ad esempio paralisi cerebrali infantili, m. di Parkinson).

Cosa è la sindrome di Frey?

E’ caratterizzata da una sudorazione profusa della cute in corrispondenza della regione parotidea; si manifesta nella maggior parte dei casi come conseguenza di una parotidectomia (asportazione della ghiandola parotide) e si associa spesso ad un arrossamento (“flushing”) della zona di cute interessata. La diagnosi viene fatta con il test di Minor (vedi nella foto la delimitazione dell’area di sudorazione).

 

Si cura mediante una o più iniezioni di tossina botulinica nella regione sottocutanea della zona interessata dalla sudorazione. La durata media di azione della tossina botulinica è di circa 4 mesi per cui, in alcuni casi è necessario ripetere il trattamento nell’area residua di sudorazione.

Cosa è la parotite ricorrente dell’età pediatrica?

E’ un disordine infiammatorio caratterizzato dalla tumefazione (“gonfiore”) ricorrente, accompagnato spesso dal dolore, di una o entrambe le ghiandole parotidi che si manifesta almeno due volte prima della pubertà. E’ la seconda malattia più comune delle ghiandole salivari in età pediatrica dopo la parotite epidemica (“orecchioni”). L’origine di questa malattia non è ancora del tutto chiarita ma sembra sia favorita dalla attivazione del tessuto linfatico mucosale (MALT) contenuto nelle ghiandole salivari e nei linfonodi vicini ad esse; la conseguenza è il rilascio di mediatori dell’infiammazione con infiammazione periduttale (intorno ai dotti salivari) e riduzione del lume dei dotti salivari con difficoltà al deflusso normale della saliva. La diagnosi si fa agevolmente con l’ecografia delle ghiandole salivari e con la scialo-RMN.

La terapia medica è essenzialmente antiinfiammatoria steroidea e non. Una nuova proposta terapeutica è rappresentata dalla video endoscopia parotidea grazie alla quale è possibile favorire una dilatazione progressiva dei dotti salivari ristretti mediante soluzione salina o cestelli; tale procedura si conclude con il lavaggio ghiandolare con steroidi antiinfiammatori.

352 pensieri su “Calcoli salivari

  1. patrizia

    nel caso in cui si ha l’ectasia dei sotti salivari intraghiandolari e del dotto di Wharton quale cibo si deve evitare

    1. Gent.ma Sig.ra Patrizia,
      nel caso di ectasia dei dotti salivari si presume che, a valle della dilatazione, vi sia un restringimento del dotto salivare causato o da una stenosi del dotto o da qualche causa interna al dotto (calcoli, tappi di muco denso, ecc.). In entrambi i casi tutti i cibi che stimolano molto la salivazione possono favorire un rigonfiamento della ghiandola salivare (ad es. limone, agrumi, spezie, e tutto ciò che fa venire l’acquolina in bocca).
      Cordiali saluti,
      Prfo. Capaccio

  2. rita

    buongiorno,
    avrei una domanda da fare a proposito dei calcoli salivari. ho avuto un episodio di colica per un calcolino che si è poi eliminato da solo. necessariamente ne seguiranno altri? necessariamente dovrò togliere la parotide?
    grazie.
    rita.

    1. Gent.ma Sig.ra Rita,
      l’espulsione spontanea di un calcolo salivare è un evento possibile e non è detto che a questo evento ne seguano altri. Ha avuto modo di toccare con mano il suo calcolo? Se sì ha la certezza dell’espulsione, se no potrebbe essere che si sia risolta la colica ma il calcolo potrebbe essere rimasto nel sistema di scarico della ghiandola salivare. Il sistema migliore per verificare se vi sono ancora calcolini è attendere una eventuale colica salivare. La diagnosi radiologica è altrettanto importante e si fa con l’ecografia ma occorre affidarsi ad un bravo radiologo per evitare inutili diagnosi dubbie o imprecise. L’asportazione della parotide ovvero la parotidectomia è stata praticamente abbandonata grazie all’introduzione delle nuove tecniche terapeutiche (la videoendoscopia parotidea che le consente la diretta verifica della presenza di un calcolino nella sua ghiandola parotide o la litotrissia salivare extracorporea ovvero la frantumazione del calcolo).
      Cordiali saluti,
      Prof. Capaccio

      1. Lorena Di meco

        Salve, anche a me è stato diagnosticato un calcolo alla parotide e con ecografia si vede chiaramente che si trova alla fine del dotto… Quindi quasi in bocca ,ma non esce e mi causa gonfiore, che metodo mi consiglierebbe… Attualmente sto facendo terapia antibiotica e cortisonica..

      2. Car.ma Lorena
        La scelta del metodo migliore per asportare il calcolo dipende dalle dimensioni; fino ai 3 mm di può rimuovere in sxialoendoscopia, sopra i 3 mm può essere necessario disporre di un sistema di frantumazione endoscopica come il laser o il pneumatico.
        Cordialmente
        Prof. Capaccio

  3. Carmelo

    salve mi chiamo Carmelo, ha dal mese di settembre che soffro di calcoli alla ghiandola sottomantibolare sx.
    ho eseguito un primo intervento il 05.10.2010 dall’interno senza che sia stato possibile espellere tale calcolo. tutto questo mi ha consentito comunque di arrivare a gennaio 2011 senza più avere il problema in questione. dopo un accurato esame si è valutato che il calcolo si trova all’interno della ghiandola ed il mio dottore vuole procedre all’asportazione della stessa ghiandola. questo perchè oltre alla ghiandola che non funziona più adesso il mio problema e che ogni 10/15 giorni devo fare una cura di antibiotici e cortisone per far calmare l’infiamazzione che ormai si è propagata a tutto il lato sx della faccia ovvero collo, mascella, orecchio e tempia.
    premetto che soffro anche di alcuni noduli nella tiroide anch’essi controllati attentamente e di natura benigna.
    la mia domanda è molto semplice. è giusto procedere con il definitivo intervento di asportazione?
    comunque così non posso più stare…l’infiammazione c’è e rimanane anche senza mangiare.

    1. Gent.mo Sig. Carmelo,
      il primo passo per cercare di arrivare alla soluzione del problema è la diagnosi ovvero occorre comprendere bene quanto grande il calcolo e dove è localizzato e questo si può risolvere con una buona ecografia; il secondo passo è verificare che la via di scarico della sua ghiandola salivare ovvero il dotto salivare sia pervio essendo lei già stato operato in bocca. Questo dato può essere verificato visitandola e verificando la fuoriuscita della saliva in bocca oppure facendo un esame radiologico capace di studiare la via di scarico della saliva (scialo-RM). Grazie all’impiego delle nuove tecniche operative (litotrissia salivare, videoendoscopia salivare, asportazione transorale video-assistita dei calcoli) conservative il ricorso alla scialoadenectomia ovvero l’asportazione della ghiandola è un evento estremamente raro e riservato a indicazioni ben specifiche.
      Cordiali saluti,
      Prof. Capaccio

  4. Luigina

    salve mi chiamo Luigina, mi è stato diagnosticato un calcolo di 4mm alla ghiandola sottomandibolare dx, dopo una forte colica durata circa 10 giorni. Ora sto facendo la terapia antibiotica e antinfiammatoria ma vorrei avere maggiori informazioni riguardo alla reale possibilità di espulsione spontanea del calcolo e quali tecniche utilizzare per aiutare il processo. Ho letto che ci possono essere delle recidive, è opportuno seguire una dieta specifica per evitare questo? Ci sono dei cibi che possono aumentare la possibilità di recidive?
    Grazie.
    Luigina

    1. Gent.ma Sig.ra Luigina,
      l’espulsione spontanea del calcolo è un evento possibile ma infrequente; la recidiva della colica salivare è attesa sino a che il calcolo resta dentro la sua ghiandola sottomandibolare. Il maggior stimolatore della ghiandola salivare è il limone che però, in questa fase, non può far altro che favorire un ulteriore gonfiore della ghiandola salivare. E’ opportuno pertanto che lei termini la terapia antibiotica e successivamente si sottoponga ad una visita otorinolaringoiatrica per iniziare a curare il suo problema mediante le nuove tecniche mininvasive. Si ricordi che, una volta eliminato il calcolo, la possibilità di recidiva è del 5%.
      Cordialmente,
      Prof. capaccio

  5. marco

    salve dottore mi scusi ma volevo farle presente il mio problema con la speranza di capire una volta per tutte la causa del problema che mi porto dietro da anni.
    sei anni fà ho messo due denti del giudizio inferiori e da allore mi si gonfiano un bel pò le guance.
    poi li ho tolti i denti ma le guance ancora mi si gonfiano un pò e più si gonfiano e più aumenta il fastidio o dolore anche che provo dentro.
    inoltre c’è una cosa che non capisco,il perchè ogni volta che mi faccio la barba mi si gonfiano notevolmente di più.
    il gonfiore inoltre non sempre è uguale spesso mi si gonfia più la destra altre volte la sinistra.
    sono andato a fare l’ecografia alle parotidi e non sono stati riscontrati calcoli ne deformazioni dei dotti.
    secondo lei quale potrebbe essere il problema e come potrei risolverlo?
    grazie dell’attenzione

    1. Susanne

      Gentile Prof. Pasquale Capaccio,
      spiego la mia situazione cercando di farle capire cosa mi sta succedendo, così magari mi potrà dare qualche consiglio!
      Mi chiamo Susanne e ho 27 anni. Dai 17 anni ho cominciato ad avere problemi, 2 o 3 volte a settimana, ad aprire completamente la bocca. Era come se si fosse bloccata. Certe volte, cercando di aprirla bene, sentivo come uno schiocco alla mandibola e subito dopo riuscivo ad aprirla.
      Negli anni non ho dato molta importanza alla cosa, però, quando avevo circa 23 anni, un giorno si è gonfiato tutto un lato della mia faccia, nella regione sotto l’orecchio. Si è gonfiato così tanto che quasi non si vedeva più la divisione tra orecchio e guancia. Circa mezz’ora dopo si è sgonfiato da solo. All’inizio pensavo fossero i molari, li ho tolti 2 sotto e 2 sopra che stavano crescendo storti, ho pensato che il problema fosse risolto.
      E’ successo anche altre volte, ma solitamente non davo importanza alla cosa perché spariva per un paio di settimane e poi tornava. Certe volte anche dal altro lato del viso. Il gonfiore praticamente avviene appena metto qualsiasi cibo in bocca.
      Adesso ho 27 anni, e dopo aver convissuto tanti anni con questo gonfiore che va e viene, mi sono preoccupata, perché si sta gonfiando più spesso, adesso solo il lato sinistro. Si gonfia anche quando tocco con le ditta sotto l’orecchio.
      Sento un piccolo fastidio, e se lo tocco sento un dolore sopportabile.
      La mia domanda è: questi sintomi possono essere causati da un calcolo salivare?
      Cordiali Saluti.
      Susanne.

      1. Car.ma Sig.ra Susanne,
        il gonfiore che lei riferisce è dovuto ad una infiammazione della parotide che non necessariamente è legata alla presenza di un calcolo ma piuttosto ad una contrazione anomala del muscolo massetere che è coinvolto nella masticazione. La descrizione dello schiocco in apertura della bocca fa pensare ad un coinvolgimento dell’articolazione temporo-mandibolare che è spesso coinvolta nella malocclusione dentaria. Pertanto la prima cosa che farei è una valutazione ortognatodontica; la seconda una ecografia per escludere la presenza di un calcolo.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

  6. marco

    mi scusi dottore però mi ero dimenticato di dirle che il dottore che mi sta seguendo mi ha fatto fare anche dei test sugli anticorpi,l’ho fatti e sono risultati negativi quindi non ho sindrome di siongren.
    inoltre lo stesso dottore esponendogli il mio problemino ha concluso che secondo lui dovessi avere una scialoadenite e perciò finora mi ha fatto fare due cicli di antibiotici e cortisone.
    al termine di questi cicli le guance mi si gonfiano un pò di meno ,anche quando mi faccio la barba il gonfiore e il fastidio sono minori rispetto a prima ma non ho risolto del tutto il problema.inoltre ho notato che quando ho una guancia sgonfia quasi del tutto,sento che la saliva scorre molto meglio dentro.
    perciò quello che le chiedo è se secondo lei sto sulla strada giusta per eliminare il problema oppure le sembra strano che non l’abbia ancora risolto?
    grazie della sua attenzione

    1. Gent.mo Sig. Mark,
      il percorso che lei sinora ha fatto è corretto. L’unico dubbio che mi rimane è quanto valida sia stata la sua ecografia nell’escludere anomalie dei dotti salivari. Infatti, nel caso di coinvolgimento di entrambe le ghiandole parotidi, esclusa la s. di Sjogren, la prima ipotesi è che possa esserci una stenosi ovvero un restringimento dei dotti salivari che, purtroppo, con una ecografia basale (ovvero senza stimolazione con limone) risulta difficile da identificare. Sarebbe pertanto utile che lei eseguisse una ecografia delle ghiandole salivari in condizioni basali e dopo stimolazione con ac. citrico e, successivamente, una scialo-RMN (metodica non invasiva specifica per la valutazione dei dotti salivari) in condizioni basali e dopo stimolazione con ac. citrico.
      Cordiali saluti,
      Prof. Capaccio

      1. marco

        intanto volevo ringraziarla per aver gentilmente prestato attenzione al problemino che ho da diverso tempo,inoltre volevo informarla che prossimamente dovrei andare da un otorino,il quale mi è stato indicato dal dottore che mi ha seguito ultimamente come lo specialista adatto per questo.
        in più quest ultimo dovrebbe farmi fare in ospedale una scialoendoscopia tra un pò di tempo per evidenziare la causa del problema che ho.
        quello che le chiedo gentilmente è se la scialoendoscopia andrebbe ugualmente bene per lei per evidenziare il problema che ho nei dotti salivari?
        infine le vorrei chiedere una cosa,nel caso di stenosi dei dotti salivari,come si potrebbe risolvere questo
        problema?
        grazie mille per l’attenzione che mi ha prestato
        cordialmente

      2. Car.mo Sig. Marco,
        in assenza di disponibilità della scialo-RMN si può ricorrere direttamente alla videoendoscopia salivare previa valutazione della pervietà secretoria del dotto salivare (mediante una visita accurata). E’ importante comunque che la vidoendoscopia venga eseguita da mani esperte essendo questa metodica di recente introduzione in Italia.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

  7. daniela

    Gentile dott.Capaccio
    mi chiamo Daniela ho da 7 anni un problema di scialoadenite cronica litiasica dovuta alla presenza di multi-calcoli alla ghiandola parotide sinistra con lieve rigonfiamento visibile nella parte sinistra del volto. Ho difficoltà a mangiare perchè quando apro la bocca sento un forte dolore che si estende a tutta la guancia,ultimamente percepisco delle fitte dentro l’orecchio. Gli otorini (circa dieci) che ho consultato fino ad ora mi hanno sconsigliato l’asportazione della ghiandola mediante intervento ghirurgico, leggevo qui nella sua pagina che ci sono varie tecniche di asportazione dei calcoli senza ricorrere all’asportazione dell’intera ghiandola.Io abito in Sardegna e qui non sono molto esperti in tale ambito.Vorrei risolvere il mio fastidioso problema rivolgendomi a degli specialisti competenti visto che il mio problema dura da troppo tempo e da soli due giorni ho una diagnosi effettiva” spero almeno sia quella giusta!” …A chi mi posso rivolgere?..Cosa mi consiglia di fare? ..Questa problematica potrebbe essere collegata ad altre patologie?
    La ringrazio per la cortese attenzione.
    In attesa di una sua risposta le porgo Distinti saluti
    Daniela

    1. Gent.ma Sig.ra Daniela,
      la prima informazione utile di cui abbiamo bisogno per risolvere il suo caso è verificare che quei calcoli multipli (di quali dimensioni??) della parotide precedentemente diagnosticati siano effettivamente tali; pertanto risulta necessario eseguire una buona ecografia che confermi il precedente referto. Si potrebbe infatti trattare di un quadro di scialoadenite cronica semplice in assenza di veri e propri calcoli ostruttivi. Il secondo passaggio, dopo essere stata sottoposta ad una valutazione clinica specialistica potrebbe essere qello di programmare una videoendoscopia parotidea con esplorazione di tutto il sistema duttale alla ricerca di tutte le possibile cause di ostruzione della ghiandola salivare.
      A presto,
      Prof. Capaccio

  8. giordano

    buon giorno dottore sono giordano un ragazzo di 26 anni di roma e mi e’ stato diagnosticato un calcolo salivare sottomandibolare sinistro di circa 5 mm tramite ecografia. il mio dentista di fiducia dopo una cura di antibiotici e cortisone mi ha sottoposto a un intervento e mi ha aperto il dotto salivare fino ad un 1 cm circa dalla ghiandola cercando di far espellere il calcolo. dovro’ tra 4 giorni ripetere l’ ecografia x vedere se e’ stato eliminato. vorrei sapere da lei se non dovesse essersi eliminato cosa altro si puo’ fare cosi se ci sono terapie da eseguire non troppo invasive e se magari con il dotto piu’ aperto avro’ piu’ possibilita’ di espellerlo.grazie e cordiali saluti.

    1. Gent.mo Sig. Giordano,
      l’intervento di apertura del dotto (chiamato anche marsupializzazione del dotto), se correttamente eseguito, può essere utile a favorire un miglior deflusso della saliva; un calcolo di 5 mm difficilmente difficilmente decide di venir fuori da solo. I passaggi da fare, da adesso in poi, sono confermare la presenza del calcolo (che presumibilmente è ancora lì) mediante l’ecografia, verificare che il dotto di scarico della saliva sia ancora pervio e che quindi lascia passare la saliva, fare una valutazione specialistica accurata per decidere la strategia terapeutica adeguata per il suo caso (litotrissia salivare extracorporea o intervento di asportazione transorale videoendoscopica assistita previa riabilitazione del dotto salivare).
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

    2. giordano

      gentilissimo dott capaccio le riscrivo perche’ ho eseguito un altra ecografia e con molta gioia ho scoperto che il calcolo NON C’e’ piu’!!!! quindi per il mio caso e’ bastata la marsupializzazione del dotto salivare. stavolta mio suocero che e’ dentista con esperienza trentennale mi ha veramente salvato!!! grazie a presto.cordiali saluti giordano

      1. Lanie

        caro giordano posso chiedere la indirizzo clinica del tuo suoccero io ho lo stesso problema e io paura del un intervento.grazie

  9. Pericle

    Gent.mo Professore, mi chiamo Carlo, Le scrivo da Scandicci FI, ho un calcolo alla gh.sottomandibolare sx di11 mm,l’ho scoperto circa 7 anni fa e, l’ho trattato con la litotrissia extracorporea, non siamo però riusciti a romperlo, nemmeno in parte, comunque, da diversi anni, salvo piccoli episodi di frammenti che sono usciti quasi sempre spontaneamente e una volta con l’aiuto dei medici, forzandone l’uscita dal dotto escretore, ho convissuto in maniera egregia. Negli ultimi due giorni, ho subito un episodio mai accadutomi prima, in pratica la ghiandola si è ingrossata incredibilmente, provocandomi dolori incredibili con interessamento del dolore all’orecchio e impedendomi la deglutizione. Sono ricorso alle cure dell’orl, che mi ha detto che il dotto è pulito, ma la ghiandola è totalmente bloccata, mi ha prescritto antibiotici, cortisonici e antidolorifici. Raccontandogli la mia storia, mi avrebbe suggerito che visto il fallimento della terapia della frammentazione, di pensare seriamente a togliere la ghiandola e non pensarci più.
    Per quanto mi riguarda, penso che togliere una ghiandola è una sconfitta sia per me che per la medicina, pertanto sono a scriverle per avere dei suggerimenti e eventualmente impostare un percorso di svolgere per risolvere la questione.
    Con la più viva cordialità

    1. Car,mo Carlo,
      l’asportazione della ghiandola salivare è considerata oggi (nell’esperienza di chi nel mondo adotta le nuove tecniche conservative) la soluzione finale dopo il fallimento delle nuove tecniche; per quanto riguarda ad esempio il litotritore questa tecnica oggi non si usa più per calcoli di dimensioni superiori ai 7 mm. E’ emersa invece negli ultimi dieci anni la tecnica di asportazione transorale (dalla bocca) videoassistita che fornisce ottimi risultati sebbene non garantisca l’eliminazione completa di tutto il calcolo in particolare nei pazienti che hanno già fatto il litotritore (rischio di avere frammenti multipli nella ghiandola). Ciò non toglie che si possa comunque affrontare l’intervento conservativo dalla bocca. E’ comunque fondamentale, una volta risolta l’infezione, che lei faccia una valutazione specialistica per verificare che il calcolo sia ben apprezzabile in bocca.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Pericle

        Gentilissimo Professore, le scrivo ancora perchè con la giornata di oggi, sono 7 gg che nonostante la cura antibiotica e cortisonica, non ho risolto la situazione, la ghiandola è sempre tumefatta e molto gonfia, ai pasti, avverto un ulteriore peggioramento della situazione.
        Sono piuttosto demoralizzato.
        Vorrei se possibile un suo consiglio e come potrei fare per mettermi in contatto con Lei per una valutazione del caso.
        Con una buona stretta di mano.
        Carlo da Firenze

      2. Car.mo Carlo,
        la terapia antibiotica per bocca non sempre risulta efficace in situazioni impegnative come la sua; in alternativa si può proporre una terapia iniettiva (ad esempio Ceftriaxone 2 g i.m. die per 7 gg) previa valutazione del medico curante. Per pianificare la soluzione terapeutica migliore per lei occorre che lei guarisca dall’infezione in corso. Per la valutazione faccia riferimento ai contatti del blog.

  10. marco

    salve dottore sono marco e le avevo scritto già qualche tempo fà in relazione al problema che ho del gonfiore che si manifesta alle guance da ormai anni.
    questo gonfiore si alterna spessissimo,spesso è più gonfia la guancia destra,altri giorni al contrario la sinistra ed inoltre più aumenta il gonfiore della guancia e più mi fà male o fastidio dentro.
    io le avevo già detto nei commenti precedenti che sarei andato da un otorino per manifestarle il mio problema,ebbene ci sono andato e lui mi ha diagnosticato una parotite ricorrente giovanile e mi ha prenotato una scialoendoscopia che farò tra un mese.
    ha detto che con questa dovrei stare bene per mesi ma che il problema si potrebbe ripresentare e allora ne farò altre a distanza di tempo.
    scusi dottore ma ho dei dubbi su alcune cose,io sinceramente non ho ben capito se ho un’infiammazione solamente un’infiammazione alle parotidi che mi provoca il gonfiore e fastidi che ho alle guance o se ho problemi ai dotti salivari.
    e poi mi scusi le volevo chiedere se potessi avere in realtà un’ipertrofia del massetere che schiacciando il dotto di stenone mi causi questo gonfiore o se secondo lei non c’entri nulla con il mio problema?
    perchè in effeti l otorino mi ha parlato di parotite ma ho questo dubbio,grazie della sua cortese attenzione.

    1. Car.mo Sig. Marco,
      nella mia precedente risposta le avevo segnalato quale sia l’iter diagnostico da seguire per giungere ad una diagnosi attendibile prima di affrontare la scialoendoscopia; l’ipotesi dell’ipertrofia del massetere potrebbe essere valida nel caso in cui non avesse alcun beneficio dopo l’intervento di endoscopia salivare.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  11. Giovanni

    Buonasera
    Gentilissimo Professore, oggi ho fatto l’ecografia all parotide dx dove da parecchi giorni mi si è gonfiata. la diagnosi è:
    “presenza intraghiandolare di una formazione iperecogena, generate cono acustico post ombra, di mm 7 x mm 4, da riferire in prima ipotesi a calcolo salivare; è inoltre presente dilatazione del dotto di Stenone.”

    Mi sto curando con Augmentin e Danzen da 5 mg ma non vedo risultati!
    Cosa mi consiglia???
    Grazie

    1. Gent.mo sig. Giovanni,
      se la terapia antibiotica per bocca non dovesse risultare efficace si può optare per la terapia antibiotica intramuscolare (ad es Ceftriaxone 2 g i.m. die) previo parere del medico curante. Il passaggio successivo sarà un ciclo di litotrissia salivare extracorporea finalizzato alla frammentazione del calcolo ed alla ripresa di pervietà del dotto di Stenone.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Giovanni

        Grazie per avermi risposto in tempi così celeri. Comunque domani ho appuntamento per una visita chirurgica maxillo facciale al Policlinico Umbero I di Roma; le riferitò quello che mi dicono.

  12. Giovanni

    Gentilissimo Prof. Capaccio
    il responso della visita chirurgica maxillo facciale: “TAC continuare con antibiotico Augmentin e come antinfiammatorio Nimesulide, dopodichè mettersi in lista per intervento chirurgico. Non le sembra un pò esagerato???
    In attesa di un suo commento la saluto cordialmente.
    Giovanni

  13. Giovanni

    Buongiorno,
    mi hanno proposto un intervento superficiale, dicono che comunque la parotide è compromessa e quindi di asportare la parte superiore della ghiandola. Lei cosa ne pensa???
    Cordiali saluti

  14. marco

    salve dottore sono marco e le ho già scritto tempo fà a proposito del mio problema di gonfiore alle guance e fastidi dentro le stesse e le avevo detto che avrei fatto su indicazione di un otorino una scialoendoscopia.
    l’ho fatta da una settimana e è stato visto mentre la facevo che ho le parotidi molto infiammate e che erano loro la causa del mio problema.
    mi hanno fatto questo intervento e sono migliorato dopo questo totalmente a destra.
    infatti la mia guancia destra è completamente sgonfia,al contrario la sinistra ancora è un pò gonfia e mi dà ancora fastidio dentro.
    l intervento ha migliorato enormemente il mio problema di parotite ma ancora non l’ha risolto del tutto.
    perchè secondo lei a destra mi si è sgonfiato totalmente la guancia mentre a sinistra è ancora un pò gonfia?
    l intervento l’ho fatto da tutte e due le parti..
    grazie per l’attenzione

    1. Gent.mo Sig. Marco,
      la domanda deve porla al collega che le ha fatto la procedura endoscopica e comunque il tempo dirà quanto sarà stato efficace l’intervento eseguito.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  15. veronica

    Gentile Prof. Capaccio , Le riporto quanto è stato diagnosticato a mia madre a seguito di diverse indagini tra le quali una TAC con MDC:

    “Ghiandole salivari maggiori morfovolumetricamente nei limiti, con densità parenchimale conservata;nel contesto della sottomandibolare sinistra si apprezzano due formazioni calcolitiche di cui una più significativa, oblunga di 12 mm., l’altra più posteriore, piccola, di 2mm.Non apprezzabili significative alterazioni a carico del comparto viscerale mediano del collo.
    Regolare morfologia del lume aereo faringo-laringeo.
    Ben dissociabili i piani adiposi e muscolo-fasciali senza visibilità di significative tumefazioni patologiche delle stazioni linfonodali ltero-cervicali superficiali o profonde.”

    Le è stato presentato l’intervento chirurgico come unica modalità attraverso la quale risolvere il problema, ovviamente con asportazione della ghiandola in oggetto.
    Chiedo un Suo parere in merito, considerando che ha avuto un unico episodio di colica salivare curata con NUROFEN 200, di tanto in tanto lamenta delle “vibrazioni” al labbro ed infine un dolore abbastanza intenso al collo che le impedisce la normale rotazione dello stesso.
    La ringrazio anticipatamente…Veronica A.

    1. Gent.ma Sig.ra Veronica,
      le dimensioni grandi e la posizione del calcolo descritte dalla TC fanno propendere per un intervento di asportazione conservativa del calcolo dalla bocca (ovvero senza asportare la ghiandola salivare). Per confermare questo orientamento terapeutico occorre comunque una visita accurata per ben definire la posizione del calcolo in bocca.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  16. francesco

    salve dottore sono francesco da napoli le scrivo perche’ ho avuto un fenomeno di calcolo salivale . non sapendo che fare mi sono rivolto ad un amico e mi hanno aperto il dotto salivare ed estratto il calcolo…la ghiandola nonostante siano passati 6 mesi nn si sgonfia e mi e’ stata diagnosticata ora una stenosi del dotto. cosa posso fare? cordialmente francesco.

    1. Gent.mo Sig. Francesco,
      se la stenosi interessa il dotto della ghiandola sottomandibolare si può fare un intervento di riabilitazione del dotto con posizionamento di uno stent (tubicino) con lo scopo di mantenere aperta la via salivare. Tale intervento può essere eseguito anche in an. locale. Se la stenosi interessa il dotto della ghiandola parotide l’intervento è più impegnativo e occorre eseguire prima della procedura una scialo-RMN (scialo risonanza magnetica). Entrambe le condizioni prevedono comunque una visita medica per valutare l’entità del problema.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  17. luca navarra

    buongiorno
    mi chiamo luca ,saranno pessati 9 anni dalla chemio , dopo un calcinoma testicolatre,da allora le mie ghiandole sotto madibbolari , alcune volte 3, 4 volte l anno si gonfiano in maniera spaventosa e avevo paura alcune volte di soffocare, ma lotorino mi a assicurato che e impossibile soffoscare,da solo la senzazione perche si asciuga la bocca,adesso mi a prescritto ecografia ed edami per allergie, i denti dopo la chemio non nascondo che si sono rovinati , ma il mio dentista e convinto che non si tratta dei denti,adeso dovro attendere 2 mesi per lecografia ,ce qualche medicinale che potrei assumere in serata , perche se avviene il gonfiore avviene sempre di sera cosa molto strana , e poi mi viene il panico . GRAZIE E CORDIALI SALUTI

    1. Gent.mo Sig. Luca,
      il rigonfiamento simultaneo di entrambe le ghiandole sottomandibolari non correlatoai pasti fa pensare ad una origine sistemica del disordine con attivazione dei linfociti presenti nelle ghiandole; pertanto utiili sono sicuramente l’ecografia e gli esami ematici finalizzatti a verificare la competenza del sistema immunitario. Per quanto riguarda il trattamento una buona proposta potrebbe ssere la terapia steroidea.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  18. francesco mazzei

    Salve, sono Francesco di Lecce, mi hanno diagnosticato un calcolo della parotide di 8mm x 4mm, mi hanno consigliato l’intervento chirurgico, vorrei sapere se ci sono altre alternative e l’indirizzo di un centro specializzato in materia. Grazie

    1. Gent.mo Sig. Francesco,
      l’indicazione primaria per un calcolo parotideo di 8 mm è la litotrissia salivare extracorporea (ovvero il bombardamento con le onde d’urto); può trovare sul blog le informazioni relative al centro specializzato in materia.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  19. francesco

    Buongiorno sono Francesco , da una settimana ho un problema di calcoli salivari nel dotto della ghiandola sottomandibolare sinistra , da un ecografia di è stato diagnosticato un calcolo di 4 mm in prossimità dello sbocco cura di antibiotico già terminata. 2 giorni fà penso di averlo espulso , anche se è caduto e non sono riuscito a recuperarlo,comunque sento che qualcosa si è “sbloccato” ed ora a mangiare non ho piu quasi nessun problema. Secondo lei è possibbile che è stato espulso anche se la ghiandola a distanza di due tre giorni ancora risulta un pò gonfia e dolorante al tatto o è piu probabile che si sia solo spostato?

    1. Gent.mo Sig. Francesco,
      l’espulsione spontanea del calcolo è un evento possibile sebbene sia difficile perdere o non accorgersi di un calcolo di 4 mm; pertanto le suggerisco di rifare una ecografia per verificare l’eventuale persistenza del calcolo; il miglioramento ma non la scomparsa del dolore e del gonfiore potrebbero essere espressione del controllo dell’infezione da parte dell’anibiotico ma non della risoluzione del problema.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  20. paola

    Ho bisogno di un aiuto, di un consiglio, di capire cosa accade alle mie ghiandole, parotide o cosa.
    sono 17 anni che soffro di un disturbo facciale , 17 anni che faccio ecografie, analisi allergologiche e immunologiche , ricerche di parassiti ecc.. tutti dicono la loro, ma nessuno mi risolve il problema, i primo anni era sporadico tanto sporadico che sono passati 17 anni e il problema mi sembrava di non averlo, ma due anni circa invece la faccia al lato sinistro ma delle volte anche al lato destro quindi entrambi i lati ma di più a sinistra , mi si gonfia, mi prude e da sotto l’orecchio fino ad arrivare sulla mandibola, il fenomeno dura circa 2 o 3 ore anche di più ma a volte anche di meno quindi non è mai uguale, con dolore atroce e poi ritorna al suo posto ,ma la cosa davvero strana è che il fenomeno è cambiato infatti nell’ultimo anno si è aggiunta una particolarità , quando ho questa crisi mi esce anche o meglio mi ritrovo in bocca dei filamenti come fossero capelli bianchi, di muco (credo io) o di saliva, densi proprio come dei cordoncini sottili , non c’è nessun motivo che caratterizza la presenza di questo stato , unica cosa che ho notato e che con l’umidità mi accade più falcimente, cosa potrebbe essere? unico esame che non ho fatto è la scialografia ..ma ecografie ne ho fatte tante.. se qualcuno sà rispondermi sono contenta. grazie Paola

    1. Gent.ma Paola,
      la sua descrizione con interessamento di una o entrambe le ghiandole parotidi, il prurito e la risoluzione spontanea farebbero pensare in prima ipotesi ad un disordine immunitario da attivazione linfocitaria e, considerata l’età pediatrica del fenomeno, potrebbe trattarsi di una parotite ricorrente pediatrica. Occorre fare una valutazione specialistica al fine di porre eventuale indicazione ad una videoendoscopia parotidea diagnostica e riablitativa.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  21. luigi

    Gentile professore mi chiamo luigi qualche tempo fa’ mi hanno diagnosticato un calcolo salivare alla ghiandola sottomandibolare sinistra,sono stato dallo specialista e mi ha consigliato di operarmi.La domanda e questa bisogna per forza operare oppure esiste qualche altra tecnica per togliere questo calcolo di 8,2mm ?grazie Luigi

    1. Gent.mo Sig. Luigi,
      per un calcolo di 8,2 mm palpabile in bocca l’indicazione attuale primaria è l’asportazione transorale conservativa; in alternativa, ma con ridotte percentuali di successo vi è la litotrissia salivare extracorporea combinata con la videoendoscopia salivare operativa.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  22. Mirko Buson

    Gentile professore. Le scrivo perchè mi hanno diagnosticato un calcolo alla ghiandola sottomandibolare di 18,5 mm. All’incirca 10 gg fa mi è stata fatta una marsupializzazione del dotto di wharton con rimozione del calcolo. Non vedendo miglioramenti in questi 10 giorni sono andato a fare un’altra ecografia. Si è visto che il calcolo è stato asportato solo in parte, infatti attualmente le sue dimensioni son di 1 cm. Dalla prima visita il chirurgo (che non ha mai voluto fare l’ecografia, infatti l’ho fatta io privatamente) propendeva all’asportazione della ghiandola. La ghiandola risulta perfetta e il calcolo attualmente dista da essa di 15 mm. Cosa devo fare? Lei come interverrebbe? Non riesco a trovare uno specialista in questo campo che possa darmi un’altro parere.. Attualmente senza cura cortisonica non riesco ad andare avanti, ma sono già 15 giorni che lo assumo. Capirà che una soluzione la devo trovare al piu’ presto. Io sarei disposto a venire anche da lei.. Nell’attesa.. Buona giornata. Mirko da Padova.

    1. Gent.mo Sig. Mirko,
      se l’intervento di marsupializzazione del dotto è andato a buon fine ovvero vi è ancora pervietà di scarico della saliva dalla ghiandola, lei ha ancora indicazione ad un intervento di asportazione transorale (dalla bocca) conservativa senza asportazione della ghiandola sottomandibolare. Condizione essenziale è che il calcolo possa essere palpato in bocca durante la valutazione specialistica al fine di poterle confermare l’indicazione.
      A presto,
      Prof. Capaccio

  23. Davide

    Gentilissimo dottore, dopo anni di ricerca mi sono imbattuto nel suo blog dove ho letto molte notizie utili per noi utenti. Volevo porle un mio problema che soffro ormai da piu’ di 10 anni e spero vivamente di ricevere un suo parere. Nel 2007 ho fatto l’ultima e unica ecografia alle ghiandole salivari con il medesimo responso: tiroide in sede si dimensioni, profilo ed ecostruttura nei limiti. Non sono apprezzabili tumefazioni linfonoidali sede laterale. La parotide di dx risulta in sede regolare per dimensione ed ecostruttura, nel cui contesto si riconosce formazione rottondeggiante tendenzialmente ipoecogena con areola centrale iperecogena di circa 12.5 mm, possibile espressione di piccola formazione nodulare o in alternativa di linfonodo, se ne consiglia il controllo nel tempo. Bene, in questi 10 anni e piu’ soffro di prurito improvviso dopo i pasti e subito dopo compare la tumefazione a dx, a sx e anche tutte e due, delle ghiandole parodide. Dopo circa 30′., 1ora le tumefazioni si sgonfiano.. Oggi ho eseguito una visita dall otorino il quale, letto le risposte del 2007 e dopo palpazione.delle ghiandole parotidali riscontra un lieve rigonfiore di circa 1cm sulla ghiandola dx. Mi ha prescritto una ecografia ma non mi ha minimamente accennato all’ipotesi di calcoli ma bensi della possibilita’ di eseguire una autopsia.con ago aspirato e eventuale asportazione si tutte e due le parotidi nel caso si riacontri qualcosa.di gtave?!?!?? Ho 35 anni le scrivo da trieste e le sarei grato ricevere una.sua opinione in merito alla diagnosi di esclusione di calcoli. La ringrazio in anticipo, davide

    1. Gent.mo Sig. Davide,
      il coinvolgimento di più ghiandole salivari deve porre in prima ipotesi il sospetto che l’origine del suo disordine sia su base immunitaria e non quindi correlata alla presenza di calcoli; è necessario fare sì una visita otorinolaringoiatrica cui seguiranno esami del sangue ed anche eventuali ulteriori valutazioni specialistiche. L’asportaazione delle ghiandole salivari si effettua ormai in condizioni molto particolari e non prima comunque di aver eseguito una esplorazione endoscopica salivare (videoendoscopia salivare).
      Cordilamente,
      Prof. Capaccio

  24. Salve Professore,
    Mi chiamo Antonello e vivo a Napoli, ho dovuto asportare l’ottavo dente inferiore sx, che non è mai spuntato, per infiammazione. Durante l’operazione il chirurgo ha dovuto raschiare l’osso mandibolare perchè copriva in parte il molare. Dopo l’intervento tutto bene per una settimana, dopodichè mi si gonfia la guancia sx e in particolare sotto la mandibola. Faccio l’ecografia e viene diagnosticata la ghiandola salivare ingrossata, ma non c’è presenza di calcoli.
    Sono a 6 iniezioni di Rocefin ma il gonfiore non sembra andar via, anzi inizio ad avere fastidio all’orecchio e bruciore alla gola. Il chirurgo che mi ha operato
    esclude che è dipeso dall’intervento, ma se non c’è presenza di calcoli da cosa può dipendere? Lei cosa penza e che mi consiglia?

    Cordiali saluti

    1. Gent.mo Sig. Antonello,
      un intervento ai denti può condizionare una infiammazzione – infezione a carico della loggia sottomandibolare omolaterale coinvolgendo sia i linfonodi drenanti l’arcata dentaria inferiore sia la ghiandola sottomandibolare per contiguità; pertanto è presumibile che vi sia una relazione tra i due eventi e che la soluzione del problema sia nel controllo adeguato dello stato flogistico con una terapia antibiotica adeguata.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  25. maria di domenico

    Gentilissimo prof.ho bisogno di un consulto x un calcolo di 12mm nella ghiandola salivare,sono preoccupata. da novembre sono con antibiotici e cortisone adesso sembra che appena sospendo si gonfiano

  26. Sabrina Campus

    Gent. Prof. Capasso
    mio marito ha un aggregato calcolitico di mm. 7,2 in prossimità della ghiandola parotide destra. Dopo svariati antibiotici, cortisone ed antiffiamatori non riusciamo a risolvere il problema. Noi siamo a Roma e vorremmo provare la scialoendoscopia. Saprebbe indicarci, seppure non a Roma, qualcuno che la pratichi in convenzione e che sia veramente affidabile? Le saremmo grati se potesse aiutarci

    1. Gent.ma Sig.ra Sabrina,
      un calcolo di 7 mm nella parotide necessita di un trattamento combinato ovvero litotrissia salivare extracorporea (ciclo breve o lungo di frantumazione del calcolo in pezzi più piccoli a seconda della risposta) e successiva scialoendoscopia operativa per asportare i pezzi di calcolo rotti. La scialoendoscopia da sola non è in grado di risolvere il problema. A mia consoscenza Roma non dispone di un litotritore dedicato per i calcoli salivari; può pertanto vedere sul blog le modalità per effettuare la litotrissia salivare extracorporea a Milano.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  27. paola

    Gentile Dottore , sono molti anni che soffro di gonfiore nella zona della parotide e in questi anni ho fatto molte ecografie senza mai un risultato che intravedesse un calcolo o cisti , si era ipotizzata anche una sindrome che per fortuna non ho, negli anni il gonfiore è cambiato e spesso mi è venuto ad entrambi i lati e da due anni a questa parte mi esce dal dotto salivare sinistro un cordone di muco biancastro almeno io credo sia muco la consistenza sembra quella di muco,il gonfiore dura un paio di ore i dolori sono forti,che esami mi consiglia di fare? e cosa crede che sia? la ringrazio Paola

    1. Car.ma Paola,
      se la diagnosi di sindrome di Sjogren è stata esclusa le ipotesi potrebbero essere due: un restringimento dei dotti salivari che porta alla stasi della saliva con formazione di tappi di muco denso ed infiammazione della ghiandola salivare oppure una infiammazione ricorrente delle ghiandole salivari su base immunitaria ma non autoimmunitaria come nel caso della sindrome di Sjogren. Dal punto di vista diagnostico si parte cona una ecografia e successivamente può essere utile una scialo-RMN per lo studio dei dotti salivari.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Filippo

        Salve Professore,
        mi ricollego a questo vecchio post per porle una domanda simile.
        Soffro ormai da anni di calcoli alla ghiandola salivare SX e ho subito due interventi di asportazione dei suddetti calcoli.
        Adesso, dopo un paio di anni dall’ultimo intervento, credo si siano formati di nuovo, anzi ne ho la certezza perchè posso sentirli al tatto, frizionando dall’interno della bocca.

        Solitamente, quando la chiandola sembra riempirsi di liquido, massaggio dall’esterno la parte rigonfia, in modo da facilitare l’espulsione della saliva e questa operazione non è ne dolorosa ne fastidiosa.
        Un nuovo fenomeno però si verifica da qualche settimana quando agisco per “svuotare” la sacca sottomandibolare: esce un liquido biancastro, scuro e denso. Non ha un sapore o un odore definito, ma risulta salato, nonostante l’abbia anche testato con la punta della lingua (ho pensato che il senso del salato dipendesse dalla zona delle lingua con cui questo liquido viene in contatto quando fuoriesce, quella laterale, più sensibile appunto al salato)

        Crede, che possa essere del semplice muco o dovrei pensarare ad altro?

        Ho temuto fosse del pus, ma non ho nessun tipo di dolore, aumento di temperatura o infiammazione del sistema linfatico che possano darmi l’allarme di un’infezione in corso. Ma magari queste mie ipotesi sono del tutto errate.
        Ecco perchè le faccio questa domanda.

        Grazie mile!
        Cordiali Saluti

        Filippo

      2. Car.mo Filippo,
        la difficoltà nel scaricare la ghiandola quando si gonfia può essere dovuta all’esito dei due interventi precedenti che hanno residuato un piccolo restringimento della parte finale del sistema di scarico salivare. Il materiale che fuoriesce dalla ghiandola può essere una miscela di muco e pus, vista la persistenza di calcoli da lei descritta, che possono coesistere nella ghiandola anche in assenza di dolore o aumento della temperatura corporea.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

  28. Katiuscia

    Buongiorno. A distanza dal primo attacco di scialoadenite purulenta sottomandibolare dx (diagnosticata tramite esami e lastre) sto avendo al momento un altro episodio, iniziato ormai una settimana fa. Ho dolori acutissimi a gola, lingua, denti e orecchio e, nonostante antibiotici (Rovamicina che prendo da 5 giorni 2 volte al giorno) e cortisone ( oggi è la terza pastiglia da 16 mg) non colgo miglioramenti. In particolare, a differenza dell’altra volta, la ghiandola rimane sempre gonfia e mi è praticamente impossibile ingerire qualsiasi cosa che debba essere masticato perché il dolore è troppo acuto, da piangere. Sono molto preoccupata… Vorrei sapere se è normale un tale decorso, se la terapia che seguo è adatta e se esistono impacchi esterni o interni da applicare che possano aiutare la decongestione della ghiandola. Vorrei evitare ad ogni costo l’operazione, ma questa è una situazione insopportabile. Grazie, Saluti

    1. Car.ma Katiuscia,
      la terapia che sta attualmente facendo potrebbe non essere sufficiente a dominare l’infezione. In alcune situazioni è infatti opportuno eseguire una terapia antibiotica più aggressiva per risolvere l’evento acuto (ad es. terapia iniettiva con Ceftriaxone dopo consulto con medico curante). L’altro aspetto importante è la diagnosi. E’ stata eseguita una ecografia per capire dove è localizzato il calcolo?
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  29. Rinaldo Pacchini

    Gentile Professore,
    dopo un episodio acuto circa un mese fa di scialoadenite sottomandibolare dx trattato con Cefazolina e visita controllo ORL (eco negativa per calcoli), una successiva TAC consigliata ha rilevato “apprezzabile, a carico del pavimento linguale, a destra del frenulo della lingua, formazione a densità calcifica del diametro di circa 16 mm, da riferire verosimilmente a litiasi del dotto di Wharton”. Attualmente non ho tumefazione né dolore.
    Quali consigli mi può dare?
    Abito nelle vicinanze di Milano.
    Grazie per l’attenzione.

    1. Gent.mo Sig. Pacchini,
      evidentemente si tratta di un grossolano calcolo del dotto di Wharton che può essere asportato con un intervento dalla bocca e con la guida del videoenedoscopio salivare in anestesia locale.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  30. Luisa Pettavino

    Egr. Dott. re, da sei mesi circa ho un dolore sottomandibolare dx. Dopo un’ecografia fatta a novembre 2011 dove si dice che la ghiandola sottomandibolare dx è normale, ma al III medio è possibile la presenza di un microcalcolo, (di cui non si accenna alle sue misure) non si documentano dei duttili e dei dotti, a marzo 2012, mi reco dall’otorino il quale mi dice di sentire il calcolo, ma mi informa anche della difficoltà dell’eventuale sua asportazione, e il rischio di dover asportare anche la ghiandola salivare. Essendo io portatrice di gozzo plurinodulare che dovrei operare, mi ha proposto di fare i due interventi in contemporanea, ..quindi gli otorini, proverebbero ad asportare chirurgicamente il calcolo, e in caso di impossibilità toglierebbero la ghiandola salivare, e i chirughi endocrinolgi poi toglierebbero la tiroide. Ora tutto questo non mi allieta per nulla anzi mi sta mettendo in ansia, e il pensiero gira sempre lì senza trovare il coraggio di prendere una decisione. Purtroppo per me, a differenza della tiroide che non dà grandi problemi al di là di una leggera compressione ogni tanto (gli esami del sangue sono nella norma) il calcolo non smette di farmi male e la zona dx è sempre infiammata, rigida e dolente, con fitte fin dentro l’orecchio. Ho letto nel vs sito della possibilità di frantumare i calcoli salivari. Ecco vorrei notizie in merito. Grazie, Luisa.

    1. Gent.ma Sig.ra Luisa,
      il problema principale nel suo caso è diagnostico nel senso che non è stato possibile ottenere una definizione corretta della causa di origine del suo dolore e dell’infiammazione della ghiandola; pertanto sarebbe corretto poter ottenere prima qualche informaziona aggiuntiva mediante una nuova ecografia o, in alterantiva una radiografia o TC. Fatto questo passaggio, la possibilità di sottoporsi contemporaneamente alla tiroidectomia ed alla scialoadenectomia ovvero l’asportazione della ghiandola è comunque da considerare una opzione risolutiva (recentemente ho operato una paziente con le sue stesse caratteristiche in questo modo ed il decorso postoperatorio è stato brillante). Infine la frantumazione dell’eventuale calcolo è possibile solo se questo viene chiaramente identificato con l’ecografia.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Luisa Pettavino

        Gent.mo Prof. Capaccio,
        La ringrazio per la sua risposta in tempi così brevi e di avermi fatto l’esempio di un caso analogo al mio andato a buon fine che un po’ mi solleva. Comunque prima di fare qualsiasi cosa, vedrò di richiedere un esame più approfondito del calcolo, perchè resto comunque molto dubbiosa sul post-interventi, nel senso che mi preoccupa molto cosa succederà a livello di vita quotidiana senza queste due ghiandole importanti, essendo la mia una fascia di età intermedia.
        Già mi è difficile accettare l’idea della tiroidectomia totale, (per una tiroide malata scoperta per caso durante un intervento di colecistectomia l’anno scorso), che però non potrò rimandare più di tanto, …per il calcolo salivare, spero, come scrive Lei, sia chiaramente identificato con l’ecografia, e magari poterlo frantumare.
        Cordiali saluti.

  31. Gentile Professore,

    Sono un ragazzo di 35 anni. Circa tre settimane fa’, ho avuto il primo sintomo, di rigonfiamento della ghiandola sottomandibolare DX, con mio stupore. Dopo quell’ evento, durante i pasti la ghiadola si gonfia ed e’ fastidiosa.

    -Mi sottopongo ad ecografia, dove il Dott.re, mi riferische che “probabilmente” ci sono dei sedimenti microscopici, ma non vi e’ certezza, talmente sono piccoli, e trova ovviamente la ghiandola ingrossata.

    -Subito mi sottopongo a visita da otorinolaringoiatra, che mi dice che sotto la lingua forse c’e un fungo ( pelle color nero ), e mi prescrive medicinale antifungo, ferm. lattici, e bere tantissima acqua, per possibili rfammenti nella ghiandola/dotto

    -inizio la cura, e dopo tre giorni ( in cui bevo 3-5 litri al giorno) scompaiono i sintomi per circa due/tre giorni, per poi ricomparire il gonfiore, che attualmente ho , anche durante il giorno , ma piu lieve.

    Ora faro’ altra ecografia, ed altra visita da otorino.
    Che mi consiglia ?

    Cordiali saluti, Gianluca da Vicenza.

    1. Gent.mo Sig. Gianluca,
      la relazione con i pasti farebbe pensare in prima ipotesi che la causa sia ostruttiva (di cui i calcoli sono la causa principale); se i radiologici avessero ancora difficoltà a fare diagnosi esiste oggi una nuova metodica radiologica a basse dosi di radiazioni chiamata cone beam TC che va molto bene per la ghiandola sottomandibolare. Fatto questo esame occorre una buona valutazione ORL per decidere quale sia il percorso migliore per lei per risolvere il problema.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  32. Get..mo Dott. Pasquale,
    come gia riferito nella prima missiva, riassumendo gli ulteriori controlli fatti, ed esaminando bene la 1 ° ecogreafia sottomandibolare di circa 1 mese fa, le riferisco che c’era una ostruzione di 2,2 mm nel dotto della ghiandola sottomandibolare. Infatti si gonfiava quando mangiavo.

    Visitato una settimana fa’ da un primario veneto ORL, anche lui ha sentito manualmente il “granellino” sottopelle, sotto la lingua e ha consigliato altra ecografia, per poi decidere il da farsi .
    Fortunatamente ( continuando a bere ) da circa una settimana, durante i pasti non si gonfia piu la ghiandola, ed ulteriore ecografia effettuata in data odierna, non ha riscontrato NIENTE.
    Dotto “ristretto” nella norma, e ghiandola lievissimamente gonfia ( probabile causa di un mese di alterazione ) : non visibili calcoli e tracce.

    Sicuramente continuero la “cura dell’ acqua” .

    Grazie della cortese attenzione.

    Gianluca.

    1. Gianluca

      Gentile dr.
      Le riscrivo a distanza di 1 anno e mezzo.
      E’ stato marsupializzato il dotto di warthon ed asportato calcolo di circa 4 mm, in anestesia loc.
      Purtroppo, appena risolto per una ghiandola, quando due giorni fa, mi si gonfia l’ altra ghiandola sottomandibolare, come mi successe con la prima ! Attualmente, non percepisco nulla all’ attenta palpazione della mucosa orale, ma penso aime’, che stia succedendo il “replay” della volta scorsa.
      Mi faro’ prescrivere una tc per vedere se si vede qualcosa. E poi vedremo .
      Grazie

  33. Claudio

    Gent.mo Prof. Capaccio

    Per anni ho sofferto di calcoli salivari, un paio di anni fa ho fatto un trattamento di litotrissia e debbo dire di aver tratto giovamento. Ora a distanza di circa due anni dall’ultima seduta, ho avuto di nuovo avuto delle coliche, facendo un’ecografia non sono risultati calcoli, ma i sintomi sono gli stessi di prima della litotrissia.

    Grazie dell’attenzione

    Claudio

    1. Gent.mo Sig. Claudio,
      il fatto che non abbiano trovato calcoli non significa che questi non ci siano; l’ecografia è una metodica soggettiva e dpende dall’abilità di chi la fa, in alternativa potrebbero esserci dei calcoli piccoli non visibli in ecografia che determinano ostruzione delle vie salivari; se i calcoli erano nella ghiandola sottomandibolare può eseguire un esame chiamato cone beam TC, se i calcoli sono nella ghiandola parotide può eseguire una TC. Se da questi esami non dovesse risultare nulla allora potrebbe esserci un problema ai dotti salivari e pertanto potrebbe essere utile programmare una esplorazione videoendoscopica della ghiandola salivare affetta.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Claudio

        Gent.mo Prof. Capaccio

        Mi trovo di nuovo a scriverLe circa le mie vicissitudini con i calcoli salivari. A distanza di un anno dal mio ultimo post ho subito due interventi in scialoendoscopia (parotide dx), il primo con rimozione di due calcoli, il secondo è stato semplicemente una esplorazione del condotto libero da formazioni litiasiche.
        Ora a distanza di tre mesi dall’ultimo intervento ancora ho dei fastidi (sia pur lievi) durante i pasti all’altezza del condotto, le chiedo se rientra nella normalità e se dovrò comunque convivere con questi piccoli disturbi.
        Grazie!

        Claudio

  34. elena

    Gentilissimo Dottore, Mi chiamo Elena ho 21 anni e da 4 mesi convivo con un problema alle ghiandole salivari. Inizialmente mi era stata diagnosticata una ranula, quindi marzupializzata e tornata per tre volte. L’ultima operazione è stata più invasiva con tanto di punti. Dopo qualche giorno, mi è tornato questo gonfiore alla base sx della lingua in fondo. Mi sono ovviamente rivolta ad un altro dottore, il quale mi ha fatto fare ecografia, panoramica e scialo rm ( anche se nessuno mi ha messo il liquido di contrasto compaiono macchie bianche nella ghiandola sottomandibolare sx) ( se mi spiaga gentilmente perchè). Questo dottore ha detto che il primo dottore mi ha rovinata, poichè non ho neanche più mezza sensibilità alla lingua e vorrebbe studiar eil mio caso perchè non capisce se ho dei calcoli o se è tutto dato dalla malformazione di un dotto come si vede dall’eco.
    Una settimana fa inoltre mi è successo un fatto strano: mangiando uno jogurt alla ciliegia mi si è gonfiata tutta la ghiandola e la lingua era gonfissima, ho provato molto dolore. Allora mi è stata consigliata l’antibiotica rovamicina e il cortisone nonchè antidolorifici a bisogno.
    Non sto migliorando, la lingua è n po’ sgonfiata ma talvolta ho degli attacchi forti di “prurito alla base della lingua e ovviamente la ghiandola diventa enorme. Inoltre sento delle fitte all’orecchio e la sensibilità alla lingua continua non tornare … Cosa devo fare? Sono preoccupata,,,
    Grazie

    1. Gent.ma Sig.na Elena,
      il caso che lei ha descritto farebbe pensare in prima ipotesi ad una anomalia dei dotti salivari e non alla presenza di un calcolo; le macchie bianche nella ghiandola sottomandibolare fanno pensare alla possibilità che vi sia una stenosi del dotto di Wharton sottomandibolare. La mancanza di sensibilità della lingua è legata al fatto che nel pavimento della bocca passa il nervo linguale che dà la sensibilità ai 2/3 anteriori della lingua e pertanto è probabile che vis sia una sofferenza di questo nervo correlata alle procedure che lei ha eseguito; bisogna sperare che ci sia una ripresa nel tempo. Il suo è un caso complesso che merita di essere valutato con attenzione per decidere quale sia la strategia migliore per risolvere la sua situazione di disagio.
      Resto a sua disposizione per una valutazione.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  35. dina

    Gentilissimo Prof. Capaccio
    Anch’io soffro da circa due mesi di scialoadenite acuta/sub acuta sottomandibolare sin, con microlitiasi. Questo recita l’ecografia effettuata: sottomandibole di sin aumentata di volume, con evidenza di focolaio ipoecogeno flogistico e contestuale lieve ectasia del dotto escretore; minute immagini ipercogene di tipo microlitiasico. L’otorino che mi ha visitato mi ha prescritto cortisone e danzen. Dopo la cura,in assenza di miglioramenti, non ha dato scampo alla mia ghiandola suggerendomi l’asportazione a cui sono contraria. Mi farebbe piacere avere un suo parere, anche di persona.
    Distinti saluti,Dina.

  36. Fabio Ceravolo

    Tale tessuto esternamente aderisce e circonda il profilo inferiore della mandibola e risale verso l’alto infiltrando il muscolo buccinatore; si associa assottigliamento dello spessore dell’osso corticale del ramo mandibolare specie sul versante mediale dove sono riconoscibili parcellari discontinuità associate a diffusa rarefazione della trabecolatura dell’osso midollare. Non alterazioni delle pareti del canale del nervo alveolare.
    Lieve ispessimento del muscolo platisma contiguo con aspetto modicamente disomogeneo del tessuto adiposo sottocutaneo.
    Un linfonodo iperdenso e con aspetto reattivo nel I livello A omolaterale.
    Non linfoadenopatie in sede L-C bilateralmente.
    Aumento volumetrico di entrambe le tonsille palatine omogeneamente captanti il mdc associato ad incremento di spessore della base linguale con obliterazione delle vallecole glosso-epiglottiche, verosimile espressione di ipertrofia del tessuto linfatico.
    P.S.:Considerando la cronicità dell’infiammazione in questione(esistente da circa 20 anni), Lei pensa che una terapia antinfiammatoria sia farmacologica sia fisica (Laserteapia locale), mi potrebbe aiutare anche solo a contrastare i sintomi come l’iniziale deficit del labbro inferiore, o la lieve difficoltà di deglutizione?
    Rimango a sua disposizione anche qualora dovessi tornare su a Milano, e in attesa di una Sua risposta, La ringrazio per l’importante lavoro che svolge.

    1. Car.mo Sig.Fabio,
      come le dissi in occasione della prima visita il passo più importante nel suo caso è l’esecuzione di una rapida biopsia del tessuto duro presente a livello del pavimento della bocca al fine di poter pianificare la migliore strategia terapeutica per la soluzione del suo problema. Restando a sua disposizione la saluto cordialmente,
      Prof. Capaccio

  37. Anna Di Massa

    Gentile Dott. Capaccio
    E’ da circa un mese che soffro di un fastio che non sapresi descrivere al lato basso della lingua sul lato sinistro, accompagnato dalla presenza di un corpo estraneo in gola e qualche fitta nell’orecchio sempre sul lato sinistro, il medico di famiglia mi ha prescitto un’ecografia tiroidea, dalla quale è risultato tutto ok ad eccezione di un piccolo calcolo di 2 mm sul lato sinistro della mandibola. sono andata da un otorino che mi ha fatto una visita abbastanza superficiale a parer mio e a conclusione mi ha detto che il fastidio che ho alla gola alla lingua e all’orecchio è semplicemente dovuto dal calcolo che si muove e toccando il nervo della salivazione mi provoca questi fastidi.. ora secondo il suo parere è giusta questa conclusione o dovrei fare qualche altro esame per approfondire???
    la ringrazio anticiptamente della risposta
    Cordiali saluti
    Anna

    1. Gent.ma Sig.ra Di Massa,
      la sintomatologia da lei descritta non necessariamente corrisponde alla diagnosi di un microcalcolo visto in ecografia soprattutto se questa non si accompagna al gonfiore nella zona sottomandibolare sinistra o a livello del pavimento della bocca. Le consiglio pertanto di ripetere una visita otorinolaringoiatrica magari più accurata.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  38. Gent.mo dottore mi chiamo Daniela, hanno diagnosticato anche a me un calcolo intraghiandolare,il dottore dal quale sono in cura x adesso visto che non mi da problemi da qualche mese ,mi ha detto di non intervenire, quando ritorna il gonfiore, in pratica quando da problemi si puo’ curare con degli antibiotici ma per adesso mi ha consigliato di non fare niente, io vorrei solo sapere che cosa non devo mangiare. La ringrazio anticipatamente. cordiali saluti

  39. giovanni

    Gent.ssimo Dr. Capaccio,
    mi chiamo Giovanni, ho 40 anni e sono dializzato da 5 mesi. Da circa un mese mi si è presentato un fastidioso gonfiore alla ghiandola sottomandibolare dx con verificarsi di relativa colica durante la masticazione. Recatomi dall’otorino, mi è stata prescritta un’ecografia da effettuare al termine di terapia farmaceutica con clacid r antibiotico e danzen antinfiammatorio (6 gg) allo scopo di appurare la presenza di eventuali calcoli. L’ecografia ha mostrato la presenza di un calcolo di mm 11 (dim più lunga). Pertanto sono tornato dall’otorino che, sentendo il calcolo nella zona pavimentale della bocca ha proceduto ad un’incisione con bisturi in ambulatorio per provare ad estrarlo senza tuttavia riuscirci.
    La mia preoccupazione, oltre alla dolorosa e fastidiosa sintomatologia, riguarda anche l’eventuale incompatibilità al trapianto renale fin quando tale problema non vada a soluzione. Pertanto, data la difficoltà logistica nel raggiungerla per procedere ad una visita più approfondita, dovuta agli appuntamenti trisettimanali con la dialisi, le chiedo se può indicarmi qualche struttura in Calabria o in regioni ad essa limitrofe, più facilmente raggiungibili, che attuino le tecniche endoscopiche mininvasive da Lei utilizzate per casi del mio tipo alle quali potermi rivolgere.
    In attesa di sue buone nuove, la ringrazio e la saluto.

    1. Gent.mo Sig. Giovanni,
      mi dispiace ma nè in Calabria nè in regioni limitrofe esistono Centri dedicati alla chirurgia mininvasiva e conservativa delle ghiandole salivari; pertanto le suggerisco una struttura referenziata ove via sia un Centro Dialisi di supporto per la programmazione di un intervento di asportazione transorale conservativa videoendoscopico-assistita del calcolo in anestesia generale. Sono a sua disposizione in quanto la Struttura ospedaliera ove lavoro (Policlinico di Milano) possiede i requisiti per poterla curare adeguatamente.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  40. Sergio

    Egr. dottore, ho già scritto ieri sera (non vedo il mio post ma forse deve essere prima visionato). Avendo girato per tanti ospedali ed ambulatori finalmente al civile di Brescia hanno riscontrato un calcolo sullo sbocco del dotto di stenone di sx, cosa mai visionata in tutte le precedenti ecografie in altri centri. A dx però nessun calcolo ma in passato e più debolmebte ora ho avuto ed ho problemi anche da questo lato. E’ possibile quindi che ci sia qualche calcolo che nessuno ha visto? Il mio dubbio è che il calcolo di sx sia stato visionato solo ora che si è staccato dalla ghiandola mentre prima era meno visibile e non palpabile. Inoltre dalle ecografie il dotto di stenone risulta dilatato anche fino a 5/6 mm probabilmente per la continua pressione esercitata dalla saliva che non fuoriesce. Oltre a ciò è stato rilevato del materiale ecogeno in varie densità sia al dotto principale sia ai dotti che confluiscono allo stesso. Una piccola parte di questo materiale è uscito dopo l’ultima colica e si trattava di una specie di sabbiolina compattata ma friabile. Secondo Lei è sufficiente rimuove il calcolo o dev’essere rimosso anche questo materiale? Una volta tolto il calcolo potrebbe liberarsi con maggior facilità questo residuo? Nella carta per l’intervento hanno scritto solo di rimuovere il calcolo in prossimità dello sbocco. Personalmente questo problema mi sta limitando tantissimo, mi crea un’insicurezza (mi da fastidio vedermi la faccia asimmetrica), è doloroso ed inoltre mi sta facendo escludere un sacco di alimenti (limone, mandarini, uva yogurt, sughi saporiti, etc.) specie quando non sono a casa. Inoltre a metà pasto devo fare pressione per far fuoriuscire la saliva per alleviare il dolore. Se dovessi venire a Milano per l’intervento devo rifare utti gli esami oppure sono validi quelli dei civili di Brescia? In realtà sto prendendo tempo perchè essendo diabetico di tipo 1 vorrei evitare un’operazione se non strettamente necessaria. Grazie in anticipo. Cordiali saluti.

    1. Gent.mo Sig. Sergio,
      in considerazione del fatto che i problemi si sono manifestati in tutte e due le ghiandole parotidi, sebbene in modo diverso, non sono convinto che il suo problema sia il calcolo ma potrebbe trattarsi di una parotite ricorrente da stenosi duttale; indipendentemente dalla causa di origine è utile che lei faccia una procedura di videoendoscopia parotidea diagnostica ed operativa in sedazione.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  41. GIUSEPPE PAZIENZA

    SALVE MIO COGNATO HA ESPULSO LA CISTE DI UN CM, MENTRE ERA SOTTO CURA PER UNA COLICA DELLA GHIANDOLA SALIVARE.SECONDO VOI PUO’ ESSERE POSSIBILE?PREMETTO CHE DOPO L’ACCADUTO SI E’ SENTITO SUBITO BENE.,

    1. Gent.mo Sig. Giuseppe,
      sì è possibile perchè, per effetto delle terapie, la via di scarico della ghiandola salivare si è finalmente riaperta ed ha favorito la fuoriuscita di probabile materiale mucoso ristagnate nel sistema duttale. Consiglio comunque di monitorare il problema facendo delle ecografie periodiche ed una valutazione specialistica nel caso di ripresa dei sintomi di colica salivare.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  42. Caro professore sono l’uomo più felice per essermi imbattuto nel suo sito perché anch’io ho un problema da esporle. A breve devo essere sottoposto ad intervento chirurgico per l’asportazione completa della ghiandola salivare con anestesia totale perché il chirurgo dice che per questo tipo di patologia non ci sono alternative:aspetti di scialo adenite sottomandibolare Dx con scialo litiasi perilare sub capsulare diam max 5mm. Ho paura di non svegliarmi più con l’anestesia totale (soffro di extrasistolia ventricolare polimorfe con delle doppie e triplette sottoposto ad ablazione quest’estate e ridotte dalle 35000 circa a 7000 circa su 120000 battiti nelle 24 ore) ed ho paura che mi venga toccato il nervo facciale. Sono preoccupato. Per favore mi dia un suo parere. La ringrazio.

    1. Car.mo Sig. Giuseppe,
      considerando la sua paura giustificata da una situazione cardiologica non stabilizzata potrebbe scegliere un percorso diverso ovvero eseguire un ciclo di litotrissia salivare extracorporea eventualmente combinato ad una scialoendoscopia operativa in sedazione.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Alessandra

        Anche a me come unica possibilità dopo ago aspirato e diagnosi di tumore misto vogliono asport la ghiandola salivare io non accetto molto questa soluzione

      2. Car.ma Alessandra,
        per il tumore misto non esiste al momento una soluzione migliore della chirurgia che comunque oggi è conservativa nella maggior parte dei casi. La possibilità infatti che in una piccolissima percentuale di casi il tumore decida di girare verso una forma più aggressiva rende ragione della scelta.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

      3. alessandra

        Grazie dottore della sua pronta risposta e del suo consiglio, speravo che con la sua tecnica avrei potuto indirizzarmi in un altra opzione visto che e’ benigno questo tumore misto un po’ sa mi preoccupa l’intervento.

  43. Giuseppe Tondo

    Caro professore ormai era troppo tardi per cambiare ed è stato effettuato l’intervento il 27 novembre e affidandomi alla buona sorte ho pregato che tutto andasse bene. La ghiandola è stata asportata per intero, il taglio sottomandibolare è di 5,5 cm. il chirurgo dice che è stato un intervento complesso in quanto la ghiandola ormai ingrossata anche in fase dormiente era aggrovigliata tra nervi, nervetti ecc. e sicuramente è stato toccato qualcos’altro perchè mi ritrovo con mezzo labbro inferiore destro offeso cioè non risponde più ai comandi facciali. Il chirurgo dice di non preoccuparmi che con il tempo si ripristinerà la funzione normale. Vorrei un suo parere. GRAZIE.

    1. Gent.mo Sig. Tondo, il deficit della branca mentoniera del n. facciale rientra nelle complicanze della scialoadenectomia sottomandibolare e pertanto una condizione attesa nel postoperatorio; esiste anche la possibilit di recupero funzionale, le suggerisco comunque una riabilitazione fisioterapica sulla muscolatura facciale. Cordialmente, Prof. Capaccio

  44. Barbara Taver

    Buonasera dottore. Questa mattina ho subito l’incisione del dotto di wharton per l’asportazione di un calcolo di circa 2cm. Il calcolo fortunatamente adesso è nelle mie mani e non più in bocca, ma ho una serie di perplessità che mi permetto di elencarle: ho un gonfiore duro e diffuso nel sottomandibolare, posso attribuirlo ad un normale decorso postoperatorio? Inoltre il medico mi ha consigliato di mangiare ciò che voglio, ma l’incisione non è stata suturata e temo che residui di cibo possano provocare infezioni o complicazioni. Lei cosa ne pensa? Sarebbe meglio per i primi giorni ingurgitare soltanto cibi liquidi magari con l’ausilio di una cannuccia? La ringrazio anticipatamente per i consigli che vorrà darmi.

    1. Barbara

      Buonasera dottore. Questa mattina ho subito l’incisione del dotto di wharton per l’asportazione di un calcolo di circa 2cm. Il calcolo fortunatamente adesso è nelle mie mani e non più in bocca, ma ho una serie di perplessità che mi permetto di elencarle: ho un gonfiore duro e diffuso nel sottomandibolare, posso attribuirlo ad un normale decorso postoperatorio? Inoltre il medico mi ha consigliato di mangiare ciò che voglio, ma l’incisione non è stata suturata e temo che residui di cibo possano provocare infezioni o complicazioni. Lei cosa ne pensa? Sarebbe meglio per i primi giorni ingurgitare soltanto cibi liquidi magari con l’ausilio di una cannuccia? La ringrazio anticipatamente per i consigli che vorrà darmi.

      1. Gent.ma Sig.ra Barbara,
        il gonfiore della regione sottomandibolare dopo asportazione di un calcolo è normale, consiglio pertanto una alimentazione semifredda e semisolida per alcuni giorni. L’altro aspetto da verificare è quello relativo all’esecuzione o meno di una plastica del dottto salivare dopo l’asportazione del calcolo finalizzata al mantenimento della pervietà secretoria salivare.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

  45. Giacomo

    buona sera dottore.
    Mia Zia, 86 anni, durante un pasto ha accusato un dolore acutissimo in prossimità dell’orecchio Dx. Immediatamente dopo tale manifestazione ha perso completamente i sensi ed è dovuto intervenire il 118.
    In ospedale, dopo varie indagini, hanno individuato la possibile causa dello svenimento ad un dolore acuto arrecato dall’infiammazione della ghiandola salivare.
    In effetti mia Zia presenta un gonfiore evidente in prossimità di tale ghiandola, e riferisce di difficoltà a deglutire già da diverso tempo.
    Quesito:
    è possibile che tale patologia induca addirittura una perdita di sensi causata dal dolore acuto istantaneo?
    Se ciò è possibile, allora tale evento potrebbe manifestarsi nuovamente. Cosa consiglia di fare?
    E possibile chie sia solo essa la causa dell’evento o potrebbero esserci delle “concause”?
    Grazie e buon anno.

    1. Gent.mo Sig. Giacomo,
      considerando l’età di sua zia l’ipotesi che un evento acuto quale una infezione o un ascesso della ghiandola parotide possa aver causato uno svenimento è credibile; rimane aperto il quesito clinico sulla causa di origine della tumefazione ghiandolare che va approfondito mediante una ecografia ed una eventuale successiva RMN (risonanza magnetica).
      Cordialmente,
      Prof.Capaccio

  46. alessia

    Buonasera, la contatto per un problema che ho da 13 anni, un calcolo di circa 7 mm alla ghiandola sottomandibolare destra, in tutti questi anni mi hanno sempre consigliato di lasciarlo li se non mi avesse dato troppo fastidio, diciamo che a periodi ho delle coliche salivari durante i pasti con conseguente rigonfiamento della ghiandola, ultimamente però ho sempre dolore anche fino all’orecchio ed è sempre gonfia; ho effettuato circa un mese fa un’altra ecografia (in questi anni il calcolo è aumentato di volume ma non hanno mai detto se si trovava nella ghiandola o nel dotto) e mi hanno detto che il calcolo è nella ghiandola e la ghiandola è danneggiata per questo necessita di asportazione chirurgica. Vorrei sapere da lei se esiste un altro tipo di intervento come ho letto sopra dalla bocca o visto il danneggiamento della ghiandola occorre asportarla? Lei conosce degli ospedali a Roma specializzati dove effettuare questo tipo di intervento? Mi hanno consigliato l’ospedale Eastman dove opera il Prof. Furio Ambrosi che ne pensa? La ringrazio anticipatamente. Alessia

    1. Gent.ma Sig.ra Alessia,
      la stragrande maggioranza dei calcoli sottomandibolari vengono risolti oggi con le tecniche conservative o mininvasive videoendoscopico-assistite dalla bocca; il danneggiamento della ghiandola è una terminologia utilizzata nel dopo guerra per giustificare l’asportazione della ghiandola salivare nei pazienti con calcoli salivari in assenza di opzioni alternative. Pertanto le suggerisco una valutazione specialistica per decidere quale opzione terapeutica è idonea per il suo caso (occorre palpare il calcolo in bocca e visionare l’ultima sua ecografia). Si ricordi infine che Roma è ormai a 2 ore e 45 minuti da Milano.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. alessia

        Buonasera,
        La ringrazio molto per la sua disponibilità, ho effettuato una visita circa un mese fa con palpazione del calcolo dalla bocca, ma la decisione dello specialista di asportare la ghiandola mi è sembrata troppo affrettata e vorrei avere un altro parere medico, le ho parlato di Roma perchè io abito in provincia di Roma e venire a Milano in questo momento mi è molto difficile. La ringrazio nuovamente. Cordiali saluti
        Alessia

  47. Barbara

    Salve! A mio fratello è stato diagnosticato un calcolo nelle ghiandole sottomandibolari e sarebbe interessato ad effettuare la litotrissia. Per caso saprebbe indicarmi un centro/ospedale più vicino a Napoli dove effettuano tale trattamento?
    In attesa di una sua risposta. La ringrazio anticipatamente.
    Barbara

    1. Gent.ma Sig.ra Barbara,
      non credo esistano Centri in Campania ove si effettua la litotrissia salivare extracorporea; consideri comunque che sulle ghiandole sottomandibolari la litotrissia salivare è eseguita solo in casi selezionati mentre invece può essere preferibile eseguire un intervento di chirurgia endoscopica dalla bocca, magari con l’aiuto del laser.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Barbara

        Buon PM! La ringrazio per la sua risposta. Se fosse possibile vorrei contattarla privatamente per poter fissare una visita e per avere ulteriori info, in quanto essendo di Napoli vorrei sapere se fosse possibile effettuare la litotrissia o l’intervento chirurgico, ovviamente in base a ciò che lei reputerà opportuno, entro un paio di giorni dalla visita. La ringrazio.
        In attesa di una sua risposta.
        Barbara

  48. Marta

    Salve sono Marta, ho 38 anni da circa un anno e mezzo convivo con un dolore all’arcata inferiore sinistra, che mi impedisce la normale masticazione, in quella sede avevo un molare devitalizzato, all’accentuarsi del dolore mi sono recata dal dentista che mi ha ridotto il dente e ricoperto con una capsula dicendo che vi fosse una frattura, il dolore non é passato così ho consultato altro dentista che mi ha rifatto la devitalizzazione,poiché dalla panoramica veniva fuori una infiammazione, la cosa non é cambiata si é deciso così di estrarre il dente, estrazione che è avvenuta circa 6 mesi fa, il mio dolore non è passato non riesco a masticare sul lato sinistro e ho dolore sotto la mandibola orecchio e collo, ho consultato altro dentista che mi fa fare ecografia dalla quale si evidenzia l infiammazione e si sospetta una scialolitiasi sx, io non ho tumefazioni , ho notato che ho meno produzione di saliva, dovrei fare una scialografia? Dove posso farla? O cosa mi consiglia di fare ? Consideri che spesso si infiammano i linfonodi sotto mandibolari e la mia bocca diventa un fuoco. Avverto sotto l’arcata sinistra spingendo con le dita sotto il mento una pallina mobile ( non mobile come i linfonodi che spesso si presentano e poi spariscono ) è un linfonodo ? O altro?
    Aspetto con ansia una sua risposta grazie .

    1. Car.ma Marta,
      ritengo che una buona valutazione otorinolaringoiatrica sia la cosa migliore prima di pianificare la strategia diagnostica e terapeutica. Si dice infatti via il dente via il dolore ma il dolore non è passato e allora approfondiamo.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  49. Giampaolo Buti

    Buongiorno Dottore, sono Giampaolo, ho 44 anni e un problemino alla parotide destra, che è molto gonfia già da tre o quattro settimane almeno.
    Dato che questo gonfiore non mi causa alcun dolore e che mi sono accorto per caso di questa anomalia non escludo che sia presente anche da più tempo.
    Ho fatto una ecografia, della quale riporto il risultato qui di seguito.
    Parlando con il dottore mi sono ricordato di aver accusato dolore e fastidio per diversi giorni e in due o tre riprese, qualche mese fa, nella zona interessata dal problema, ma di aver attribuito le causa e un dente del giudizio che poco tempo prima il mio dentista mi aveva avvertito che in futuro avrebbe potuto causare inconvenienti vari, in quanto posto in posizione sbagliata.
    Potrebbe essere stato invece l’inizio di questo problema alla parotide?
    Questo il risultato dell’ecografia effettuata quattro giorni fa:

    “La tumefazione clinicamente apprezzabile sede angolo mandibolare destra appare come una lesione intraparotidea liquida a contenuto corpuscolato che a livello della superficie mostra una formazione solida la cui base d’impianto è collocata in corrispondenza di una tasca della parete stessa che contiene peraltro materiale iperecogeno verosimilmente calcifico. La valutazione CFM della vegetazione consente di escludere una vascolarizzazione della medesima. Il quadro non consente conclusioni diagnostiche (Ciste emorragica? dilatazione cistica di dotto per stasi da ostruzione litiasica?) Nulla da segnalare per il restante quadro ecografico del collo.”

    Il Dottore che ha effettuato questo esame mi ha consigliato di passare una visita più approfondita da un otorinolaringoiatra, con il quale ho un appuntamento fra due giorni.
    Avrei piacere di conoscere un suo parere e, se le sono capitati simili episodi, anche capire in che modo li ha affrontati, se vi sono particolari rischi nel caso di interventi non solo esterni e se l’alimentazione contribuisce alla formazione di questi calcoli.
    A questo proposito, non so se le sia utile saperlo, sappia che soffro anche di calcoli ai reni (composti da ossalato di calcio) ormai da una quindicina di anni, ma che fortunatamente sto risolvendo con una cura tanto semplice quanto efficace, in quanto nel giro di un anno si sono ridotti di più della metà del diametro iniziale.

    Grazie.

    1. Gent.mo Sig. Giampaolo,
      il referto dell’ecografia non è conclusivo e pertanto è meritevole di una valutazione clinica otorinolaringoiatrica al fine di definire la strategia terapeutica adeguata al suo caso; in considerazione del fatto che la soluzione probabilmente sarà chirurgica, potrebbe essere opportuno eseguire una RMN prima di decidere.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. giambuti

        Buongiorno gent.mo Dott. Capasso, mi permetto di disturbarla ancora in quanto, dopo qualche giorno dalla sua risposta del mese di gennaio scorso, ho effettuato un controllo dall’otorinolaringoiatra Dott. Paolo Dei di Poggibonsi il quale, in base al risultato della ecografia da me riportato precedentenente, mi ha tranquillizzato dicendomi che il calcolo di 17 mm di diametro occupa una zona estrema della parotide causando una sacca di liquido che non pregiudica comunque il corretto funzionamento della ghiandola. Adesso, a distanza di quasi 8 mesi, ho effettuato un’altra ecografia ed il risultato è che il calcolo che continua ad ostruire il dotto salivare è rimasto invariato, mentre il diametro della sacca contenente il liquido è aumentato di almeno 3 mm. Le vorrei ricordare che, a parte il gonfiore ben visibile anche ad occhio nudo, tutto questo per adesso non mi causa comunque nessun dolore e neanche nessun fastidio nell’atto di masticare o di aprire completamente la bocca. Credo che la tendenza del mio medico, al quale nei prossimi giorni avrò l’occasione di mostrare questi stessi risultati, sia soltanto quella di tenere periodicamente sotto controllo la ghiandola con ulteriori ecografie, a meno che naturalmenteche nel frattempo non insorgano altri fattori importanti. Personalmente temo che questa non sia la soluzione definitiva, anche perché a questo punto è chiaro che la sacca di liquido ha la tendenza ad aumentare di volume. Alla luce di questi nuovi risultati avrei quindi il piacere di conoscere ancora il suo giudizio. Grazie, cordiali saluti. Giampaolo.

        P.s.: Su alcune mie foto frontali di circa 7 anni fa ho individuato lo stesso gonfiore sulla parte destra del viso quindi, facendo due conti, se la sacca, allora già visibile, fosse cresciuta di 3 mm ogni 7-8 mesi, a questo punto sarebbe molto più grande. È possibile quindi che possa anche talvolta sgonfiarsi?

      2. Car.mo Sig. Giampaolo,
        la scelta di curare o meno questo disordine salivare è legata non tanto alle dimensioni del calcolo o alla grandezza della sacca quanto invece ai disturbi che questo calcolo dà in termini di gonfiore e dolore. Pertanto il consiglio che posso dare è di provvedere a curarsi con le tecniche conservative nel momento in cui i sintomi iniziano ad ostacolare in modo significativo la vita di tutti i giorni.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

  50. Vittorio

    Buonasera Prof. Capaccio,
    Mi chiamo Vittorio, ho 35 anni e da un paio d’anni circa ho un problema alla parotide destra. Periodicamente durante i pasti, soprattutto se ho molto appetito e mangio qualcosa di saporito, mi si gonfia molto, e, cosa anomala, il viso mi si arrossa e prude, cmq in modo tollerabile, in corrispondenza della zona gonfia, e in maniera più lieve questa sorta di “rush” e prurito appare anche sul lato sx e talvolta in altre zone del corpo, tanto che inizialmente pensavo fosse una forma di allergia a qualche cibo, o che ci fosse una qualche concausa “sistemica” e non si trattase “solo” di un problema “meccanico” di ostruzione dei dotti, cosa che ad oggi tendo a pensare dopo essermi un po’ informato in rete. Al momento non so come interpretare questa sintomatologia, e mi rimetto con fiducia a Lei. All’inizio erano episodi saltuari, circa 1 volta ogni 3-4 mesi, nell’ultimo periodo mi succede almeno una volta ogni paio di settimane, con intensità variabile. Non sento dolore, solo fastidio dovuto al rigonfiamento, e al prurito, il tutto scompare nel giro di mezz’ora/un’ora. Cosa ne pensa? Cosa mi consiglia di fare?
    Vivi complimenti per il suo lavoro e per questo sito web,
    La ringrazio molto per l’aiuto che vorrà darmi,

    Vittorio

    1. Gent.mo Vittorio,
      l’ipotesi allergica non può essere completamente esclusa e potrebbe essere considerata un fattore concausale; le ricordo che nelle ghiandole salivari vi sono i linfociti che rappresentano il nostro sistema immunitario e pertanto il suo gonfiore e rossore potrebbe essere interpretato come una reazione immuno-mediata meritevole comunque di un approfondimento diagnostico.
      La ringrazio per i complimenti la saluto cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Vittorio

        Egr. Prof. Capaccio,
        Torno a scriverle dopo oltre due anni, per un aggiornamento e per chiederle cortesemente indicazioni ulteriori.
        Nel recente passato il problema che le descrivevo sembrava si fosse ridimensionato, gli episodi diradati, forse anche grazie al fatto che preso coscienza del problema ho cominciato a “massaggiarmi” la guancia con una leggera compressione che mi accorgo facilità la fuoriuscita della saliva quando di fronte a un piatto appetitoso mi arriva la cosiddetta “acquolina” e sento un inizio di rigonfiamento.. Nel frattempo, circa un anno fa, un’ecografia alla parotide dx non ha evidenziato presenza di calcoli rilevabili, e test allergici sembrano escludere allergie ai cibi più comuni (sono cmq un soggetto allergico alla polvere, ma dopo anni di vaccino da adolescente l’allergia si ridimensionò molto).
        Ieri serà però, ho avuto un nuovo episodio e stavolta particolarmente intenso, sempre non doloroso ma per la prima volta ho avvertito anche un pizzicore sotto la lingua e soprattutto la mucosa della bocca si è gonfiata sia all’interno delle guance che vicino alle labbra, sul corpo (braccia e schiena) sono apparse una decina di bollicine (simili a punture di zanzara) e ho avuto prurito in vari punti del corpo, anche sui piedi, e l’arrossamento oltre che sulle guance (entrambe) anche su parte del collo e del mento. Inoltre una generale sensazione di malessere, tollerabile, ma che mi ha fatto interrompere la cena, stendermi a letto e prendere una piccola pasticca di Bentelan. Dopo un’oretta stavo meglio e meno gonfio, ma il gonfiore al viso e alla parotide è in parte rimasto a lungo (a differenza che in passato quando invece era limitato alla parotide e tempo due ora spariva del tutto) tanto che stamane il mio viso appare ancora “strano” e gonfio e avverto che la mucosa interna non è ancora nel suo stato di normalità.
        Sono preoccupato, e la ringrazio infinitamente se può darmi la sua opinione sul mio caso e consigliarmi uno specialista di sua fiducia nella zona di Roma.
        Cordiali saluti e sinceri complimenti per la sua preziosa attività,
        Vittorio

  51. Sica Massimiliano

    Egr.Prof. Capaccio,
    Le espongo dettagliatamente il mio problema. Da alcuni anni, pativo il gonfiore della ghiandola salivare sinistra, a seguito di ingerenza di cibi particolarmente gustosi, i quali, presumibilmente, producevano un eccesso di salivazione (cosiddetta acquolina), con conseguente sintomatologia, non particolarmente dolorosa ma, molto fastidiosa, della zona sottomandibolare. Il tutto però si risolveva rapidamente, non appena terminavano i pasti. Nell’estate 2011, ebbi ad eseguire una radiografia dell’arco dentario, ed in quell’occasione, per puro caso direi, il radiologo evidenziò la presenza di un calcolo di circa 7 mm., situato appunto, nella ghiandola salivare sinistra. Per vari motivi, e anche perché in quel periodo non subivo fastidi da tale patologia, ho trascurato il tutto, finché, nel Luglio 2012, a seguito di un fugace pasto, si verificò un rigonfiamento improvviso della suddetta parte, tanto da dover ricorrere alle cure sanitarie del Pronto Soccorso di un Ospedale (di cui preferisco omettere nome e località), perché faticavo quasi perfino a respirare. L’invio immediato al reparto di Otorinolaringoiatria del medesimo nosocomio, e la relativa visita dello specialista, mi permise di apprendere che era necessario asportare chirurgicamente la ghiandola innanzidetta, poiché il presunto calcolo, aveva raggiunto dimensioni troppo grandi per poter essere espulso con altre metodologie conosciute, e che quindi, dopo la terapia a base di antibiotici e cortisone, avrei dovuto eseguire l’intervento. Il sottoscritto però, non “contento” della precedente brutta esperienza, per gli stessi motivi di cui sopra, ha fatto trascorrere un ulteriore anno e mezzo, sempre grazie anche al fatto di non aver avuto più ulteriori fastidi. Questo fino ad arrivare a qualche giorno fa, ove si è ripresentato nuovamente ed improvvisamente il problema, con conseguente medesima procedura di corsa in ospedale ecc ecc., ove, a seguito della solita cura antibiotica e cortisonica, mi dovrei sottoporre all’intervento di asportazione della ghiandola. Tengo a precisare in merito, che l’ospedale ed il reparto, sono sempre gli stessi ma, lo specialista era un altro. Inoltre, tale diagnosi, mi è stata esposta senza che venisse fatto o consigliato nessun altro accertamento diagnostico, ad eccezione della palpazione della parte interessata e al’introduzione di un sondino attraverso il setto nasale. Il tutto, ha innescato in me forti dubbi circa la reale situazione di cui patisco, e mi chiedo come mai, nonostante ci siano altri metodi (o almeno tentativi da perseguire), per risolvere il problema, si insista tanto sull’asportazione di questa benedetta ghiandola. Forse non è poi soltanto “l’incriminato” calcolo??? Dall’esperienza patita e qui descrittagli, Lei presuma possa essere altro? Per tutto quanto sopra, grazie anche alle dettagliate informazioni che Lei gentilmente offre agli utenti della rete internet su questo sito, vorrei risolvere radicalmente e quanto prima la descritta problematica, magari presso la struttura del Policlinico di cui Lei fa parte. Pertanto, dovendomi spostare dalla zona di Venezia, e non conoscendo la tempistica delle varie fasi (accertamenti, visite e decorsi post-risolutivi), vorrei cortesemente sapere di quale esame diagnostico specifico mi dovrei eventualmente premunire, o se è possibile eseguire il tutto in quella sede, magari con un ricovero e successiva risoluzione del caso. La ringrazio anticipatamente delle informazioni e dei consigli professionali che potrà darmi e, Distintamente La Saluto. Massimiliano.

    1. Gent.mo Sig. Massimiliano,
      l’asportazione della ghiandola sottomandibolare per la calcolosi salivare è ormai una indicazione limitata a casi particolari. Grazie alle tecniche conservative è oggi possibile ottenere la guarigione della ghiandola affetta nella stragrande maggioranza dei casi. Nel suo caso è probabile che sia necessario comunque un intervento transorale (dalla bocca) videoendoscopico-assistito ma con conservazione della ghiandola. Per accedere a questa procedura deve essere comunque sottoposto in prima istanza ad una visita specialistica ORL presso il Policlinico.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. andrea123345

        Gentile Dott. Capaccio,
        da anni soffro di una calcolosi salivare, l’anno scorso a causa di un dente malcurato la ghiandola si è gonfiata notevolmente e il mio dentista mi prescrisse una cura a base di antibiotici per ridurre il rigonfiamento, riusci all’epoca a risolvere il problema ma facendo un’ecografia ed una tac dai risultati emerse un calcolco di circa 6-7 mm. Ora a distanza di 1 anno il gonfiore si è ripresentato e cosi ho deciso di fare una visita ORL durante la quale il medico mi ha prescritto 2 esami da fare, un’ecografia sottomascellare destra e un esame RX sottomandibolare destra, dicendomi inoltre che in base all’esito degli esami per asportare il calcolo sia che esso si trovi nel dotto o nella ghiandola non userà il metodo ad ultrasuoni ma opererà sempre tramite bisturi per incisione. Vorrei chiederle un suo parere al suo caso dato che io vorrei sottopormi ad un intervento che consista nella tecnologia ad ultrasuoni.

        La ringrazio moltissimo

        Andrea

      2. Gent.mo Sig. Andrea,
        la concomitanza tra un problema odontoiatrico ed il gonfiore della ghiandola sottomandibolare in un paziente affetto da calcolosi salivare è un evento relativamente comune; consideri per esempio che nei calcoli salivari si ritrovano gli stessi tipi di batteri (soprattutto streptococchi) presenti nella placca gengivale. Per quanto riguarda l’utilizzo degli ultrasuoni ovvero la litotrissia salivare extracorporea, nel caso di un calcolo di circa 6-7 mm, non viè garanzia di successo; pertanto potrebbe essere proposto un intervento chirurgico endoscopico-assistito dalla bocca previa comunque una adeguata valutazione della posizione del calcolo all’interno della ghiandola e conoscenza dei rischi correlati.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

  52. Giuseppe Tondo

    Carissimo dottore lei già mi ha risposto su questa colonna il 10-12-12, a tutt’oggi il deficit della branca mentoniera è rimasto tale e quale nonostante fisioterapie e farmaco Nicetile, lei più volte su questa colonna ribadisce che la tecnica di asportare totalmente la ghiandola è ormai superata negli ultimi 15 anni dalle nuove tecniche mini invasive e dal salvataggio della stessa, allora chissà perchè il mio chirurgo ben conosciuto qui a Roma non mi ha nemmeno accennato possibili alternative, e per un calcolo non eccessivamente grande appena 5 mm. è partito subito spedito per la rimozione totale della ghiandola che a me andava anche bene se non per questo deficit mentoniero che a me dispiace e che son sicuro non si ripristinerà più la funzione normale: mi si apre 3/4 di bocca, 1/4 non ne vuole sapere, il chirurgo continua a dire che è questione di tempo. Caro dottore quali sono le percentuali che la mia bocca ritorni normale?
    Di nuovo grazie. Giuseppe Tondo.

    1. Car.mo Sig. Giuseppe,
      non è possibile definire in mdo assoluto le percentuali di recupero del deficit del mentoniero mentre invece si può dire che a sei mesi di distanza dall’intervento le possibilità di recupero del nervo siano estremamente ridotte.
      La saluto cordialmente,
      Prof. Capaccio

  53. PINA DIRENZO

    Buonasera Dottore,

    vorrei un consiglio.
    Due anni fa mi è comparsa per la prima volta una Colica Salivare. Fatta una cura antibiotica era passato tutto.
    Purtroppo questo si è ripetuto una decina di gg fa con un gonfiore nella zona parotide destra.
    Mi sono recata al pronto soccorso in quanto questo gonfiore, dopo due gg, non passava.
    Mi hanno diagnosticato nuovamente una Colica Salivare con blocco della salivazione al Dotto di Stenone.
    Mi hanno consigliato Cortisone, una Cura antibiotica ed un’ecografia che ha dato il seguente risultato:
    Parotide di Dx appare lievemente ingrandita ed evidenzia una netta dilatazione dei dotti salivari, in particolare del Dotto di Stenone. Tale dotto appare al quanto stenonico nella sua porzione distale pur non evidenziando immagini di calcoli.
    Oggi, con questo esito, mi sono recata dall’otorino che mi ha visitato in Pronto Soccorso.
    Diagnosi: salivazione densa alla spremitura del dotto di Stenone. Mi ha consigliato una Terapia con Lenidase ed una dieta Liquida e priva di cibi acidi.
    Oltre al Limone, Agrumi, Bibite gassate, pomodori potrebbe dirmi quali altri cibi non dovrei mangiare?
    Le pongo questa domanda in quanto è da 10gg che mangio solo Brodo, frullati di mela pera e banana ma non posso andare avanti così.
    Carne,pesce e verdure posso mangiarle?
    Grazie in anticipo per la Sua risposta.
    Pina.

    1. Gent.ma Sig.ra Pina,
      le coliche salivari provocate dalla stenosi dei dotti parotidei non sono necessariamente correlate al pasto. Pertanto può riprendere l’alimentazione normale evitando possibilmente tutti i cibi o bevande acide e speziate e gli alimenti che le stimolano particolarmente l’appetito.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. PINA DIRENZO

        Grazie Dottore per la risposta ma come mai ogni volta che mangio ho un rigonfiamento sotto l’orecchio e sulla guancia? Sto cercando di non masticare e quindi sto mangiando liquido e/o semiliquido. A questo punto mi chiedo cosa mi può provocare tutto questo. E’ molto fastidioso mangiare e sentirsi gonfiare una parte della faccia con notevole fastidio.

  54. daniela

    Gent.mo Dott.Capaccio, mi è stata diagnosticata una scialonite batterica,forse con presenza di un piccolo calcolino che ostruisce il dotto della ghiandola. L’ottorino, durante la visita ha premuto sia sotto la mandibola dx, verso l’alto, e aiutandosi con una leggera pressione quindi dall’estrno…all’ interno della bocca, sotto la lingua è venuto fuori del pus, e in seguto anche la fuoriuscita di pochissimo sangue. La terapia è di 8-10 gg di antibiotico intramuscolare e una pastiglia di cortisone al gg..Le chiedo ho iniziato oggi a fare la prima puntura e a prendere il cortisone, quanto tempo impiegano questi farmaci affinchè non senta dolore? non riesco a mangiare, ne masticare perchè come norma tutto porta alla salivazione ma mi creda che stò impazzendo
    La saluto cordialmente e attendo una sua risposta

    1. Gent.ma Sig.ra Daniela,
      il tempo minimo perchè l’antibiotico inizi ad essere efficace è di 72 ore; se ciò non dovesse succedere sarebbe utile chiedere una rivalutazione medica per valutare la possibilità di una modulzaione terapeutica.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

    2. Buon pomeriggio Daniela le scrivo anche se so che questo post è di tre anni fa.. leggo il suo commento e mi rivedo io stesso problema stesso dolore nella masticazione e nel deglutire sto facendo una cura di antibiotico (iniezioni) x un totale di 10 giorni ne ho fatti già tre senza alcun beneficio sto andando fuori di testa xke è un dolore molto fastidio..volevo sapere lei se ha risolto e come ha risolto.. io ho due calcoli salivari di 2 mm e 3 mm nn troppo grandi i medici qui in Campania mi hanno detto di asportare tutta la ghiandola ma io nn voglio..è in corso una forte infiammazione della ghiandola causata da scialoandenita del tutto normale avendo una litiasi dei dotti.. la prego un consiglio nn so più cosa fare
      Francesca

      1. Car.ma Francesca,
        vi è discrepanza tra la grandezza dei calcoli (2-3 mm piccoli) ed i sintomi da lei riferiti; pertanto è utile eseguire una TC per confermare la posizione e le dimensioni dei calcoli. Fatto questo oggi l’asportazione della ghiandola sottomandibolare è da riservare a situazioni molto particolari in quanto le tecniche disponibili oggi (sia chirurgiche conservative che non) consentono di salvare la ghiandola salivare nella stragrande maggioranza dei casi. La attendo a Milano per una valutazione.
        Coridalmente,
        Prof. Capaccio

  55. Sara

    Gentile Dottore,
    è la prima volta che mi capita questo episodio. Alcuni giorni fa sono stata ricoverata per dolori al torace, ho fatto molti esami perché avevo alcuni valori alterati, il giorno dopo mi hanno dimessa (dopo 8 prelievi, lastra, tac con contrasto e flebo!). Tornata a casa inizia a gonfiarmisi la guancia sx, tra l’orecchio e la mandibola. Molto gonfiore, molto dolore e tensione, impossibilità a masticare, fastidio a parlare e soprattutto fitte molto forti nel sentire “i sapori”, cioè i cibi saporiti mi provocavano delle fitte (non è la prima volta che mi capita, se ci penso mi è successa spesso questa dinamica sapore/fitta).
    Comunque, pur stupendomi della contiguità sfortunata dei due eventi (ospedale e poi quest’altra cosa) penso subito ad un ascesso, avendo un dente del giudizio incluso coricato.
    Faccio ortopanoramica e vado dal dentista e mi dice che c’è un ascesso che si sta sviluppando probabilmente a causa di quel dente del giudizio coricato e che devo fare di corsa terapia antibiotica.
    Decido che avrei preso l’antibiotico l’indomani, prendo una piccola dose di Tachidol per calmare il dolore e vado a letto. Per tutta la notte avverto prurito dentro l’orecchio e prurito superficiale su tutta la zona gonfia. Mi alzo e constato che il prurito, pur non essendo eccessivo, persiste, mentre il dolore e il gonfiore sono nettamente diminuiti. Riesco ora agevolmente ad aprire la bocca, masticare, e tutto il resto.
    Com’è possibile? Io ho solo applicato degli impacchi di propoli e preso delle dosi di arnica e ananase in attesa di una diagnosi vera e propria.
    Potrebbe trattarsi di una colica salivare e non di un ascesso? Devo comunque prendere l’antibiotico (sono restia perché mi provoca molti problemi allo stomaco per ernia iatale)?
    Che correlazione c’è tra prurito e sgonfiamento? A me francamente sembra tutto molto strano!
    La ringrazio molto,
    Sara

    1. Sara

      P.s. ah ho dimenticato di specificare che al dente però non avevo nessun dolore! nè alla gengiva…per questo mi è venuto il dubbio potesse trattarsi di altro.

      1. Gent.ma Sig.na Sara,
        è possibile che il problema dentario abbia agito da fattore scatenante una infiammazione della ghiandola salivare già presente in modo subclinico; dalla sua descrizione il problema del gonfiore della ghiandola salivare si sarebbe già manifestato altre volte. Per quanto concerne la relazione tra prurito e gonfiore della ghiandola questo potrebbe essere correlato ad una attivazione infiammatoria immunitaria della componente linfocitaria presente all’interno della ghiandola.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

  56. Antonio

    Buongiorno dottor Pasquale,
    sono molti anni che ho un calcolo sotto la lingua ed ho fatto numerose visite e controlli ma mi è sempre stato detto che era piccolino e non dava problemi, anche se io continuavo ad avere ingrossamento della ghiandola salivare che diventava una palla quando mangiavo.
    Ora la ghiandola è ingrossata perennemente ed il calcolo è arrivato ad essere quasi di 2 centimetri e i dolori che mi provoca sono diventati pesanti da sopportare.
    Le chiedo un consiglio su come procedere per risolvere definitivamente questo problema perchè fino ad ora mi sono appoggiato ai medici dell’ospedale di San Donato Milanese in provincia di Milano ma senza riuscire a risolvere il problema.
    Credo che ormai l’unica cosa da fare sia l’asportazione, ma vorrei avere da lei un parere ed un consiglio.
    Grazie sin d’ora per la sua disponibilità.

    1. Gent.mo Sig, Antonio,
      le consiglio di non demordere perché oggi la stragrande maggioranza dei calcoli sottomandibolari anche grandi possono essere asportati dalla bocca senza togliere la ghiandola salivare ma credo sia giunta l’ora. visto il dolore, che lei si affidi ad uno specialista per la soluzione del problema.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Antonio

        La ringrazio per la risposta e dal momento che non ho uno specialista di fiducia mi devo appoggiare alla ASL.
        Le chiedo se il vostro centro è convenzionato con la ASL e come fare per poter affidarmi alle vostre conoscenze ed esperienze in merito.
        La mia paura è che affidandomi alla ASL i tempi siano molto lunghi e io mi creda non ce la faccio più.
        Cordialmente
        Antonio

      2. Gent.mo Sig. Antonio, le lascio i due numeri di telefono per poter prenotare una visita presso il nostro ospedale: ASL Policlinico Pad. Lamarmora 800638638 – Libera professione Policlinico 0255034422. Cordialmente, Prof. Capaccio

  57. Antonio

    Venerdì faccio l’ecografia, aspetto l’esito e poi prendo un appuntamento.
    Grazie ancora per il supporto.
    Antonio

  58. Santese Dante

    Egregio Professore,
    in data 18 luglio 2013 ho eseguito una ragiografia della colonna cervico-dorso-lombare prescrittami dall’ortopedico per problemi al collo e alla schiena. Il 29 luglio 2013 ho ritirato il referto e testualmente recita: “Si segnala la presenza di formazioni litiasica a livello della ghiandola sottomandibolare di sinistra del diametro massimo di circa 13 mm”. Faccio presente di non avere alcun fastidio e di non aver mai avuto dolori di alcun genere. Le chiedo cortesemente di darmi qualche notizia in merito e di suggerirmi eventualmente a quale specialista rivolgermi. Sono di Roma.
    In attesa di una sua eventuale risposta, La ringrazio.
    Dante

    1. Gent.mo Sig. Dante,
      il riscontro occasionale durante esame radiografico di un calcolo sottomandibolare è un evento relativamente comune anche in assenza di sintomatologia. Viste le dimensioni grossolane del calcolo, che imporrebbero un intervento di asportazione transorale (dalla bocca) conservativa in anestesia generale, il consiglio potrebbe essere quello dell’attesa della comparsa dei sintomi (strategia “wait and see”) prima di procedere chirurgicamente. Resto a sua disposizione per una valutazione specialistica.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  59. Santese Dante

    Egr. Professore, La ringrazio per la risposta e approfitto per chiederLe se è opportuno fare una visita specialistica e se Lei ha qualche nominativo o struttura da suggerirmi a Roma.
    Grazie ancora

  60. Antonio

    Gentilissimo Dott. Capaccio
    Ho fatto una ecografia alle ghiandole salivari e di seguito le descrivo il risultato.
    “Tiroide normale
    Non adenopatie latero-cervicali
    Normale la sottomandibolare destra
    La sottomandibolare sinistra appare ingrandita, a struttura disomogenea, con calcolo di 0,4 cm nel dotto escretore principale.
    Altre due formazioni latisiatiche di 0,24 e 0,2 cm sono rilevabili in sede intra-ghiandolare.
    Concomita una dilatazione segmentarie dei dotti escretori nella porzione di destra”
    A questo punto ho fatto una visita con il Dott. La Placa che personalmente non conosco ma che mi ha segnalato la mia dottoressa di famiglia.
    Il Dott. La Placa mi ha detto che l’unico approccio è la esportazione della ghiandola.
    Siccome sul vostro sito ho letto che con le nuove tecniche si può evitare di esportare l’intera ghiandola, le chiedo se nel mio caso, secondo la sua esperienza e la lettura del referto è possibile evitare l’esportazione.
    Ultima cosa è, se non è possibile evitarlo , cosa vuol dire a livello di funzionalità ed estetico?
    La ringrazio sin d’ora per la sua disponibilità
    Un cordiale saluto

    Antonio

  61. Sergio

    Buongiorno dott. Capaccio,
    la scorsa settimana mi sono sottoposto ad un intervento in anestesia locale tramite endoscopia ed eventuale incisione per la rimozione di un calcolo di 1 cm al dotto di stenone dx. Il calcolo di 5 mm un anno fa era arrivato a tale dimensione in attesa dei tempi della sanità italiana (intervento richiesto a novembre 2012 e non ancora programmato). Nel frattempo il dotto si è completamente otturato con coliche fortissime e dopo vari solleciti finalmente mi hanno fissato l’intervento (spedali civili di bs). Con amara sorpresa durante l’intervento non è stato trovato alcun calcolo ma il chirurgo arrivato ad un certo punto del dotto non è più riuscito a penetrare con gli strumenti, nemmeno con il sondino più piccolo. Ora approfondirò con una scialo rm. Secondo Lei è possibile che un ammasso denso di pus (dato che avevo in corso una seria infezione) possa essere confuso con un calcolo nell’ecografia? Durante questi 10 gg di cura antibiotica e dopo il lavaggio del dotto sto decisamente meglio ma noto comunque durante i pasti una salivazione non completamente regolare. In caso fosse una stenosi senza calcoli che tipo di intervento bisogna fare?
    Grazie in anticipo e buona giornata.

  62. Giovanna

    salve Dottore,
    dopo la gravidanza, tre anni fa, ho iniziato a soffrire di improvvisi attacchi di prurito alla guancia destra, esattamente in corrispondenza delle ghiandole salivari parotide e sottomandibolare. Nel 1999 ho fatto un intervento di ricostruzione maxillo facciale con utilizzo di ferule e supporti ai condili in titanio e già due anni dopo ho sviluppato un’allergia al titanio per cui sono stata rioperata e mi sono state tolte le ferule. Attualmente ho ancora due “fili” di titanio a supporto dei condili Ho pensato, pertanto, che si trattasse di allergia al titanio Ho fatto il test e non sono risultata allergica, Intanto, invece, gli attacchi si sono fatti più frequenti e sono diventati bilaterali. Inotre, durante le “crisi” le ghiandole hanno iniziato a gonfiarsi (effetto criceto). Ho fatto una ecografia ma non è risultato nulla e, intanto, circa sei mesi fa, ho avuto un’attacco fortissimo di dolore acuto che è stato diagnosticato come nevralgia del trigemino, In effetti, con la cura di antiepilettici che mi è stata data, gli “attacchi” sono passati. A giugno ho smesso di prendere i farmaci e gli attacchi sono tornati e sono diventati molto più frequenti (giornalieri) e spesso, anche in assenza di prurito, le ghiandole si gonfiano tantissimo, al punto che faccio fatica a muovere la mandibola, anche solo per parlare.
    Ho fatto di nuovo tutte le analisi del sangue e sono perfette (anche quelle epatiche e la ves) e il mio dottore mi ha prescritto la visita neurologica e mi ha ridato l’antiepilettico perchè è convinto si tratti di sitomi della nevralgia del trigemino. Io credo siano calcoli salivari che non sono stati visti in ecografia. L’unico dubbio che ho è dovuto al fatto che non provo dolore ma solo prurito e tanto tanto gonfiore e che le crisi non sono necessariamente scatenate dai cibi. Vorrei fare un ecocolordoppler per escludere definitivamente i calcoli (o per trovarli, finalmente). Ormai la sintomatologia è diventata invalidante perché all’improvviso, anche al lavoro, nel mezzo di riunioni o all’asilo di mia figlia, all’improvviso mi gonfio in maniera penosa.
    Volevo sapere se la mia sintomatologia (assenza di dolore) esclude di per se i calcoli e se l’ecocolordoppler è, secondo lei, una prova diagnostica definitiva. Grazie davvero
    giovanna

    1. Car.ma Giovanna,
      il suo caso è estremamente interessante e pertanto meritevole di approfondimento. Io escluderei la presenza di calcoli sia perchè finora non sono stati rilevati sia perchè il coinvolgimento infiammatorio è di più ghiandole salivari. Il prurito è un sintomo importante perchè si associa di solito ad una attivazione immunitaria del tessuto linfatico presente nelle ghiandole salivari sia su base immunitaria che allergica. Non posso infine escludere che lei possa avere anche una anomalia del sistema duttale (rilevabile sia attraverso una visita specialistica sia attraverso esami diagnostici – si parte con l’eco color doppler basale e dinamico).
      Cordialmente,
      prof. Capaccio

      1. Giovanna

        Gentile Dottore,
        la ringrazio per la risposta. Da quando le ho scritto la prima volta ho continuato con i miei accertamenti. In particoalre ho fatto l’ecocolordopler delle ghiandole salivari ed è risultato tutto nella norma, a parte un generale ingrossamento di tutti i linfonodi. Ho fatto anche la visita neurologica per escludere la nevralgia del trigemino come causa del prurito e del gonfiore. Infine, ho fatto il test domiciliare per la celiachia ed è risultato positivo. Ho subito fatto il prelievo per AGA ed EMA e sono in attesa del risultato. Intanto da tre giorni ho eliminato del tutto il glutine dalla mia dieta e il prurito e il gonfiore, per ora, sono spariti. Spero di aver trovato la causa, anche se fastidiosa, e spero che le mie sofferenze siano finite. D’altro canto, sembrerebbe anche corrispondere alla diagnosi da lei fatta, se non ho capito male. Si tratterebbe, infatti, di una reazione “allergica” al glutine.
        La ringrazio molto del suo interessamento e della sua disponibilità

  63. giambuti

    La ringrazio molto per la sua disponibilità dottore. Buon lavoro e dii nuovo cordiali saluti. Giampaolo.

  64. Fabio Pastorelli

    Egr. Prof. Carpaccio, nell’ott. 2012 a seguito di un gonfiore nelle zona sottomandibolare sin, fortissimo mal di gola febbre e spossatezza che non risolvevano con cure sintomatiche, a seguito di indagini approfondite mi è stata diagnosticata una calcolosi sottomandibolare sin con un calcolo di oltre 12mm. a seguito di visita otr mi è stata consigliata rimozione della ghiandola in quanto ipertrofica. E così è stato, in gennaio us sono stato sottoposto ad intervento chirurgico con asportazione della ghiandola e di un linfonodo che da esame istologico non hanno manifestato degenerazioni di natura tumorale. Il decorso post operatorio è stato abbastanza buono, anche se sinceramente avevo sottovalutato l’importanza dell’intervento, grande gonfiore e dolore importante e debolezza fisica generale che si sono protratti per circa 30gg. Ma tutto si è risolto e a circa 2 mesi dall’intervento le condizioni generali erano piuttosto buone anche se non completamente ripreso.
    Con continuo miglioramento sono arrivato al 16 di agosto quando si sono ripresentati i sintomi iniziali, ovvero grande rigonfiamento sottomandibolare, fortissimo male alla gola spossatezza generale e febbre. Sono stato sottoposto a TAC con mdc dalla quale è emerso grosso calcolo di 18mm di diametro e altri di minori dimensioni all’interno di una raccolta ascessuale di 4 x 3 cm. Iniziata immediatamente terapia antibiotica e cortisonica im dopo una settimana sono stato sottoposto a nuovo intervento chirurgico sempre in anestesia generale, ma questa volta con accesso dall’interno della bocca. Il chirurgo riferisce che nel primo intervento molto probabilmente il calcolo dall’interno della ghiandola era “scivolato” nel dotto e quindi rimasto in sede, ma questa volta è riuscito a rimuovere quello grande e due più piccoli.(li ho visionati personalmente. A circa 7gg dall’intervento si è creato un rigonfiamento in corrispondenza della cicatrice del primo intervento delle dimensioni e forma di una noce che durante i pasti diventava anche della consistenza di una noce, dopo altri 7 gg si creava un’apertura dalla quale usciva circa 10cc di siero bianco giallastro abbastanza denso e in ultimo anche del sangue. Il drenaggio naturale è in corso da circa 15gg e ai pasti fuoriesce ancora del siero. Il Dottore sostiene che non è pus altrimenti ci sarebbe febbre. Oggi ho eseguito una ecografia da uno specialista radiologo il quale ha rilevato ” presenza di multiple formazioni litiasiche del diametro massimo di 12 mm – si associa raccolta fluida densa estesa per circa 20mm. linfonodi reattivi iperplastici perilesionali” Mi è crollato il mondo addosso, ci sono ancora calcoli di grandi dimensioni, ma è possibile che si siano formati nei 40 gg successivi all’intervento? Io ho visto i calcoli rimossi e nella TAC si vedeva soltanto un calcolo grande: Cosa sta succedendo? Vista la Sua grande esperienza Le vengo umilmente a chiedere un consiglio, dovrò sottopormi ad un nuovo intervento? Cosa devo fare ?
    La ringrazio per La Sua comprensione
    Fabio Pastorelli

    1. Car.mo Sig. Fabio,
      il caso limite che lei descrive sembra semplicemente conseguenza dell’asportazione incompleta della ghiandola salivare coinvolta dalla calcolosi ed è la conferma del fatto che la diagnosi preoperatoria risulta essere l’evento più importante nella pianificazione della terapia. La maggior parte dei calcoli sono posizionati nel passaggio tra il dotto e la ghiandola sottomandibolare e quindi la possibilità di lasciare dei pezzi nel pavimento della bocca durante l’intervento è un evento reale. Per quanto riguarda il gonfiore sul collo questo potrebbe essere in prima ipotesi imputabile alla formazione di uno scialocele (spandimento di saliva nei tessuti circostanti la ghiandola) dovuto alla persistenza di un residuo di ghiandola funzionante all’interno del quale forse vi sono ancora residui di calcolo.
      Quali sono le soluzioni? Il silenziamento funzionale della ghiandola mediante iniezione di tossina botulinica ed eventuale reintervento per l’asportazione dei residui ghiandolari e litiasici.
      Restando a sua disposizione per la soluzione del problema la saluto cordialmente,
      Prof. Capaccio

  65. Maurizio

    Buongiorno Prof. Capaccio
    il 12 di Ottobre sono stato sottoposto ad un intervento di asportazione della ghiandola sottomandibolare sinistra perche erano prenesti 3 calcoli di grosse dimensioni.
    L’intervendo è andato bene così come il post operatorio e il problema delle coliche si è risolto.
    L’unica cosa che non è ancora a posto è il fatto che ho ancora la bocca storta e la parte della lingua lato intervento senza mobilità.
    Il disagio è che non riesco a pronunciare la R e la S e anche nel mangiare ho difficoltà perchè continuo a mordermi la lingua.
    Le chiedo se i tempi di recupero sono effettivamente lunghi o a questo punto c’è il rischio di una lesione?
    La ringrazio sin d’ora per la sua disponibilità.
    Saluti
    Maurizio

    1. Car.mo Sig. Maurizio,
      io spero tanto che il deficit ricevuto a carico del nervo facciale, linguale ed ipoglosso sia transitorio e che pertanto possa recuperare in qualche modo la funzionalità degli stessi. Il tempo di attesa per l’eventuale recupero è fino a 6-12 mesi.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Enzo

        Salve dottore le scrivo perche’ ho bisogno del suo aiuto . Per caso ho trovato il suo sito e leggendo le domande di altri forse lei mi puo’ essere di aiuto. Le spiego : da un po’ di tempo ho problemi salivari che si accentuano la sera non ho dolori quando mangio ne dopo ma solo un eccessiva salivazione. Trovo ristoro quando vado a dormire forse la posizione e come le dicevo prima questa eccessiva salivazione la sopporto durante il giorno ma la sera diventa piu’ accentuata . Lei che ne pensa? Mi puo’ aiutare a capire? la ringrazio anticipatamente e aspetto con ansia una sua risposta . Grazie a presto.

      2. Maurizio

        Grazie per la risposta.
        Avrei un altra domanda da farle.
        Quello che le vorrei chiedere è, una volta passato tale periodo da lei decritto, e constatato che il problema non si risolve, quali sono gli esami che dovrei fare per verificare se effettivamente c’è una lesione.

        Grazie ancora
        Maurizio

      3. Car.mo Sig. Maurizio,
        l’eccesso di salivazione o scialorrea è di solito correlato ad una iperstimolazione del sistema nervoso simpatico/parasimpatico e pertanto questo può avere un controllo regolatorio centrale; per tale motivo è importante escludere che ci sia una causa neurologica scatenante; a seguito della visita neruologica può esser comunque utile una valutazione otorinolaringoiatrica.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

  66. Carlo Alberto

    Gentile Dottore,
    circa 3 mesi fa, mangiando un panino, in maniera istantanea mi si è gonfiata la ghiandola sottomandibolare sx (prima volta in vita mia, ho 27 anni).
    Da quel giorno, 9 volte su 10, durante i pasti la ghiandola torna a gonfiarsi, a volte poco, altre volte pochissimo, altre volte tanto o quantomeno quanto basta per rendere il pasto fastidioso (il fastidio non si è mai tramutato in dolore). Finito di mangiare, tempo 5 minuti, e tutto torna alla normalità.
    Circa un mese fa sotto la lingua è spuntato una specie di “pustolina” bianca – non dolorosa – che tende a rompersi (rilasciando un siero) per poi riformarsi nel giro a volte anche di secondi.
    Sempre un mese fa ho fatto un’ecografia di cui riporto una parte della diagnosi:
    “…sembra apprezzarsi in sede profonda infer-anteriore della ghiandola un’area di mm 4,5 caratterizzata da diversi piccoli echi, sospette piccole concrezioni ghiandolari. Piccolo linfonodo mm 8 intraghiandolare parotideo anteriore di sx reattivo; normali reperti relativi alla parotide e alla sottomandibolare dx”.
    Sono stato in questi giorni da un otorino che, senza batter ciglio, mi ha detto che l’unico scenario possibile è l’asportazione chirurgica della ghiandola (con un bell’elenco delle possibili “sfortune” annesse all’intervento).
    Leggendo su internet, e leggendo anche questo articolo, mi pare però di capire che l’asportazione sia davvero l’ultima spiaggia…..le chiedo quindi se i sintomi da me descritti sono effettivamente quest’ultima spiaggia oppure se ci sono possibilità di curare il tutto in modo diverso.
    La ringrazio molto per il suo tempo.
    Cordiali Saluti.
    Carlo

    1. Gent.mo Sig. Carlo,
      è probabile che la causa del suo gonfiore sia un picco calcolino del dotto principale salivare che non è stato identificato mediante l’ecografia e che è meritevole di un intervento di asportazione in scialoendoscopia per via endorale previa una valutazione specialistica.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  67. stefano

    Gentile Professor Capasso, una settimana fa ho avvertito un immediato dolorino (come una colica) nella parte sinistra della mandibola.è durato alcuni secondi, poi niente più. la mattina dopo, lavandomi I denti, ho notato che la parte bassa della lingua, (solo sulla sinistra) era gonfia. come dire (la lingua a prima vista sembra normale, ma il “fianco” sinistro della lingua, la parte sotto la lingua (sempre sinistra) è gonfia. così sono andato dal dottore,suppongo otorino, perchè sono andato all’ospedale perchè era domenica ed ero preoccupato (abito all’estero) e mi ha palpato la lingua, dicendomi che si trattasse secondo lui di un gonfiore della ghiandola sottomandibolare dovuto forse a calcoli, con ristagno della saliva. la tumefazione è molto morbida,non ci sono “grumi duri”,non fa male per niente,non dà fastidio. è solo lo spavento di qualcosa di grave,ma il dottore ha detto di escludere con certezza ogni cancro o patologia seria. tornerò in italia per il natale e chiederò al mio medico di famiglia se potrò fare ecg o risonanza per vedere fino in fondo con certezza di cosa si tratta. ora le chiedo: è possibile che l’otorino possa con la palpazione escludere cose serie come un cancro ed essere comunque abbastanza certo di un semplice gonfiore dovuto a calcolosi? grazie per ogni risposta.

    1. Gent.mo Sig. Stefano,
      il dolore in prima ipotesi è riferibile ad una infiammazione e pertanto tenderebbe ad escludere una malattia grave ed a orientare verso un disturbo infiammatorio di una ghiandola salivare (sottomandibolare o sottolinguale). E’ utile pertanto completare l’iter con una ecografia ed poi rifare la valutazione specialistica ORL.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  68. Giulia Cammarata

    Gentile Dott. Capaccio,
    sono Giulia, una ragazza di 22 anni, a cui, da ormai 10 anni, hanno riscontrato dei calcoli alla ghiandola sottomandibolare sinistra. Dopo diversi pareri di vari otorini, fino all’anno scorso, li ho tenuti senza che mi creassero grossi problemi. A distanza di 9 anni, ho deciso di sottopormi ad un’altra visita e l’otorinolaringoiatra ha scelto di procedere con la litotrissia vista la notevole dimensione raggiunta dal calcolo. Dopo circa 5 sedute ho avuto un episodio di scialoadenite e, a seguito di un’ecografia, hanno riscontrato che i calcoli da uno che era sono diventati 4 di circa 4 mm ciascuno, due nel dotto e due nella ghiandola stessa. Considerata la situazione, l’otorino ha preferito ricorrere all’endoscopia. Ieri ho subito l’intervento ma, purtroppo, è stato possibile prelevare solo uno di questi 4 calcoli con conseguente fuoriuscita di pus. Considerando che ho ancora 3 calcoli delle stesse dimensioni, che prospettiva posso avere? Fino a quante volte è possibile ripetere l’intervento?
    La ringrazio dell’attenzione.
    Cordiali saluti.

    1. Gent.ma Sig.na Giulia,
      l’approccio endoscopico è utile solo per l’estrazione di calcoli di piccole dimensioni; è probabile che lei necessiti di un intervento di asportazione transorale (dalla bocca) chirurgica scialoendoscopico-assistita soprattutto per raggiungere i calcoli presenti all’interno della ghiandola. Occorre fare una visita preoperatoria per verificare la fattibilità della mia proposta. Il torpore alla lingua può essere collegato con lo stato infiammatorio-infettivo della sua ghiandola e pertanto dovrebbe risolversi con la risoluzione del problema dei calcoli.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  69. Gentile professore vado subito al sodo.nel 2011 mi viene diagnosticato tramite eco un calcolo di 9 mm nella sotto mandibolare sx.Ci ho convissuto discretamente con soli tre episodi di coliche risolti grazie a cortisonici.Adesso la situazione e’ peggiorata il gonfiore non regredisce e non riesco quasi più ad alimentarmi,quindi mi sono sottoposto a nuova ecografia che conferma la presenza del calcolo nel frattempo divenuto 13 mm.Ecografia del 23/12.Sto assumendo MEDROL ed Eritrocina senza esiti apprezzabili,il mio otorino sconsiglia l’intervento di asportazione della ghiandola,sarei interessato a conoscere il suo parere e le percentuali di successo degli altri metodi da lei illustrati nel suo sito internet.Se può indicarmi anche qualche farmaco alternativo ai due citati le sarei estremamente grato
    Grazie Carlo

    1. Gent.mo Sig. Carlo,
      viste le dimensioni del calcolo lei potrebbe beneficiare di un intervento di asportazione transorale scialoendoscopico-assistita del calcolo; occorre però una valutazione specialistica per poterle confermare tale indicazione. Per quanto concerne la terapia un buon antibiotico nei casi non rispondenti alla terapia orale è il Ceftriaxone 2 g i.m. die.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  70. nina

    Gent.mo Dottor Capaccio,io il 10/1 p.v.dovrei venire da Voi per una esplorazione endoscopica della parotide per una colica salivare di alcuni giorni fa,ora migliorata con cura antibiotica,devo confessare che ho tanta paura. Chiedo non potete farmi una anestesia totale? Capisco che Lei sorridera’ma sono fifona e anche depressa Grazie Marconi Antonina

    1. Gent.ma Sig.ra Antonina,
      credo che non valga la pena di andare nel panico per una endoscopia salivare; pertanto incontriamoci e ridiscutiamo insieme il perché di questo percorso.
      A presto,
      Prof. Capaccio

  71. Gent.mo Dott. Professor Capaccio,

    soffro da diversi anni di calcoli alla ghiandola sottomandibolare della parte sinistra, a seconda del cibo che mangio mi si forma come una grossa oliva sotto il mento, diversi anni fa sono stata visitata da un medico del Venezuela che mi ha detto che l’operazione al condotto salivare è dolorosissima, tornata in Italia , a Bolzano, mi si è nuovamente posto il problema, in genere quando mangio cibo molto duro, e sono andata da un specialista, otorinolaringoiatra, il dottor Pellegrini che mi ha fatto la stessa diagnosi… come cura mi ha detto di bere molta acqua povera di sodio in modo di far espellere i calcoli… Ora sono ritornati e la mia domanda è questa? Cosa devo fare secondo lei? A chi mi posso rivolgere? E dovrò per forza farmi operare? E se si è vero che è così doloroso? Non sono una fifona in genere, ma le parole di quel medico mi suonano ancora alle orecchie come un avvertimento.. La ringrazio per la cortese attenzione e le invio i miei migliori Auguri di Buon Anno e cordiali saluti.

    Jolanda Laimer

    1. Gent.ma Sig.ra Jolanda,
      la prima cosa da fare è definire la diagnosi ovvero identificare la posizione e le dimensioni del calcolo; questa si ottiene tradizionalmente con una buona ecografia ed una visita specialistica ORL adeguata. Fatto questo oggi esistono numerose tecniche che le consentono di poter risolvere il problema senza dover asportare la ghiandola sottomandibolare così come si faceva in passato.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Gent.mo Prof. Dott. Capaccio, la ringrazio per la Sua gentile e celere risposta.

        Seguirò attentamente le Sue indicazioni e mi farò immediatamente prescrivere dal mio Medico di Base la lista di Analisi da fare.
        Ancora grazie e le giungano i miei più Distinti e Cordiali saluti.

        Jolanda Laimer

  72. Catia

    Buonasera, Dott. Capaccio,

    mi sono stati diagnosticati due calcoli salivari sottomandibolari (lato destro)
    Purtroppo non sono a conoscenza della grandezza dei calcoli.

    I calcoli mi hanno fatto ingrossare la ghiandola salivare che risulta ingrossata anche a occhio nudo (si vede un bozzetto), durante e dopo la masticazione o assunzione di alimenti. Non soffro di aumento della salivazione e non ho dolore. Ho un leggero fastidio esternamente sotto la mandibola quando si gonfia la ghiandola.

    Ho seguito una terapia antibiotica (Ciproxin) e antiinfiammatoria (Aulin) per circa 7gg. che non ha portato risultati. Successivamente ho eseguito una terapia cortisonica (Bentelan iniezioni) per 10 gg su suggerimento dell’otorino che mi ha visitata. La terapia cortisonica ha sgonfiato la ghiandola ma non completamente. Effettuo anche dei leggeri massaggi della parte sottomandibolare con una certa regolaritá.

    Ho sentito che in caso di intervento, l’operazione é delicata e se non ben eseguita si possono averelesioni del nervo facciale (paresi).

    La ringrazio dell’attenzione e spero di leggerla presto.
    Cordiali saluti
    Catia

    1. Gent.ma Sig.ra Catia,
      la lesione del nervo facciale è la possibile conseguenza dell’asportazione della ghiandola sottomandibolare; nel suo caso però vi sono tante opzioni alternative conservative di asportazione dei calcoli dalla bocca (scialoendoscopia, asportazione chirurgica scialoendoscopico-assitita). Occorre però conoscere la posizione e le dimensioni del calcolo mediante ecografia o TC (anche cone beam 3D TC del pavimento orale).
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  73. rita

    Buongiorno dottore, le scrivo perche’ ho le idee confuse. Mi spiego, dallo scorso ottobre ho iniziato ad avere forte mal di gola, rauccedine e addolenzimento al tatto delle ghiandole sottomandibolari e parotidi. Sono andata da un otorino che mi ha detto di avere la corda vocale dx emoraggica. Ho fatto la cura di cortisone che mi aveva prescritto e la voce piano piano e’ tornata. Continuavo pero’ con il forte male alla gola e fastidio alla deglutizione, ma non mi ha saputo dire nient’altro. Ho fatto allora una ecografia al collo, da dov. Sono emersi alcuni linfonodi tumefatti di natura reattiva a livello degli angoli della mandibola e a carico delle regioni latero.cervicali, non lesioni morfologiche ed ecostrutturali della ghiandola parotide dx e sx e della ghiandola sottomandibolare dx e sx. Su sugerimento del medico di famiglia sono andata da un altro orl che dalla visita mi ha riscontrato una ipertrofia dei turbinati e delle tonsille che sono criptiche. Le corde vocali sono guarite. Gli ho fatto vedere l’esito dell’ecografia e mi ha detto che in effetti i linfonodi sembrano infiammati e mi ha prescritto di fare una gastroscopia per verificare se ho reflusso gastroesofageo che sono in attesa di fare e di prendere un gastroprotettore. ATtualmente le ghiandole parotidi non mi fanno piu’ male, ancora invece quella sottomandibolare dx. Oggi sono andata dal dentista per la cura di un dente e mi ha detto che secondo lui ho calcoli alle ghiandole salivari. Mi ha prescritto una scialografia ghiandola sottolinguale per eventuale intervento con onde d’urto per frantumare i calcoli. Mi chiedo, ma almeno l’ultimo otorino non lo avrebbe visto? Il dentista e’ comunque uno specialista competente per la trattazione delle ghiandole salivari? I calcoli danno dolore al tatto ai linfonodi sottomandibolari? Danno altri sintomi? Io sono un po’ dubbiosa, ho l’impressione che nessuno abbia ben inquadrato la reale situazione. Continuo ad avere mal di gola, soprattutto se parlo per un po’. Dovrei vedere un altro specialista? Mi puo’ dare gentilmente un consiglio sulla diagnosi e cosa fare!!!! Grazie.
    Rita

  74. Ignazio14

    Buongiorno Dott. Capaccio,
    Ieri mattina appena ho aperto la bocca per mangiare una tortina, ho sentito un forte dolore sulla parrte sinistra tra sottomascella a orecchio, a talpunto che ho dovuto tenere la bocca immobile, poi pian piano si è alleviato, ma sentivo comunque dolore, ho pensato che fosse un nervo o um muscolo fuori posto, poi a pranzo mentre mangiavo con attenzione sulla masticazione, si è gonfiato in modo visibile a occhio nudo, ma con poco dolore.
    Mi affido alla sua esperienza, dato che la trovo molto professionale, e la ringazio per le informazioni che ha lasciato in modo che tutti possano leggere
    Oggi andro’ dal medico, la mia domanda è questa, secondo lei può essere un calcolo.
    Distinti saluti
    Ignazio

    1. Gent.mo Sig.Ignazio,
      il gonfiore mattutino a carico della parotide correlato con il pasto ma anche con la masticazione fa pensare ad una infiammazione della parotite da causa ostruttiva. Deve fare pertanto una ecografia per escludere i calcoli ma anche probabilmente una valutazione ortognatodontica se l’ecografia risulta negativa.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  75. Ignazio14

    Prof. Capaccio, Grazie della risposta, le faccio presente che dopo tre giorni il gonfiore é sparito da solo, il medico mi ha dato l’anibiotico, ma non e servito. secondo lei il sintomo e da prendere seriamente, o può essere una situazione passeggera.
    distinti saluti
    Ignazio

  76. Caterina 1988

    Egregio Prof. Capaccio,
    al mio compagno ieri p.m a seguito di coliche salivari è stata riscontrata, con una ETG del capo e del collo, la presenza di formazione litiasica intraparenchimale di 5 mm alla ghiandola sottomandibolare sinistra!
    le scrive al fine di poter individuare la tecnica mini invasiva più opportuna per questo caso!
    Purtroppo non risiediamo a Milano, ma siamo disposti a recarci da lei pur si salvare la ghiandola sottomandibolare.
    in attesa di una sua risposta le porgo
    Distinti Saluti

    1. Gent.ma Sig.ra Caterina,
      nel caso di un calcolo di 5 mm intraparenchimale possono essere proposti percorsi conservativi differenziati: se questo è ben palpabile può essere proposto un intervento di asportazione dalla bocca scialoendoscopico-assistito, se non palpabile si inzia con un ciclo di litotrissia salivare extracorporea e si continua con una scialoendoscopia sottomandibolare operativa. Essenziale è comunque la corretta valutazione della posizione del calcolo.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  77. Angela

    Gent.mo Prof. Capaccio,
    quattro mesi fa ho avuto un gonfiore notevole sotto la mascella, facendo un’ecografia mi hanno riscontrato una calcolosi multipla della ghiandola sottomandibolare sinistra, ostacolante il deflusso salivare con n. 2 di calcoli di diametro 5 e 14 mm; quindi mi sono recata da un otorino che mi ha prescritto antibiotico, cortisone e integratore a base di bromelina; questo gonfiore è regredito lentamente in un mese circa. Successivamente si è verificato un altro episodio di gonfiore e facendo un ecografia di controllo è emerso che la calcolosi è immutata e non ostacolante il deflusso salivare; comunque nella masticazione a volte sento che la ghiandola si gonfia leggermente per alcuni minuti;
    Cosa mi suggerisce come terapia?
    La ringrazio e le porgo cordiali saluti.
    Angela

    1. Gent.ma Sig.ra Angela,
      viste le dimensioni e la molteplicità dei calcoli suggerisco, previa adeguata valutazione specialistica, un intervento di asportazione transorale scialoendoscopico-assistita dei calcoli.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Caterina

        Egr. Prof. Capaccio,
        Stamattina io ed il mio compagno ci siamo recati alla SUN, reparto maxillo facciale, per un calcolo 5 mm inter ghiandolare, li ci hanno proposto di provare una scialoendoscopia, secondo lei e’ una tecnica opportuna!!!??

      2. Gent.ma Caterina,
        la scialoendoscopia per un calcolo intraghiandolare, presumo sottomandibolare, di 5 mm ha una finalità quasi esclusiva diagnostica nel senso che l’operatività in questi casi è estremamente limitata a meno che non si disponga di un laser per ottenere una polverizzazione parziale. Le alternative sono rappresentate da un intervento combinato di litotrisssia extracorporea e successiva chirurgia transorale scialoendoscopico-assistita oppure direttamente un intervento chirurgico transorale scialoendoscopico-assistito.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

  78. Caterina 1988

    Egr. Prof. Capaccio,
    nel ringraziarla per la tempestiva risposta, mi chiedevo in cosa consista un intervento chirurgico transorale scialoendoscopico- assistito???

  79. Sergio

    Egr. Prof. Capaccio,
    Le descrivo brevemente il mio percorso.
    Ho 31 anni e da circa 15 anni ho problemi alle parotidi, prima a destra e ora molto frequentemente a sinistra. Dopo vari esami nel dotto di stenone sx è stato individuato un calcolo ma tramite endoscopia non è stato trovato in quanto il dotto era troppo stretto. Ho fatto nuovamente eco, Scialo RM e Tac ed il calcolo è sempre stato lì. Mi sono quindi sottoposto a marupializzazione del dotto per l’asportazione ma del calcolo ancora nessuna traccia. Il dotto è stato richiuso lasciano lo sbocco più a monte ma nonostante ciò la saliva non fuoriesce spontaneamente. Da segnalare inoltre che è presente un’infezione alla parotide sx quasi cronica che non si ripristina nemmeno con antibiotici. Essendo inoltre diabetico insulinodipendente ora mi è stato proposto di tigliere la ghiandola. Cosa mi consiglia? Esiste qualche soluzione meno invasiva? Dimenticavo di dirLe che il percorso è stato seguito c/o gli Spedal Civili di Brescia.
    Grazie.

  80. stefano

    Caro Prof.re Capaccio,
    ho 45 e da circa 5 anni ho un fastidioso gonfiore alle ghiandole salivari sia destra che sinistra, sono stato visitato dal primario del policlinico di napoli maxillo facciale, e mi ha detto che per risolvere il problema non posso fare altro che massaggiare la parte, in attesa che il gonfiore diminuisca. Durante le ecografie non si è evinto niente, anche qui mi è stato consigliato di eseguire degli esami ecografici quando è in corso l’evento. Vi chiedo un aiuto e magari una guida per risolvere il problema.
    Grazie

    1. Gent.mo Sig. Stefano,
      il massaggio ghiandolare è sicuramente una procedura corretta ma occorre innanzitutto identificare la causa determinante il suo gonfiore per poterle proporre una soluzione. L’esplorazione scialoendoscopica delle ghiandole salivari in anestesia locale + sedazione è indicata nel suo caso soprattutto perchè non è stato identificata alcuna causa all’ecografia.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  81. stefano

    stamani il medico mi ha prescritto di eseguire una scialografia con mezzo di contrasto, ma penso che senza gonfiore sia inutile farlo lei che pensa

  82. Giuseppe

    Dottore ho avuto l asportazione della ghiandola salivare sinistra circa un anno e meZzo fa a causa di calcoli… E si era formato un tumore benigno… Era andato tutto bene … Ma da pochi giorni ho dinuovo un piccolo dolore al solito punto e mi si è gonfiato … Può essere normale ? È normale che dopo un operazione la parte si gonfi !? Anche se a distanza di un anno e mezzo!?asppetto sue notizie

    1. Car.mo Sig. Giuseppe,
      è necessario capire innanzitutto se lei ha tolto la ghiandola per calcoli o per un tumore; da quello che lei descrive è probabile che abbia asportato la ghiandola per problemi di calcoli e non di tumore e l’asportazione della ghiandola, come spesso avviene in questi casi, è stata parziale. Pertanto la ghiandola residua continua a funzionare e magari ha ancora qualche calcolo nel sistema duttale. Occorre eseguire una ecografia ed eventualmente una TC per confermare il sospetto.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  83. Ho bisogno di contattarla urgentemente ho la mia bambina beatrice di soli otto anni con un calcolo di 5 mm e abbiamo bisogno di lei la prego… A ferrara vorrebbero operarla con strumenti da adulti e non esiste …non la faccio toccare …lei può tentare prima di un intervento di frantumare il calcolo con il,sistema di litotrissia … La sua segretaria ha il mio num di cellulare l’ho già sentita … Ho urgenza di parlare con lei …gaia sprocati

    1. Gent.ma Sig.ra Gaia,
      innanzitutto vorrei rasserenarla del fatto che troveremo la soluzione migliore e meno invasiva per risolvere il problema di sua figlia. Ho necessità però di visitare sua figlia per decidere quale sarà il piano terapeutico.
      A presto,
      Prof. Capaccio

  84. Giovanna

    Egr .Prof. Carpaccio da circa un mese tramite ecografia mi è stato trovato un calcolo di 1,8 mm
    al dotto escretore della Parotide. Ho ascoltato parecchi pareri medici e chi mi dice che non c’è soluzione che l’intervento ed altri che rischierei il rilassamento del nervo facciale. Ora sto facendo una cura di mucolitico e bere tanta acqua per vedere di eliminarlo. Mi hanno anche detto che a furia di gonfiarsi durante i pasti si può creare infenzione. Spero in un suo consiglio e la ringrazio anticipatamente.

    1. Car.ma Giovanna,
      se fosse realmente un calcolo di 1,8 mm parotideo lei avrebbe indicazione ad eseguire una scialoendoscopia parotidea in sedazione (eseguibile anche in regime di chirurgia ambulatoriale). Tendo però a fidarmi poco dell’ecografia e pertanto credo sia utile comunque affidarsi a persone competenti.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  85. Brigida

    Gentilissimo prof è qualche mese che provo inutilmente di mettermi in contatto con lei . Ho assoluta urgenza di un suo cortese consulto, mi hanno dato per ben tre volte uno stesso numero di cellulare che puntualmente squilla a lungo invano. Per cortesia mi potrebbe suggerire in che modo posso parlare con lei? Mi scusi l’insistenza, ma è molto urgente. In attesa di un suo cortese riscontro la saluto
    Brigida Castaldo

  86. Matteo Cavazzana

    Buongiorno Professore,
    Mi chiamo Matteo ho 41 anni e vivo a Pesaro
    Soffro di gonfiori sia nel lato dx ma sopratutto nel lato sx da molti anni, il gonfiore mi e’ sempre venuto molto ampio circa 4 volte all anno e mi durava anche piu’ di un giorno.
    Negli ultimi 2 anni invece e aumentato anche troppo ( quasi tutti i giorni ) sopratutto nel periodo primavera/estate pero’ meno gonfiore e ho notato che premendo sul gonfiore all interno della bocca escono dei filamenti bianchi e densi, poi si sgonfia e rimane un lieve dolore quando apro e chuido la bocca o se mangio, inoltre in questi due anni mi sono venute fuori anche molte afte !!
    Un anno fa 07-2013 ho fatto le lastre e riscontrano : ” A carico di entrambe le logge parotidee si proiettano minute imammagini di densita’ calcarea da microlitiasi.
    Poi ho fatto anche l’ecografia dove riscontra : ” parotidi non ingrandite senza alterazioni focali dell ecostruttura; non dilatazioni dei dotti ; microlitiasi bilat del diam. max al terzo medio della parotide sin di mm 3,4
    Normali le ghiandole salivari sottomandibolari ”
    Sono andato poi a fare una visita tramite mutua da una ottorinolaringoiatra e mi disse che secondo lei non vi erano calcoli !!!!! Cosa molto strana …… mi ha dato poi da fare degli esami i quali erano ok e mi disse anche di bere molta acqua con limone, dopo non sono piu’ tornato da questa dotoressa.
    Volevo un suo parere anche perche’non riesco piu’ andare avanti cosi !!!!
    Cordiali saluti
    Matteo

    1. CAR.mo Matteo,
      Ho necessità’ di valutare le lastre per verificare che le immagini viste corrispondano realmente a calcificazioni che potrebbero essere comunque secondarie ad uno stato infiammatorio della ghiandola da approfondire.
      A presto,
      Prof. Capaccio

      1. Matteo Cavazzana

        Buonasera Dottore,
        La ringranzio intanto per la sua risposta, come posso fare vista la distanza cosa mi consiglia di fare ? Vuole che intanto le invio le lastre tramite whatsapp cosi mi da un suo giudizio ? Oppure Gliele posso inviare via mail se mi da un indirizzo altrimenti gliele spedisco ?
        Rimango in attesa cordiali saluti
        Matteo

  87. caterina

    Egregio dottore. Sono stata vista da lei più di 1 anno fa per fare l ‘intervento alla ghiandola salivare. Poi per altri miei problemi non l ho potuto fare. Ho fatto 2 cicli di iodioterapia. Nel 2003 e 2004 ultimo intervento svuotamento linfonodale destro per recidiva ca massivo papillare e follicolare nel 2009. Da più di 1 anno problemi alla parotide destra con gonfiore durante l’assunzione di cibo. Un ecografia dimostra la parotide di sinistra anormale e piccolissima ma io il problema c e l ho a quella di destra. La sottomandibolare di destra me l hanno asportata con l intervento per la recidiva. Non ho calcoli. Mi si gonfia tantissimo e mi fa male quando mangio. Ho preso antibiotico e antidolorifico ma senza risultato. Vorrei chiederle se eventualmente posso fare una scialo-rmn per vedere meglio. E cosa sarebbe meglio fare. Non posso sopportate ogni giorno ogni volta che mastico per altro non a destra questi dolori. La ringrazio per il suo tempo e la gentilissima risposta . Caterina s.

    1. Gent.ma Sig.ra Caterina,
      lei sa di essere affetta da una parotite da radioiodio; in occasione del nostro incontro di 1 anno fa le avevo proposto probabilmente un intervento di scialoendoscopia riabilitativa parotidea al fine di riaprire, per quanto possibile, la via di scarico della ghiandola salivare; questa proposta è ancora valida e, nel frattempo, potrebbe aiutarsi con il cortisone durante la fase acuta.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  88. Rino

    Gentile Professore,
    approfitto di questo blog e della Sua disponibilità per esporle il mio caso e chiedere un consiglio. Ho 44 anni e circa 10 anni fa mi è stato marsupializzato il dotto di Wharton della sottomandibolare di sinistra che si era fortemente infiammata a causa della presenza di calcoli. Anche se non immediatamente, l’intervento aveva successivamente portato all’espulsione dei calcoli. A quel tempo erano presenti dei microcalcoli anche alla sottomandibolare di destra, che mi era stato consigliato di tenere sotto controllo. Nell’ultimo anno e mezzo anche la sottomandibolare di destra ha cominciato a creare problemi tumefacendosi e infiammandosi circa ogni sei mesi ma sempre in maniera sopportabile e controllata tramite antibiotici e brevi cicli di cortisone. Da circa 10 giorni la situazione è degenerata: la sottomandibolare di destra si è gonfiata enormemente. Ho cominciato con ciproxin 500mg due volte al di per poi passare a bentelan e rocefin che hanno portato ad un miglioramento solo parziale della situazione. Il trattamento è ancora in corso. Sono costretto a mangiare qualsiasi cosa frullata e completamente insapore. Ho eseguito anche una ecografia dove si evidenzia “ghiandola sottomandibolare di destra aumentata di volume, ipoecogena e disomogenea con incremento della perfusione vascolare al powerdoppler compatibile con una condizione flogistica. Presenza di grossolana formazione litiasica di 27 mm indovata nel dotto di Wharton. Nulla da segnalare in sede controlaterale”. Vorrei sapere se sono ancora nelle condizioni per poter evitare l’asportazione della ghiandola tramite altre tecniche interventistiche. Risiedo nella provincia di Roma ma se necessario sono disposto a raggiungere le sedi più opportune per risolvere nel migliore dei modi.
    La ringrazio per l’attenzione.
    Cordialmente

    1. Gent.mo Sig. Rino,
      la sua situazione non è per niente drammatica in quanto lei può beneficiare di un intervento conservativo di estrazione del calcolo dalla bocca scialoendoscopico-assistito, peraltro fattibile anche in sedazione (dipende dalla posizione del calcolo che valuterò in sede di visita).
      A presto,
      Prof. Capaccio

      1. Guerrino Rosellini

        Grazie per la risposta.
        E’ necessario che faccia passare l’infezione (oggi va decisamente meglio) completando Rocefin (altre tre iniezioni) e Bentelan e fare una TC o altro esame da sottoporre alla Sua attenzione per individuare con precisione la posizione del calcolo? Come mi posso regolare per concordare con Lei i tempi della visita in modo che possa essere nelle condizioni migliori per consentirLe tutte la valutazioni del caso?
        Cordialità
        Rino

  89. Rino

    Mi scusi Professore,
    mi sono reso conto di aver risposto con il mio nome e cognome completi. Rino non è altro che il diminutivo di Guerrino Rosellini.
    Grazie ancora per l’attenzione

  90. Rino

    Gentile Prof. Capaccio,
    Non leggo più una delle mie richieste e temo che sia andata perduta. A seguito della sua risposta avevo segnalato che le cose stavano andando meglio con il rocefin e con il bentelan che dovrò terminare entro un paio di giorni. Volevo sapere se era necessario eseguire una TC della ghiandola sottomandibolare appena passata l’infezione per poter stabilire la corretta posizione del calcolo prima di recarmi a visita da Lei. Le ricordo che risiedo in provincia di Roma e vorrei metterle a disposizione tutto quanto necessario per poter stabilire il tipo di intervento.
    Grazie e a presto
    Rino

    1. Gent.mo Sig. Rosellini,
      direi che le conviene terminare la terapia in atto e poi procedere alla prenotazione della visita attraverso il canale dei contatti; se l’ecografia risulta già diagnostica può essere sufficiente altrimenti la TC fornisce una valutazione obiettiva delle dimensioni e posizione del calcolo.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  91. Matteo

    gentile Professore,
    ho provato a chiamarla già due volte giovedì 28-08 ma non era tornato poi ho riprovato giovedì 04-09 presso lo studio medico Kennedy ma non riesco a parlare con lei !
    volevo fare due parole con lei in merito al mio problema, ho lasciato anche il mio cell. a Nunzia e anche ad un altra ragazza mi sembra Barbara, gentilmente se mi può contattare oppure mi dica lei dove posso richiamarla io.

    rimango gentilmente in attesa di una sua risposta
    cordiali saluti
    Matteo

  92. Massimiliano Martino

    Illustrissimo professore sono Martino Massimiliano ho 40 anni e la contatto da Napoli ,son attualmente in cura presso il primo policlinico Rep. maxillo facciale di Napoli con il prof. Colella ,per un calcolo di circa 7 mm diagnosticato con tac situato all’interno della parotide dx ,ho avuto diverse coliche con pus ,trattati con delta cortene e antibiotici,mi hanno già messo in lista per l’asportazione chirurgica della parotide ,ho chiesto delle onde d’urto ,mi hanno detto che anche frantumando il calcolo ,i frammenti rimarrebbero all’interno della ghiandola non potendo essere espulsi ,quindi non risolvendo ,vorrei sapere un suo pensiero in merito , perché le confido di essere molto preoccupato per l’intervento ma piu di tutto vorrei essere sicuro di fare la cosa giusta e necessaria ,in quanto ho già sostenuto nella mia vita diversi interventi per altre situazioni,in più o sentito di un intervento anche in endoscopia ,perché come le dicevo ho già molte cicatrici,la prego di contattarmi eventualmente salirei anche a Milano se pensa di potermi aiutare la saluto ela ringrazio incondizionatamente

    1. Car.mo Sig. Martino,
      prima di arrivare all’asportazione chirurgica della parotide ci sono tanti percorsi che lei può affrontare e che la possono portare alla soluzione del problema (ciclo di litotrissia extracorporea combinato alla scialoendoscopia interventistica oppure litotrissia intracorporea al laser scialoendoscopico-assistita oppure intervento di asportazione del calcolo combinato transfacciale scialoendoscopico-assistito).
      La aspetto a Milano per iniziare uno di questi percorsi. A presto, Prof. Capaccio

  93. Illustre prof.grazie della risposta , volevo chiederle una cortesia , se le potevo mandare la foto che ho salvato per farle visionare dove è come è posizionato il calcolo, dovendo partire da Napoli , perché al Policlinico mi dicono che qualsiasi trattamento non chirurgico essendo posizionato il calcolo troppo dietro nella parotide non sia fattibile, diversamente sarei disposto a venire a Milano e affidarmi a lei.P.S.su quale mail?

  94. annaritaita Pizzolante

    Gentile prof capaccio è quasi un anno che mi si sono gonfiate le ghiandole salivari sia a destra e sinistra e un linfonodo sottomandibolare e accuso secchezza delle fauci. Con vari esami e biopsia labiale mi hanno escluso la sindrome di sjogren, ho fatto un agoaspirato al linfonodo sottomandibolare e il risultato è una linfoadenite iperplastica. Volevo sapere come mai le mie ghiandole non si sgonfiano ne anche sotto cortisone e antibiotici? Alcune volte mi si gonfia anche il dotto di stenone e la saliva è molto densa. Attendo una vostra risposta Grazie.

    1. Gent.ma Sig.ra Annarita,
      una possibile spiegazione è che le ghiandole restano gonfie per una anomalia del dotto salivare che impedisce alla ghiandola di potersi scaricare; è sicuramente utile approfondire magari eseguire una scialo-RMN.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  95. Giovanna

    Salve, ho un piccolo problema mi gonfia una ghiandola più o meno nella zona sotto la mandibola (a metà dell arcata dentale) quando mangio. Però non mi gonfia ogni volta che mangio ma a periodi! In questo momento ce l ho ingrossata. Ho fatto ecografie e visite e mi hanno detto che potrebbe essere un calcolo che ottura il canale salivare anche se nell ecografia non si vede perché il dottore mi ha detto che per osservare la presenza di un calcolo bisogna effettuare l eco quando è gonfia. A volte questa ghiandola diventa veramente enorme 3 cm circa. Inoltre appena smetto di mangiare comincia a sgonfiare. Cosa dovrei fare come cura o se è il caso di un operazione??

    1. Car.ma Giovanna,
      non è vero che l’ecografia va fatta quando la ghiandola è gonfia perchè possiamo stimolarla noi durante l’esame con il limone; in considerazione della transitorietà del gonfiore la spiegazione della negatività delle precedenti ecografie può essere data dalla presenza d un piccolo calcolo del dotto non visibile. E’ opportuna pertanto una rivalutazione otornolaringoiatrica per identificare la presenza a livello del pavimento della bocca del piccolo calcolo.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  96. anna

    caro professore sono la madre di un bambino di 10 anni un giorno in circa 15 minuti a mio figlio si è gonfiato tutto il lato sinistro del viso tant’è che il dott in un primo momento mi disse di aspettare perchè forse erano gli orecchioni (da premettere che il bambino non ha avuto nè febbre nè dolore niente)dopo diversi giorni visto che il viso non si sgonfia ma anzi quello che mi sembra veramente strano è il viso di mio figlio perchè non solo ha il labbro sx piegato all’ingiù ma non riesce a chiudere bene nemmeno l’occhio sx dopo già una settimana di antibiotico e di antiffiammatori è sempre uguale mi scusi ma cosa può essere? ho prenotato già una visita di chirurgia maxsillofacciale sono seriamente preoccupata la prego inizi a dirmi qualcosa lei la ringrazio vivamente

    1. Car.ma Sig.ra Anna,
      il rigonfiamento repentino e il coinvolgimento del nervo facciale (labbro storto e mancata chiusura dell’occhio) fanno pensare in prima ipotesi ad un evento infiammatorio-infettivo di probabile origine virale; potrebbe essere utile innestare una terapia antivirale e probabilmente steroidea ed eseguire una visita infettivologica.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  97. anna

    La ringrazio per la risposta che un po mi rincuora ma mi scusi che significa terapia steroidea?ma soprattutto come si è infettato mio figlio? La ringrazio tanto

  98. 280366

    Mi scusi ancora ma nel frattempo sono arrivate le risposte delle analisi di mio figlio prescritte dal dott emocromo tutto nella norma antiparotite assenti formula leucocitaria tutto nella norma eccetto i neutofili val 36,3 ves 9 quadro proteico eletrofaresi7,4 alfa2 15,6 gamma8,9 proteina C reattiva turbidiometrico 8,80, enzimogramma tutto nella norma marches virali anti -citomegalovigg negativo citomegalovigm negativo anti virus epstein barr negativoigm negativo.Se avesse avuto qualcosa di origine virale sarebbero uscite cosio c’è qualche analisi specifica per questo?(le voglio ancora ricordare che mio figlio ha ancora la quancia gonfia e soprattutto ha ancora il labbro storto e difficoltà a chiudere l’occhio la ringrazio in anticipo

    1. Car.ma Sig.ra Anna,
      gli esami virali eseguiti non sono sufficienti a scongiurare l’ipotesi virale (sono veramente tanti i virus potenzialmente coinvolti); resto dell’idea che occorra una valutazione infettivologica per valutare l’innesto di una terapia steroidea oltre ad una buona valutazione otorinolaringoiatrica.
      La saluto cordialmente nella ferma speranza che tutto si risolva,
      Prof. Capaccio

  99. 280366

    carissimo dott la ricontatto per aggiornarla di quanto è successo con mio figlio stanca di un medico che medico non è ho portato mio figlio all’ospedale santobono dove una neurologa mi ha detto che mio figlio ha avuto una paresi facciale totale sx e mi ha prescritto deltacortene 25 mg due volte al giorno e delle fisioterapie mi sembra kobat che ho subito iniziato non ci posso pensare ma possibile che nè il dott nè il dentista che è chirurgo maxsillo facciale hanno capito cosa avesse mio figlio?(solo perchè era gonfio)sono ancora più preoccupata soprattutto perchè ho saputo che con la paralisi facciale prima si interviene meglio è .la voglio informare che poi successivamente ho portato mio figlio dal chirurgo maxsillo facciale del cardarelli che mi ha prescritto sia una TCcon e senza mdc che una angio RM dell’encefalo, collo e orecchie ma quanti giorni ci vogliono per far togliere ll gonfiore ?visto che sono gia 6 giorni di cura e mio figliuo è ancora gonfio?non parliamo poi della bocca e dell’occhi oltre che della fronte sono sconcertata e mi maledico per aver ascoltato il medico e non aver portato subito mio figlio in ospedale .la ringazio sperado in cose migliori

  100. anna

    caro dottore la prego mi risponda sono sempre la mamma del bambino di 10 anni ho effettuato la tc con e senza mdc sd il risultato e quanto segue TC orecchio rocche petrose con mcd da entrambi i lati regolare pneumatizzazione delle cellette mastoidee.Icavi timpanici sono liberi da tessuto flogistico.Le catene ossiculari sono ben dissociabili,normoconformate e senza alterazioni strutturali.Integro il muro della loggetta ed il tegmen timpani.regolari le formazioni labirintiche e i CAI. TC collo con mdc Assenza di alterazionia carico del comparto viscerale mediano del collo.Ben disponibili i pianiadiposi e muscolo-fasciali cervicali. Micronoduli linfonodali in laterocerrvicale da ambo i lati. TC MASSICCIO FACCIALE mdc l’esame è stato eseguito sul piano coronale ed assiale, in altarisoluzione e riproduzione con algoritmo per l’osso e per i tessuti molli, con iniezione di mdc ev.Assenza di alterazioni strutturali a carico delle formazioni scheletriche dello splancnocranio. DEVIAZIONE SINISTRO convessa del setto nasale, con lieve ipertrofia mucosa dei turbinati nasali medioinferiori . Normale conformazione dei seni paranasali che appaiono pneumatizzati,a pareti integre e liberi da tessuto reattivo, cisti mucosa del seno mascellare sx di circa 3 cm. Normale conformazione delle cavità orbitarie,senza alterazioni morfologiche o densitometrica a carico dei globi oculari,dei nervi ottici e della muscolatura estrinseca orbitaria.ILlume aereo del rinofaringe appare pervio ed a regolare morfologia. Ora io mi chiedo MA CI POTREBBE ESSERE UN’ALTRO MOTIVO CHE FACCIA AVERE AL( DI FUORI DELLA PARALISI DI BELLCHE COMUNQUE HA)IL VISO ANCORA GONFIO? NONOSTANTE 2 SETTIMANE DI DELTACOLTRENE 25 MG X 2 VOLTE AL GIORNO A GIUNO DOVREI SALIRE A MILANO SAREBBE POSSIBILE PRENOTARE UNA VISITA NEL SUO OSPEDALE ?LA RINGRAZIO TANTO APPROPOSITO MIO FIGLIO NON LAMENTA DOLORE SOLO UN Pò SE TOCCA DIERTO L’ORECCHI SX.

  101. Ciro

    Gent.mo dottore , La scrivo dalla prov.di Roma e Le invio questa richiesta
    per un consiglio: nel 2000 per un rigonfiamento alla parotide sinistra ho eseguito una ecografia con il seguente risultato: Parotide sn.lievemente aumentata di volume,ad ecostruttura disomogenea, ipoecogena, come da fenomeni flogistici. A livello del polo inferiore di questa ghiandola sono presenti due formazioni solide, ipoecogene, ben delimitate , di mm.5,4 e 5, riferibili a linfonodo intra-ghiandolari. Nulla a carico carotide destra e S.M.
    Ho fatta vedere l’esame eco al medico curante il quale mi ha riferito che sono dei calcoli.
    nel tempo non ho avuto grossi problemi, ogni tanto si gonfiava , un po di dolore e poi tornava regolare. Ho notato che , toccandomi sulla guancia all’altezza dei molari inf.e superiori ho notato un nodulo che a volte è più doloroso, ripetuto l’ esame ecografico nel 2013 ho ricevuto questa risposta: la parotide presenta nella sua porzione geniena e superficiale una formazione anecogena, con rinforzo distale degli echi, del diametro massimo di 1 cm, compatibile con cisti parotidea priva di significato clinico. Nella sede del dolore, si apprezza , invece , formazione ipoecogeno, del diametro massimo di 1,5 cm. Riferibile a prima ipotesi a linfonodo reattivo , comunque da ricontrollare a distanza.
    Per non sottovalutare il problema ho prenotato per fine mese una visita Maxillo facciale .
    Le chiedo se possono essere calcoli e quale trattamento idoneo è il migliore oppure è una cosa più seria ?
    Saluti e buon lavoro

    1. Gent.mo Sig. Ciro,
      dagli esami eseguiti si evince che non si tratta di calcoli ma di un disordine infiammatorio a carico dei linfonodi o della ghiandola parotide; occorre adesso capire quale sia la causa scatenante tale gonfiore e quindi sono necessari ulteriori approfondimenti diagnostici prima di intraprendere un percorso terapeutico adeguato. In primis occorre eseguire una visita specialistica dedicata alle ghiandole salivari.
      La aspetto.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  102. Rossella

    Egregio Dottore,
    più di una settimana si è sviluppato un rigonfiamento sotto l’orecchio sinistro con dolore abbastanza accentuato durante i pasti, mi sono recata presso l’ Ospedale Galliera di Genova do ve mi hanno eseguito una ecografia con risultato: aumento volumetrico della ghiandola parotide caratterizzata da diffusa disomogeneità ecostrutturale in quadro ecografico compatibile con scialoadenite, non dilatazione dei dotti secretori. E’ da lunedi scorso che ingerisco 8 pastiglie di antibiotico al giorno, il gonfiore è sceso. Stamattina mi sono recata alla visita di controllo e mi è stato detto di ocntinuare la terapia antibiotica ancora per qualche giorno e sinceramente non ne posso più. Il Medico maxillo facciale mi ha detto che è consigliabile intervenire chirurgicamente e sarebbe meglio con laser, ma il problema che qui a Genova non esiste nessun centro, pertanto sono qui a chiederle un consiglio in merito.
    Non so proprio a chi rivolgermi.
    In attesa di una sua gradita risposta La ringrazio anticipatamento e porgo cordiali saluti.
    Rossella

    1. Gent.ma Sig.ra Rossella,
      innanzitutto è stata brava ad individuare da sola il percorso corretto; sono tanti i pazienti che da Genova e anche dall’Ospedale Galliera vengono a Milano per sottoporsi all’iter diagnostico adeguato per pianificare la strategia di cura migliore. Il quadro di parotite che lei ha descritto senza presenza di calcoli all’ecografia è una delle situazioni più frequenti che devo affrontare e che peraltro può avere cause diverse di origine. E’ probabile che le proponga una scialoendoscopia operativa per chiudere il gap diagnostico tra il quadro aspecifico ecografico di infiammazione e la situazione clinica seria che sta vivendo.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  103. Rossella

    Buongiorno, domani mattina vado nuovamente al controllo all’Osp. Galliera e sento cosa mi dicono e le farò sapere, cordialmente Rossella

  104. Rossella

    Buongiorno, stamattina ho fatto la visita di controllo, mi è stato detto che sono guarita……..e non è escluso che mi si ripresenti ill problema, io ho fatto presente che volevo approffondire la cosa e mi è stata prescritta una ecografia che il Cup mi ha dato appuntamento per il giorno 22 novembre (inverosimile)………
    Dato che ho ben capito che se voglio andare a fondo, devo muovermi diversamente, sono qui a chiederle cosa mi consiglia, sono disposta a contattarla per un eventuale appuntamento
    Grazie e cordiali saluti
    Rossella

  105. Rossella

    Ah dimenticavo mi è stato detto nel caso in cui mi si ripresenti il problema, sapevo già cosa prendere……………antibiotici

  106. Daniele

    Salve sono un papà un po preoccupato mio figlio si è operato un colesteodoma e adenoide e da quel momento non mi parla più bene gli esce solo l’aria dal naso non riesce a gestire la respirazione parla solo con una voce nasale
    Sarei grado se qualcuno mi aiutasse a capire
    Anticipatamente grazie

    1. Gent.mo Sig. Ciardiiello,
      per quanto da lei riferito si tratterebbe di una rinolalia aperta; questa è una condizione compatibile con le fasi iniziali del dopo intervento. Se questa situazione perdura da tanto tempo allora è meritevole di controllo videorinolaringoscopico, foniatrico e logopedico.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  107. alavone

    buongiorno a me mi hanno diagnosticato un calcolo di 2 mm ne ghiandola salivale della mandibola , l’otorino mi ha detto di bere molto acqua x vedere se esce da solo se no intervento , ma e normale che fa male anche la parte interna della guancia? e se mi potete dare qualche consiglio ? grazie

    1. Car.mo,
      aspetta e spera diceva uno; è difficile che i calcoli escano da soli ed il 2 mm è sempre una misura dubbia. Il consiglio che do’ è di fare una buona ecografia e se non basta una cone beam 3D TC del pavimento orale per verificare la posizione e la dimensione del calcolo. Fatto questo si pianifica l’intervento di estrazione del calcolo dalla bocca.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  108. Vittorio

    Egr. Prof. Capaccio,

    Mi chiamo Vittorio, ho 37 anni e da 4 anni circa ho un problema alla parotide destra. Periodicamente durante i pasti, soprattutto se ho molto appetito e mangio qualcosa di saporito, la parotide destra mi si gonfia molto, e, cosa anomala, il viso mi si arrossa e prude, cmq in modo tollerabile, in corrispondenza della zona gonfia, e in maniera più lieve questa sorta di “rush” e prurito appare anche sul lato sx e talvolta in altre zone del corpo, tanto che inizialmente pensavo fosse una forma di allergia a qualche cibo, o che ci fosse una qualche concausa “sistemica” e non si trattasse “solo” di un problema “meccanico” di ostruzione dei dotti, cosa che ad oggi tendo a pensare dopo essermi un po’ informato in rete. Ho fatto comunque dei test allergici agli allergeni alimentari più comuni, e risulto praticamente negativo a tutto (sono invece allergico, da sempre, alla polvere di casa). Non sento dolore, solo fastidio dovuto al rigonfiamento, e al prurito, il tutto in genere scompare nel giro di mezz’ora/un’ora. Nel recente passato il problema che le descrivevo sembrava si fosse ridimensionato, gli episodi diradati, forse anche grazie al fatto che preso coscienza del problema ho cominciato a “massaggiarmi” la guancia con una leggera compressione che mi accorgo facilità la fuoriuscita della saliva quando di fronte a un piatto appetitoso mi arriva la cosiddetta “acquolina” e sento un inizio di rigonfiamento.. Nel frattempo, circa un anno fa, un’ecografia alla parotide dx non ha evidenziato presenza di calcoli rilevabili.
    Qualche serà fa però, ho avuto un nuovo episodio e stavolta particolarmente intenso, sempre non doloroso ma per la prima volta ho avvertito anche un pizzicore sotto la lingua e soprattutto la mucosa della bocca si è gonfiata sia all’interno delle guance che vicino alle labbra, sul corpo (braccia e schiena) sono apparse una decina di bollicine (simili a punture di zanzara) e ho avuto prurito in vari punti del corpo, anche sui piedi, e l’arrossamento oltre che sulle guance (entrambe) anche su parte del collo e del mento. Inoltre una generale sensazione di malessere, tollerabile, ma che mi ha fatto interrompere la cena, stendermi a letto e prendere una piccola pasticca di Bentelan. Dopo un’oretta stavo meglio e meno gonfio, ma il gonfiore al viso e alla parotide è in parte rimasto a lungo (a differenza che in passato quando invece era limitato alla parotide e tempo due ora spariva del tutto) tanto che il giorno dopo e quello dopo ancora il mio viso appariva ancora “strano” e gonfio e la mucosa interna non era ancora nel suo stato di normalità.
    Sono molto preoccupato, e la ringrazio infinitamente se può darmi la sua opinione sul mio caso e magari consigliarmi uno specialista di sua fiducia nella zona di Roma.

    Cordiali saluti e sinceri complimenti per la sua preziosa attività,

    Vittorio

  109. laura zicari

    Buongiorno dottore,
    l’anno scorso ho iniziato ad avere problemi di calcoli. Mi si gonfiava sotto la lingua appena mangiavo e subito dopo mi si gonfiava il collo. Dopo aver fatto l’ecografia che evidenziava: linfoadenopatia reattiva intraghiandolare del dm di circa 11 mm. multipli linfonodi reattivi aumentati di volume in sete sottomandibolare ed in prossimità della porzione posteriore della ghiandola parotidea con dm di circa 13 mm. l’otorino mi fece fare una cura di buscopan e antibiotico. Nulla di fatto, quindi l’otorino mi fece una marsupializzazione. Ora, dopo un’anno sto peggio di prima. Un primo calcoletto è uscito da solo ma non ho risolto. Ora mi fa male la mandibola (come se mi facesse male un dente) ed anche la lingua. Che devo fare? Grazie.
    Laura

    1. Cara Laura,
      le possibilità sono due: o lei ha ancora un calcolo che non stato identificato o vi è una stenosi del dotto salivare che facilita l’infiammazione della ghiandola. Io farei una cone beam 3D TC del pavimento orale per escludere la presenza di calcoli.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

    1. Gent.ma Maria,
      i numeri telefonici dove lei puoi organizzare una visita con me sono:
      – Policlinico 0255034422; Milan Medical Center 0243990401; Centro Kennedy 0238005605; Madonnina 0258395555. Oggi sono in Madonnina.
      A presto,
      Prof. Capaccio

  110. Roberto

    Buonasera Dott. Capaccio, e da parecchio tempo che a volte con piu frequenza a volte con meno frequenza mi si ingrossa il lato sx del collo sotto la mandibola e qualche volta tossendo esce un “sassolino” morbidissimo che poi messo nel fazzoletto scompare, puo essere un calcolo?

    1. Gent.mo Roberto,
      più che un calcolo potrebbe essere del muco denso espulso dalla ghiandola sottomandibolare infiammata; questa condizione è meritevole di approfondimento con una ecografia e, nel caso di negatività per calcoli, di una TC cone beam 3D del pavimento orale.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  111. Giuseppe

    Buongiorno Prof. Capaccio,
    qualche mese fa ho fatto una ecografia alla parotide sx dalla quale si è riscontrata un calcolo intraparenchimale di 13 mm. Ho fatto già una visita e mi è stata consigliata una terapia conservativa con rovamicina + deflogo da prendere solo in caso in cui la ghiangola cominciasse a gonfiarsi. Volevo chiederle se nel mio caso l’intervento è l’unica strada per risolvere il problema o anche un trattamento con le onde d’urto può essere efficace.
    Grazie

    Cordialità

  112. Giuseppe

    Buongiorno Prof. Capaccio,
    qualche mese fa ho fatto una ecografia alla parotide sx dalla quale è risultata un calcolo salivare intraparenchimale di circa 13 mm. Mi è stata prescritta la rovamicina + deflogo sd per sfiammare la ghiandola e da prendere ogni qual volta la ghiandola si gonfia provocandomi fastidio. Volendo risolvere il problema alla radice, l’intervento chirurgico è l’unica strada oppure le onde d’urto possono essere efficaci in questo caso?
    Grazie

    Cordialità

    1. Gent.mo Giuseppe,
      la litotrissia ad onde d’urto rappresenta ancora la prima proposta di terapia per i calcoli parotidei sebbene esista oggi un intervento di asportazione conservativa scialoendoscopico-assistita (senza togliere la ghiandola); presupposto per questo è la visita.
      A presto,
      Prof. Capaccio

  113. domenico

    Salve professor Capaccio..ho un calcolo alla parotide da 4 anni che comporta un infezione che si manifesta ogni 2-3 mesi con conseguente ingrossamento dolore e uscita di sostanza purulenta.E’ stato trattato con sedute di litrossia e varie videoendoscopie atte a risolvere il problema.Putroppo tutto vano..ora prima di procedere ad asportare la ghiandola volevo sapere se puo indicarmi ospedali convenzionati a regime pubblico dove hanno a disposizione la tecnica laser per procedere eventualmente ad un ultimo tentativo.grazie per la collaborazione

    1. Gent.mo Sig. Domenico,
      la aspetto in Policlinico a Milano per pianificare la strategia migliore per la soluzione del suo caso.
      A presto,
      Pasquale Capaccio
      Professore Associato di Otorinolaringoiatria
      Università degli Studi di Milano

    2. Car.mo Domenico,
      più che la tecnica laser io preferirei la litotrissia intracoporea pneumatica in scialoendoscopia interventistica che mi sta dando dei buoni risultati soprattutto nei casi già trattati che non abbiano residuato restringimenti dei dotti per interventi precedentemente effettuati. La aspetto a Milano.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  114. SABINA

    Gentilissimo Dottore, sono passati 5 giorni dalla scialoadenite avuta a seguito di un calcolo di 2mm lunghezza per 0.75 di larghezza diagnosticato in seguito ad ecografia. Sono sotto cura farmacologica con antibiotico e cortisone più un farmaco per aumentare il flusso della salive con la speranza di espellerlo…Al momento non noto miglioramenti, quando mangio si presenta sempre la solita situazione incresciosa…Cosa mi consiglia??? Dovrei già rivolgermi ad un chirurgo maxillo facciale per la valutazione di un intervento o devo aspettare ancora qualche giorno??? La ringrazio e con stima la saluto!

    1. Car.ma Sabina,
      la cura dei calcoli salivari in Italia è di competenza otorinolaringoiatrica; è importante però che lei identifichi un centro ove vi sia esperienza specifica sulle nuove tecniche mininvasive di asportazione dei calcoli salivari in scialoendoscopia; resto a sua disposizione ove decidesse di fare un salto a Milano. Tendo peraltro ad essere diffidente sulla diagnosi dei calcoli molto piccoli identificati ecograficamente, la visita specialistica è uno step importante.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Margherita

        Gentilissimo dottore, lo scorso 12 aprile ho avuto un intervento di asportazione della ghiandola salivare sottomandibolare sinistra perché presentava un calcolo all inferno di 11 mm. mi affliggono mille dubbi nonostante il maxillofacciale mi rassicura. Quando sorrido la parte sx del labbro inferiore non si muove, lo stesso accade se apro la bocca. Inoltre sotto la ferita si è creata una zona dura e sotto al mento noto un gonfiore tipo un doppio mento. Inoltre la parte sx del viso e gonfia e nella parte bassa sente che è come fosse anestetizzata.Per qnt riguarda il fatto della bocca, dal 12 aprile ad oggi ho notato piccoli miglioramenti ma nulla di significativo.. Nell ultimo controllo ho mostrat qst aspetti al chirurgo il quale mi ha prescritto Solvix integratori e una crema cicatrizzante. Posso sperare che tutto si aggiusti??

      2. Car.ma Margherita,
        la complicanza neurologica più comune dell’intervento di asportazione della ghiandola sottomandibolare (scialoadenectomia sottomandibolare) è il deficit della branca mentoniera del nervo facciale che comporta una asimmetria a livello della rima labiale ed i disturbi di sensibilità che lei riferisce. Il progresso tecnologico e lo sviluppo, in particolare, delle tecniche endoscopiche consente oggi di poter eseguire interventi conservativi dalla bocca (chirurgia transorale scialoendoscopico-assistita) per l’asportazione dei calcoli indovati all’interno della ghiandola. Grazie a questi approcci è possibile evitare l’asportazione della ghiandola nella maggior parte dei casi. Un consiglio utile può essere quello di fare ginnastica labiale ripetendo tante volte durante il giorno le lettere U e X.
        Cordialmente,
        Prof. Capaccio

  115. Salvatore Caputo

    Gentilissimo Dottore,nel Marzo 2016 mi è stata diagnosticata una scialolitiasi parotidea sx(calcolo da 6mm).Dopo aver effettuato sia un ecografia che una tac con mezzo di contrasto,il Professore del reparto Chirurgia Maxillo Facciale del l’Ospedale Federico II di Napoli mi hanno consigliato l’asportazione della parotide ed ovviamente nella spiegazione dell’intervento mi hanno sottolineato sia i rischi che i danni estetici.Ovviamente tutto questo mi ha spaventato,e facendo delle ricerche su internet mi sono ritrovato qui.Ho letto spesso che con questo nuovo metodo si può evitare l’asportazione della parotide,ma purtroppo trovandomi a Napoli non so se sia meglio venire a Milano oppure se dalle mie parti ci sono strutture che utilizzano questa metodologia.Tengo a sottolineare che Inizialmente era un fastidio che si presentavo solo quando assumevo cibo(gonfiore,dolore),ma dopo qualche ora andava via.Il dolore si presentava nella parte sotto l’orecchio,ma da qualche settimana invece credo si sia spostando salendo quasi nella parte alta della guancia.Spero vivamente in unsuo consiglio e la ringrazio anticipatamente.
    Cordialità.
    Salvatore

    1. Car.mo Sig. Salvatore,
      per curare un calcolo di 6 mm della parotide occorre conoscere la posizione di questo (nel dotto principale o all’interno della ghiandola); un altro criterio importante è il fatto che questo sia palpabile o meno sulla guancia. Una volta acquisite queste informazioni le soluzioni terapeutiche sono le seguenti: ciclo di litotrissia extracorporea seguito da scialoendoscopia interventistica parotidea oppure litotrissia intracorporea in scialoendoscopia interventistica o, infine, intervento di asportazione transfacciale scialoendoscopico-assistito del calcolo con conservazione della ghiandola. In questo momento solo Milano le offre l’opportunità di scegliere tra le varie opzioni.
      Cordialmente,
      Pasquale Capaccio
      Professore Associato di Otorinolaringoiatria
      Università degli Studi di Milano

      1. Salvatore Caputo

        La ringrazio infinitamente Professore.Volevo chiederle se può darmi tutte le informazioni nel caso in cui volessi farle visita.Se mi indica come contattarla le sarei grato.Cordialità.
        Salvatore

  116. Stefano

    Egregio Professore

    Sono stato operato 4 mesi fa quando mi è stato rimosso un calcolo salivare di grosse dimensioni circa 1,5 cm alla ghiandola sotto mandibolare.

    Temendo una recidiva mi piacerebbe sapere in quanto tempo generalmente si formano i calcoli salivari.

    Grazie, con i migliori saluti

    Stefano

    1. Gent.mo Sig. Nizzola,
      se l’asportazione del suo calcolo è stata completa la possibilità di avere ancora calcoli è del 5%; i nuovi calcoli crescono di circa 1 mm all’anno. Se l’asportazione fosse stata incompleta allora la recidiva è attesa e avverrà nel giro di qualche anno.
      Cordialmente,
      Pasquale Capaccio
      Professore Associato di Otorinolaringoiatria
      Università degli Studi di Milano

  117. Irene farfan

    Buona sera sono Irene mamma de una bambina di 11 anni oggi è quasi 1 anno che hanno diagnosticato a mia figlia calcolo alla ghiandola salvare dx. 4.5mm.Al inizio sono state prescritte eco e radiografie visite otorinolaringoiatria. Abbiamo fatto terapie con cortisone antibiotici e tacchipirina e per un periodo sono sparite i gonfiori . Ma da 1 settima e mezza che sono tornati il nostro pediatra a richiesto una nuova eco in cui si vede che il calcolo e cresciuto a 5mm. La BambIna ha costantemente male ed è tornato il gonfiore. Sopratutto ha molto male dopo i pasti. Noi no sappiamo più cosa farè abbiamo bisogno di un suo consiglio perché facciamo fatica a vedere la bambina con questi disturbi . Cordiali saluti
    Irene

    1. Gent.ma Sig.ra Irene,
      non deve preoccuparsi perchè oggi esiste la possibilità di curare e guarire in modo mini-invasivo sua figlia senza ricorrere a interventi cruenti; ho bisogno però di visitarla per proporle la soluzione terapeutica adeguata per sua figlia.
      A presto,
      Prof. Capaccio

      1. irenef72

        Buona sera grazie mille della sua risposta. Potrebbe  inviarci un recapito telefonico. Cordiali saluti Irene Farfan

        Inviato dal mio dispositivo Samsung

      2. Irene farfan

        Buona sera. Grazie mille per la risposta. Cortesemente potrebbe darci un recapito telefonico.
        Cordialli saluti
        Irene Farfan

      3. Gent.ma Sig.ra Irene,
        i contatti telefonici sono i seguenti:
        – Centro Medico Kennedy 02 38005605;
        – Madonnina 02 58395555;
        – Milan Medical Center 02 43990401;
        – Policlinico 02 55034422.
        Buon ferragosto,
        Pasquale Capaccio
        Professore Associato di Otorinolaringoiatria
        Università degli Studi di Milano

  118. Buongiorno Dottore grazie per la risposta.. domani finalmente sto da Lei.. La prego mi salvi la ghiandola.. ho un calcolo palpabile a pochi mm di distanza dall’uscita del dotto spero che domani è possibile togliere almeno quello x un po di sollievo.. ho fatto una terapia di antibiotico e cortisone nel giro di un mese il dolore è passato ma ogni volta che mangio si gonfia senza farmi male e dopo poco espelle saliva densa e dal gusto un po salato..
    A domani Dottore cordiali saluti

  119. Anna De Leo

    Gentile dottor Capaccio,
    mi chiamo Anna, stamani cercando sul web ho scoperto lei e ne approfitto per raccontarle cosa mi succede.
    In data 24 febbraio mi sono ricoverata presso l ‘ospedale di Barletta per un gonfiore sotto la mandibola sinistra accompagnato da dolore e impossibilità nel deglutire e per cui un ecografia evidenziava due calcoli.
    Un calcolo è stato espulso durante la visita; per una settimana ho preso antibiotici e cortisone e con una “manovra” un otorino ha cercato di far uscire un altro calcolo ma senza risultato. Il 3 Marzo mi hanno operata per scialoadenectomia sottomandibolare sinistra.
    Ad oggi sento ancora fastidio nell’angolo sinistro sotto la lingua e dove credo ci sia sotto il calcolo o comunque altro visto che fuoriesce sostanza bianca oppure penso sangue scuro e in bocca si versa qualcosa che ha un sapore dolciastro. Hai controlli successivi all ‘intervento ho descritto ciò che mi succede anche perché ho la guancia gonfia ma il medico mi dice di non preoccuparmi perché la ghiandola non c’è più. A volte riconosco quell ‘irrigidimento che avevo prima e anche quella sensazione di puntura.
    Da ieri il dolore è aumentato ,mi sembra di avere una tonsillite per descriverle il dolore, ed ho cominciato a prendere augmentin .
    Le sarei grata se mi consigliasse cosa fare e a chi rivolgermi qui in Puglia o nelle vicinanze.
    Mille grazie.
    Anna De Leo

    1. Gent.ma Sig.ra Anna,
      la asportazione della ghiandola sottomandibolare non le garantisce l’eliminazione dei calcoli soprattutto se questi sono localizzati nel dotto salivare principale che non viene asportato durante l’intervento; pertanto può residuare una infiammazione del dotto di Wharton con all’interno ancora i calcoli. Un’altra possibilità è quella che la ghiandola non è stata asportata completamente ed è rimasto un piccolo pezzo di ghiandola con il dotto ed un calcolo al suo interno. E’ utile in questi casi eseguire una ecografia di controllo ed una cone beam 3D TC massiccio facciale per verificare quanto detto.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  120. Salve professore, tre giorni fa mi è stato asportato un calcolo di circa 1 cm presente nel dotto di Warthon destro, e ben palpabile sul pavimento del cavo orale. Per quanto fossi a conoscenza dello stesso da tempo, tramite autodiagnosi, solo di recente la severità e ricorrenza dei sintomi mi hanno portato a rivolgermi ad uno specialista delle mie parti (otorino specializzato in chirurgia maxillofacciale). L’operazione si è svolta con anestesia locale, ed è stata piuttosto dolorosa, il calcolo aderiva alla mucosa e ciò rendeva poco agevole rimuoverlo. In ogni caso l’intervento è riuscito ed il calcolo è stato rimosso. Subito dopo l’operazione non avvertivo più il sintomo di ingrossamento della ghiandola, concomitante con i pasti, e la saliva mi sembrava defluire correttamente, per quanto accusavo dolore sotto la lingua innervato un po’ a tutto il lato destro della faccia. Adesso invece a distanza di tre giorni accuso nuovamente i sintomi iniziali e la saliva sembra non fluire più, mi chiedo se ciò non possa essere dovuto alla cicatrizzazione in atto della ferita, che ha lacerato buona parte del pavimento orale interessato e del dotto. Escludendo la presenza di altri calcoli (ipotesi assai remota nel mio caso), ritiene che la mia preoccupazione possa essere fondata, ed in particolare cosa si potrebbe fare adesso per evitare cicatrizzazioni moleste (in corso o future)? Mi chiedo anche se il dottore avesse potuto prendere adeguate misure volte a prevenire la formazione di esiti cicatriziali che potrebbero occludere il dotto: so che si potrebbe incannulare lo stesso, cosa che non mi sembra sia stata fatta. Ricapitolando le sto chiedendo se trova normale che la saliva ancora non fluisca bene dopo tre giorni e se crede sia il caso di fare subito qualcosa, piuttosto che attendere la completa guarigione della ferita. Le preciso anche che non sono stati usati punti di sutura e che ho 41 anni. Grazie in anticipo per la risposta che mi potrà eventualmente dare.

    1. Gent.ma Sig.ra,
      la cosa più semplice che può essere successa è la generazione di una stenosi cicatriziale del dotto di Wharton; questo evento avviene con una certa frequenza quando non si esegue la marsupializzazione oppure il posizionamento di uno stent duttale. Se dovesse persistere il fastidio potrebbe essere utile eseguire una scialo-RMN in modo da confermare la presenza della stenosi e pianificare un intervento di riabilitazione scialoendoscopico-assistita del dotto salivare.
      A presto,
      Prof. Capaccio

      1. Salve dottore, non ho dato subito riscontro alla sua gentile risposta in quanto attendevo lo “stabilizzarsi” della sintomatologia, che purtroppo si è aggravata; nei giorni scorsi a volte il dotto si “sbloccava”, dopo relativa tumefazione della ghiandola e colica salivare e compagnia bella: adesso blocco permanente! Con il calcolo me la passavo molto meglio! Vorrei urgentemente venire da lei, la contatterò in privato nella giornata di domani per capire come procedere. Son pronto a spendere qualunque cifra pur di potermi affidare a “mani” valide (quali le sue!) e risolvere tempestivamente (sono un professionista e sto perdendo tanti soldi per questo problema!!!), mi rivarrò poi (in tutte le sedi possibili) con il responsabile…

  121. http://www.aslteramo.it/Informative_Otorino/ASPORTAZIONE%20CALCOLOSI%20DOTTO%20SALIVARE.pdf
    Mi avessero fatto firmare un documento del genere, avrei certo chiesto al dottore maggiori delucidazioni su quali misure intendesse mettere in atto per evitare la chiusura del dotto dopo la rimozione del calcolo, comunque mi interessa solo risolvere il problema al momento, e non polemiche di sorta, e del resto ringrazio gli dei (sono ateo) per non aver subito lesioni al nervo linguale.
    In attesa di una sua risposta alla mia email (le ho scritto due giorni fa), auspico una fistolizzazione salivare spontanea, che mi consenta di tornare a mangiare senza dover sperimentare dolore e tumefazione, perché al momento il mio povero dotto di Wharton è totalmente bloccato!

  122. Sono giorni ormai che ho il dotto di Wharton completamente chiuso, il 31 p.v. sarò a Milano per essere visitato da lei (ho già fissato la visita presso una struttura privata), mi auguro potrà fare qualcosa, non mangio ne dormo regolarmente da settimane e la mia attività professionale ne risulta gravemente inficiata. Come misura profilattica circa eventuali infezioni batteriche che potrebbero insorgere sto assumendo discrete dosi di pappa reale liofilizzata, oltre ad esplicare un’attività antibiotica, nota a pochi, è certo un supporto al mio sistema immunitario ed indirettamente anche al mio umore, così provato in questi giorni…
    Saluti ed a presto!

  123. Olga

    Buona sera Dottore,
    da luglio ho dei dolori nella parte sinistra del collo. Ho fatto l’ecografia, risulta la ghiandola salivare sottomandibolare allargata 18 mm., quella destra 15 mm. Quando apro la bocca, riesco a vedere una macchia bianca dietro la ghiandola sinistra. Ogni tanto ho decimi di febbre. Mi aiuti, per favore, non so cosa fare… un paio di giorni fa ho finito di prendere antiinfiamatori ma non ho ottenuto nessun risultato.
    Grazie,
    cordiali saluti !

    1. Car.ma Olga,
      la macchia bianca sul pavimento della bocca può significare, alla luce del risultato dell’ecografia, la presenza di un calcolo dello sbocco del dotto di Wharton o secrezione purulenta (pus) in uscita dal dotto salivare. E’ evidente che sia utile una valutazione specialistica per le ghiandole salivari.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  124. Buongiorno. Vorrei un’informazione . Da un’ecografia è risultato che nella ghiandola sottomandibolare di dx c’è un calcolo di 1 cm . E la ghiandola a una struttura disomogenea. Bisogna togliere tutta la ghiandola? Oppure solo il calcolo? Quali sono le tecniche? Vi ringrazio di cuore se vorrete rispondermi.

  125. Buon giorno, sono qui a chiedere un parere se possibile sulla formazione di liquido post operatorio. 6 mesi fa mi hanno asportato la ghiandola salivare sx che presentava un calcolo di 1,7cm ma oggi 22 dicembre ancora ho accumulo di puss, abbiamo fatto gli esami e il medico (primario) del reparto di otorinolaringoiatria ancora non e’ stato in grado di dirmi se questo sia puss o siero, non si riscontrano batteri ne altro, l’accumulo e’ consistente tanto che il liquido adesso esce dall’esterno e non dal dotto di walton infatti dopo un gonfiore molto accentuato si e’ aperta la ferita (non so come chiamarla) della sutura dell’operazione, mi scuso per non essere in grado di usare i termini medici adegiati spero si capisca quello che voglio dire, propio stamani ho fatto una ecografia e mi hanno consigliato di fare una tac con contrasto perche dall’ecografia non si evince granche’ solo un accumulo di liquido e altri linfonodi, non vorrei che ci fosse rimasto dentro un punto o qualcos’altro. Insomma mi sembra stranissimo che dopo 6 mesi ancora ho questa formazione di liquido e dopo diverse visite sempre al reparto che mi ha operato non siano in grado di dirmi da cosa e’ dovuto, sono un po infastidito.
    Vi ringrazio dell’attenzione e vi auguro un sereno natale!

    1. Car.mo Roberto,
      una ipotesi sulla strana situazione clinica che si è creata è che lei abbia uno scialocele (ovvero uno spandimento di saliva extraghiandolare) dovuto al fatto che probabilmente è rimasta ancora una piccola porzione di ghiandola salivare che continua a secernere; molto utile è l’esecuzione di una scialo-RMN che consentirebbe di vedere sia l’accumulo di saliva che il residuo ghiandolare.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. La ringrazio per l’attenzione, pensi che nessuno ha saputo darmi una ipotesi del genere, faro degli esami approfonditi, grazie e buon anno!

  126. Gent. Prof. Capaccio,
    Le scrivo da Parma; tre giorni fa ho preso un appuntamento per una visita da Lei il 13 gennaio alla Madonnina (il primo disponibile) perché da 5 giorni ho delle dolorose “coliche” causate da un calcolo nel dotto salivare sinistro sotto la lingua, con conseguente zona sottolinguale molto dolente alla masticazione e notevole gonfiore della relativa ghiandola sottomandibolare. Oggi pomeriggio il calcolo è riuscito a trovare naturalmente una via d’uscita attraverso il dotto sottolinguale, lasciando nella superficie superiore una specie di forellino che immagino si richiuderà spontaneamente. Naturalmente ho conservato il calcolo per mostrarglielo. Devo mantenere una particolare cura nella disinfezione del cavo orale essendosi creata questa piccola apertura nel dotto, peraltro non sanguinolenta né dolorosa?
    Inoltre Le chiedo se, per accelerare i tempi di diagnosi e terapia, possa essere utile che io faccia e porti già con me alla prima visita degli esami diagnostici (tipo eco, rx, o quant’ altro necessario), su Sua indicazione.
    Al momento, su suggerimento del mio medico curante ed in attesa della visita specialistica, sto seguendo una terapia che finirò tra due giorni, con Zimox 1 g. 2 v/dì e Oki 80 mg.
    Grazie per la Sua risposta, buon anno nuovo ed arrivederci.

    1. Gent.ma Sig.ra Angelica,
      sono contento che sia uscito spontaneamente un calcolo; è importante adesso verificare la presenza o assenza di altri calcoli nel sistema duttale. Per fare ciò è utile una buona ecografia ma, in mancanza di questa, è opportuno eseguire una cone beam 3D TC del pavimento orale (massiccio facciale). In attesa di vederci stimoli molto la ghiandola salivare bevendo limonate e masticando chewing gum per favorire il mantenimento del forellino d’uscita in bocca.
      A presto,
      Prof. Capaccio

      1. Gent. Professore, La ringrazio moltissimo per la Sua rapida risposta; farò come mi dice anche se nel frattempo il forellino non è più visibile ad occhio nudo, e si è formata una patina di mucosa biancastra proprio in corrispondenza, parrebbe riparativa (come quando sta guarendo un’ afte), ma forse il forellino si mantiene a livello microscopico, spero.
        Per quanto concerne gli esami di cui parla, c’è un centro a Parma dove sono entrambi disponibili, quindi farò tutti e due così glieli posso portare, anche perché il dotto sottolinguale si è sì sgonfiato, ma non del tutto, e così pure la ghiandola sottomandibolare; ma perlomeno non ho più dolore.
        Grazie ancora ed arrivederci tra una decina di giorni

  127. Valeria

    Gentile Professore, Mi chiamo Valeria e’ da 5 anni che accuso gonfiore in prossimita’ del dotto salivare. I dottori qui a Cipro mi hanno prescritto dell’augumentin per fare passare l’infiammazione, quando prendo l’antibiotico il gonfiore passa pero’ si ripresenta dopo poco. Ho fatto una scialoscopia ma non si vede alcun calcolo nel dotto salivare. Nel referto medico risulta che il dotto salivare e’ molto grande. Mi hanno detto di non preoccuparmi. Pero’ e’ molto difficile per me condurre una vita “normale” perché ho il timore che da un momento all’altro mi possa gonfiare il viso. Ho notato che ho cominciato ad accusare dolore anche dal lato destro da quando i miei denti del giudizio sono spuntati. Vorrei sapere se l’ingrossamento del dotto e’ dovuto ad una infezione causata dai molari. Vorrei tanto avere la sua opinione in Merito in quanto sono disperata e non so piu’ cosa fare. La ringrazio in anticipo. Cordiali Saluti

    1. Gent.ma Sig.ra Valeria,
      è probabile che lei non abbia calcoli ma semplicemente una dilatazione del dotto salivare dovuto ad un restringimento a valle del sistema di scarico della saliva. Per verificare questa cosa occorre eseguire una scialo-RMN. Fatta questa ci possiamo incontrare per decidere il percorso più idoneo da percorrere.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  128. Gianluca

    Buonasera Professore,

    Sono un ragazzo di 26 anni già stato in cura da Lei alcuni anni fa per un epistassi recidiva che mi ha brillantemente risolto. Da ieri accuso gonfiore e dolore alla ghiandola parotidea sx durante i pasti e stamattina mi sono recato da un Suo collega del San Paolo in quanto vicino casa e mi ha confermato che possa trattarsi di colica salivare, prescrivendomi Augmentin ed Oki per 6 gg ed eventualmente ecografia in caso di non risoluzione. Secondo Lei è corretto inziare il ciclo antibiotico e poi vedere come va o è meglio fare l’ecografia il prima possibile? Eventualmente potrei venire al Policlinico anche per un Suo gentile parere. Grazie per l’attenzione.

    Cordiali Saluti

    Gianluca Ferrari

    1. Car.mo Gianluca,
      può iniziare tranquillamente l’antibiotico senza interferenza con l’ecografia; l’attendo poi in Policlinico per una visita.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Gianluca

        La ringrazio per la pronta risposta. In realtà stasera poco prima di cena ho sentito un sapore salato nella saliva, seguito da un netto miglioramento della sensazione di infiammazione durante il pasto. Può essere che il calcolo (se presente) si sia sciolto da solo? Grazie ancora per la disponibilità.

        Buona serata

        Gianluca

  129. Carmela

    Buonasera Professore,
    da circa due anni è apparso un gonfiore appena al di sotto del labbro inferiore, esternamente sul viso. A dir la verità non mi ero accorta di questo edema.Me ne sono resa conto 8 mesi or son perche’ rovina l’estetica del mio viso.Guardando le foto di due anni fa ho notato la sua esistenza ma era piùpiccolo e più piatto.E’ morbido e non e’ dolente.Non sapendo orientarmi, ho chiesto consiglio al medico di base il quale mi ha inviata da un dermatologo. Il dermatologo guardandomi mi ha riferito che il problema non era di sua competenza.Mi ha consigliato l’esecuzione di una ecografia cute e sottocute della zona dalla quale non è emerso nulla.Ho chiesto consiglio all’odontoiatra che ha detto di rivolgermi al chirurgo maxillo-facciale.Ieri ho visto il chirurgo maxillo-facciale ma il problema non è neppure di sua competenza.Mi ha detto che potrebbe trattarsi dell’infiammazione di una ghiandola salivare oppure di un piccolo calcolo.Mi ha consigliato una visita presso il Policlinico di Milano in otorinolaringoiatria dicendomi che il Professor Capaccio è esperto in questo genere di problematiche. Secondo lei Professor Capaccio devo venire in Policlinico? Il problema sarà veramente di ghiandole salivari? Mi sta rovinando l’aspetto del viso e ne soffro…Le chiedo un parere sincero.Ringraziandola molto per l’attenzione, La saluto cordialmente

    1. Gent.ma Carmela,
      escluderei la presenza di un calcolo mentre la possibilità che vi sia una infiammazione di un ghiandola salivare minore è reale; gli edemi del volto possono avere origini diverse, occorre escludere una causa allergica o una attivazione linfocitaria. Altro non posso dire perchè avrei bisogno di vederla e di toccare la zona coinvolta.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

    1. Car.mo Salvatore,
      è strano che dall’ecografia non siano riusciti a identificare un calcolo di 8 mm e che invece questo sia avvenuto con la RMN; comunque sia la aspetto a Milano (presso il Centro Kennedy 0238005605) dove potremmo iniziare un ciclo di litotrissia salivare extracorporea per poi concludere con una scialoendoscopia interventistica parotidea destra con eventuale litotrissia intracorporea.
      Cordialmente,
      prof. Capaccio

  130. Salvatore

    Buonasera Professor Capaccio,
    da qualche anno, si sono presentate periodiche coliche salivari durante i pasti. Dopo aver consultato diversi specialisti del settore a Roma ed eseguite varie ecografie alla parotide Sx, il problema non è stato mai risolto. Infatti, durante questi controlli, le ecografie non hanno mai evidenziato la presenza di calcoli.

    In seguito, con la RMN senza m.c. è stato rilevato in data 10.01.2017 un calcolo alla parotide SX, il risultato indica ” una scialoadenite della parotide sx con evidenza di verosimile formazione calcolitica parzialmente calcifica a sviluppo intraduttale superficiale della dimensione massima di 8mm”.
    Presso gli Ospedali di Roma, ho rilevato una scarsa conoscenza e utilizzo delle tecniche mini invasive (esempio la litotrissia, ecc…) per il trattamento dei calcoli salivari. L’unica soluzione proposta è stata la parotidectomia.

    Dalla ricerca eseguite sul web, Lei risulta l’unico esperto in tutta Italia che si occupa di queste patologie utilizzando tecniche mini invasive ( frantumazione calcoli, ecc..), in quale struttura è possibile prenotare una visita ? Come posso contattarla ?
    Grazie mille per l’attenzione, cordiali saluti Salvatore.

      1. Salvatore

        Grazie mille dott. Capaccio per la comunicazione.
        Saluti, Salvatore.

  131. Francesco

    Gentile Professore, anche io da qualche anno ho un calcolo alla ghiandola sottomandibolare dx.
    Dall’ortopanoramica e dall’ecografia eseguite in data 01/04/2016 risulta essere di diametro massimo 11,3 mm con sede perilare subcapsulare.
    Ho inoltre effettuato in data 26/09/2016 una tc massiccio facciale che documenta “grossolana formazione calcifica del diametro massimo di mm 10 nel contesto della porzione antero superiore della ghiandola sottomandibolare di destra”.
    Anche a me hanno prospettato, negli ospedali di Roma, come unica possibilità l’asportazione totale della ghiandola.
    Mi rivolgo a Lei per sapere se è possibile, anche nel mio caso, intervenire con le tecniche mini invasive.
    La ringrazio per l’attenzione e resto in attesa di una Sua cordiale risposta.
    Francesco

    1. Gent.mo Sig. Francesco,
      lei può beneficiare di un intervento conservativo di asportazione dalla bocca del calcolo scialoendoscopico-assistito senza togliere la ghiandola. Conditio sine qua non è che io la visiti per verificare la fattibilità della procedura.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  132. MICHELE MARINO

    Gentile Prof. questa sera mentre cenavo ( salmone affumicato con tanto limone) mi si gonfiata la parte sn sotto l’orecchio, sono corso al pronto soccorso e mi è stato diagnosticato un calcolo salivare. dopo circa un’ ora la parte interessata si è sgonfiata. Succederà ancora?
    Grazie Michele

    1. Gent.mo Sig. Marino,
      questo è il primo segnale di difficoltà della ghiandola parotide nello scaricare la saliva sotto stimolo alimentare; non necessariamente si tratta di un calcolo perchè nella parotide spesso ci sono anomalie dei dotti salivari. Tale condizione è comunque meritevole di attenzione eseguendo un follow-up ecografico e clinico (ricorrenza degli episodi) perchè se dovesse ritornare il problema è giusto affrontarlo mediante una soluzione terapeutica (ad esempio scialoendoscopia interventistica).
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  133. Maria angela

    Salve Dott.,
    circa tre anni fa ho scoperto di soffrire di coliche salivari per cui dopo diversi episodi sono stata sottoposta a scialoendoscopia. Il calcolo murato nella ghiando la sottomandibolare dx non è stato asportato ma è stato risolto un problema di stenosi dei dotti. Purtroppo molti sono stati i problemi a seguito della intervento che mi hanno devastato il pavimento della bocca. Ero costretta ogni due giorni a drenare con ago delle bolle che si formavano contenente liquido denso giallo paglierino con successiva terapia antibiotica. Ad oggi per decorso naturale non ho più quei problemi, ma ho riscontrato un donore fitto e persistente alla parotide sx che si acutizza durante la masticazio ne. Dopo due giorni dall’episodio più acuto persiste una sensazione di dolore più blanda anche all’interno dell’orecchio. Sono terrorizzata all’idea di altri calcoli. Cosa posso fare?La ringrazio infinitamente.

    1. Car.ma Maria Anegal,
      credo che la cosa più importante sia capire se ci sono calcoli o no; pertanto ti consiglio di eseguire una cone beam TC massiccio facciale arcata superiore ed inferiore in modo tale da valutare sia le paroti che le sottomandibolari. Fatto questo sono disponibile a valutarti per decidere il percorso terapeutico più adeguato per il tuo caso.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  134. Silvia

    Gent.mo Prof. Capaccio, da diversi anni dei calcoli alla ghiandola salivari sottomandibolare dx, ma non l’ho mai voluta togliere, vorrei capire se nel mio caso sarebbe fattibile la sua tecnica senza dover togliere la ghiandola come mi è stato consigliato a roma. Le riporto l’esito dell’ultima ecografia effettuata oggi: l’esame documenta ghiandola sottomandibolare destra con struttura sovvertita per la presenza di dotti intraghiandolari dialtatati e multipli calcoli, in parte impilati (i maggiori di 3-4 mm) ed ectasia del dotto Warthin con detriti interni. Ghiandola sottomandibolare sinistra nella norma con dotto di Warthin non dilatato. Parotidi di dimensioni ed ecostruttura regolare. Dotti di Stenone non dilatati bilateralmente. Presenza di linfonodi reattivi con ilo adiposo in sede intraghiandolare e sottomandibolare a destra (i maggiori 12 mm).
    La ringrazio anticipatamente
    Cordiali saluti
    Silvia

    1. Gent.ma Silvia,
      la tecnica di asportazione transorale scialoendosopico-assistita è quella attualmente indicata nel suo caso, quindi è possibile evitare di asportare la ghiandola purchè venga adeguatamente preservato il dotto salivare.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Silvia

        Mi scusi professore per preservare adeguatamente il dotto salivare cosa dovrei fare? Venire al più presto da lei per devidere come intervenire?
        Grazie ancora
        Cordiali saluti
        Silvia

  135. Silvia

    Mi scusi professore per preservare adeguatamente il dotto salivare cosa dovrei fare? Venire al più presto da lei per devidere come intervenire?
    Grazie ancora
    Cordiali saluti
    Silvia

    1. Car.ma Silvia,
      la conservazione del dotto è la parte più importante dell’intervento di conservazione della ghiandola e dell’asportazione del calcolo. La aspetto a Milano,
      Prof. Capaccio

  136. Daniele

    Gentile professore,
    Nell’ottobre 2015 sono stato operato per una frenulectomia e da quel momento in poi ho iniziato a sviluppare al di sotto della lingua, sul pavimento linguale, dei grandi mucoceli recidivanti (1-2 cm). Sono stato operato 7 volte per asportare il mucocele recidivante, sia con la tecnica dell’anno rimozione totale sia con la tecnica della marsupializzazione ma senza risultati soddisfacenti. La lingua presenta infatti ancora un grande mucocele nelle sua parte inferiore.
    Pensa che potrebbe trattarsi di calcolosi salivare? O di altro?
    Purtroppo non so più a chi rivolgermi ed essere operato così tante volte alla lingua mi ha tolto molte speranze.

    1. Gent.mo Daniele,
      penso semplicemente che il suo problema sia legato ad una recidiva della cisti da ritenzione salivare che prevede evidentemente un intervento più completo e risolutivo; utile eseguire una RMN per valutare estensione della ranula oltre il piano del muscolo miloioideo.
      La aspetto a Milano,
      Prof. Capaccio

  137. Nicola

    Buonasera Professore,
    mi è stato diagnosticato un calcolo di 3,5 mm alla parotide destra.
    Il medico mi ha prescritto rovamicina 3000 e OKI , 2 volte al giorno x 6 giorni.
    Secondo Lei è il caso di asportare il calcolo?

    1. Gent.mo Nicola,
      se ha proprio voglio di lasciarlo nella sua parotide nessuno glielo impedisce; se poi dovesse decidere di risolvere il problema nel suo caso è indicata una litotrissia intracorporea in scialoendoscopia interventistica parotidea in sedazione.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  138. Nicola

    Buonasera Professore,
    voglio toglierlo perché mi procura fastidio quando mangio.
    Come posso fissare un appuntamento con Lei?
    Io abito a Bari.

    1. Ciro

      Buongiorno Dottore, durante la masticazione del pasto mi è venuto un forte dolore e rigonfiamento al lato sinistro della della guancia. Recatomi in ospedale , mi hanno eseguito una ecografia che ha dato il seguente referto: Tumefazione della parotide sinistra che presenta dimensioni di 7x3x3,5 cm, che presenta disomogenea ipoecogenicità associata dilatazione del dotto di stenone che presenta calibro massimo di circa 5 mm. e appare ostruito distalmente da calcolo di 5 mm., distalmente a questo da grossolana formazione litiasica di circa 9 mm. regolare parotide dx. Necessario videat. chirurgico ORL……volevo un suo parere su quale tecnica migliore adottare per eliminare i calcoli e se Lei esegue visite anche a Roma.

      1. Car.mo Sig. Ciro,
        Sono in procinto di venire a visitare e operare a Roma viste le richieste dei pazienti. In attesa di questo evento potremmo vederci a Milano preferibilmente al centro Kennedy (0238005605) dove potremmo iniziare direttamente con una seduta di litotrissia extracorporea per ridurre le dimensioni del calcolo di 9 mm.
        A presto Prof. Capaccio

  139. michele camporese

    Gentile Professore, a seguito rigonfiamento dopo cena nella zona sottomandibolare il dentista mi ha prescritto una ecografia. Questo è il referto La ghiandola sottomandibolare si presenta regolare volume ed ecostruttura. Minima ecstasia dei dotti intraghiandolari che all’ilo confluiscono su calcificazione, seguita da cono d’ombra della lunghezza di 6 mm da riferire a scialolitiasi. Non dilatazione dei dotti salivari, nella norma il resto. Sono diabetico insulino dipendente, volevo sapere se la posizione del calcolo e tale per poterlo rimuove con tecniche miniinvasive ( senza asportare la ghiandola). Grazie molte.

  140. Tramonti toni

    Gentilissimo professore sono stato operato ad una ciste che si era ingrossata provocandomi fastidio è visibile ad occhi vicino alla parotide analisi tutto ok fatto ago aspirato tutto regolare mi sono operato il 28/08/2017 a pistoia dopo una settimana di ricovero più un altra settimana a casa non riescono a fermare la salivazione esterna dove era stato messo il drenaggio lei immagini il disagio specialmente quando mangio sembro un fiume secondo loro è tutto regolare anche se oggi parlavano di dotto salivare però mi fanno andare tutti i giorni per medicazione ieri la cosa degenera la notte non sentivo più questa saliva che scendeva quindi ero contento ho detto via siamo alla fine invece mentre mangiavo inizia il casino gonfiore alla guancia una cosa impressionate quindi chiamato immediatamente l’ospedale venga subito qua fatta incisione è inserito un altra specie di drenaggio sparito il gonfiore ma siamo alle solite oggi le scrivo mentre con un asciugamano per reggere la perdita di saliva le chiedo è veramente tutto normale ho anno forse da ignorante intaccato questo famoso dotto e dovranno intervenire nuovamente.? In attesa di una risposta la ringrazio di cuore

    1. Gent.mo Sig. Toni
      Lei è affetto da fistola salivare, complicanza possibile dopo intervento. Le consiglierei una infiltrazione con tossina botulinica ed eviterei un secondo intervento.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  141. silvia avanzati

    Gentile dott. Capaccio, Ho letto nelle mail pubblicate del 31/08/2017 che era in procinto d
    iandare anche a Roma a visitare ed operare.Questa sarebbe per me una
    buona notizia . Confermato? Grazie. Silvia Avanzati.

  142. silvia avanzati

    Buonasera Professore,
    mi auguro che questa opportunità per Roma , per noi pazienti , sia fattibile.
    Attendiamo notizie o dobbiamo in ogni modo prendere contatti con Milano?
    Grazie infinite di nuovo . In attesa con molta speranza.
    Cordialmente. Silvia Avanzati.

  143. Elena

    Buonasera prof. Carpaccio,
    Sono una ragazza di 24 anni soffro di calcoli salivari in entrambe le parotidi da 4 anni ormai e non trovo rimedio perché i calcoli sono troppo vicini ai nervi facciali e ben 2 dottori si son rifiutati di operarmi
    È possibile? Mi hanno detto do prendere tre oki al giorno quando mi gonfio tutto qui.
    Non ne posso più sono strazianti e sono molto spesso gonfia mi provocano molto dolore solo toccarmi le guance mi duole!!
    Io vivo a Venezia ha per caso il nome di un bravo dottore che può aiutarmi? Grazie infinitamente

    1. Car.ma Elena,
      mi dispiace per la sua condizione che è quella di tutti coloro soffrono di coliche salivari; innanzitutto sarebbe carino sapere se e quanti calcoli sono presenti nelle parotidi. I calcoli parotidei bilaterali esistono ma non sono frequenti; pertanto è opportuno conoscere la verità. Se l’ecografia non è dirimente allora si potrebbe fare una cone beam TC o una TC massiccio facciale per assicurarci della presenza e della posizione di questi calcoli. Fatto questo la aspetto a Milano per la mia proposta conservativa alternativa alla chirurgia demolitiva.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. sergio

        Vorrei rassicurare la sig.na Elena. Anche io dall’età di 18 anni circa soffro di calcoli ad entrambe le parotidi. Io fin quando non ho avuto la fortuna di incontrare il Dott. Capaccio ho avuto esperienze molto negative in molti ospedali (ecografie che non rilevavano calcoli, operazioni non andate a buon fine, etc.). Dopo essermi deciso ad andare a Milano con il dott. Capaccio ho risolto tutto in breve tempo conservando le parotidi. Non finirò mai di ringraziarlo, mi ha cambiato la vita!

  144. Luca

    Buonasera Prof. Capaccio,
    Sono un ragazzo di 20 anni e proprio lunedì ho avuto per la terza volta in tre anni un calcolino alla sottomandibolare. Dopo due giorni di sofferenza sono riuscito ad espellere il calcolo, (che era situato proprio allo sbocco del dotto) dopo vari massaggi alla ghiandola. Il calcolo era molto piccolo non raggiungeva nemmeno il mm di lunghezza credo. A differenza delle altre volte però questa volta la ghiandola è rimasta leggermente gonfia, al tatto, e lievemente dolorante , non avverto però dolori durante i pasti in questo momento a differenza di quando il calcolo ostruisce il dotto. Volevo chiederle se è possibile che sia presente un altro calcolo al interno per via di questo lieve dolore o è dovuto solamente al decorso dell’infiammazione.
    La ringrazio in anticipo

    1. Gent.mo Sig. Luca,
      la possibilità che lei abbia un altro calcolo più profondo è comune; pertanto le consiglio di ripetere una ecografia e, se questa è negativa e lei sta ancora male, una CONE BEAM TC 3D del massiccio facciale.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

      1. Luca

        Grazie per la sua risposta, la informo che ora la ghiandola non è più dolorante duranti i pasti e si è quasi sgonfiata del tutto. Consiglia comunque di fare ecografia nei prossimi giorni?
        Un’altra domanda, sa consigliarmi qualche tecnica (anche casalinga) per prevenire questo disturbo?
        La ringrazio
        Luca

  145. Maria Paola Stefanini

    Egregio Prof. Capaccio,
    mi è stato diagnosticato con referto ecografico un calcolo intraparenchimale della ghiandola sottomandibolare sinistra di 8.5 mm di diametro, non palpabile, con ingrossamento della ghiandola. L’indicazione prevalente è la scialoadenectomia. Trattandosi di un intervento con rischio di lesione del nervo facciale, sono molto preoccupata e indecisa. Sono una donna di 62 anni di Piacenza. Mi è stata anche proposta da una struttura specializzata di Milano una scialoendoscopia con tentativo di rimozione transorale, in anestesia generale, ma la probabilità di riuscita è quasi nulla. Da quando si è manifestato (circa un anno) ho avuto un unico episodio di colica grave, trattata con antibiotici e antinfiammatori. La ringrazio molto per un eventuale consiglio.

    1. Gent.ma Sig.ra Maria,
      la scialoadenectomia è da riservare a situazioni particolari; nella stragrande maggioranza dei casi utilizzo per calcoli di queste dimensioni l’inmtervento di asportazione transorale scialoendoscopico-assistita senza rischio sul nervo facciale. Condizione essenziale per me è che io la visiti; pertanto la aspetto a Milano.
      Cordialmente,
      Pasquale Capaccio
      Professore Associato di Otorinolaringoiatria

      1. Maria Paola Stefanini

        Egregio Professore, La ringrazio dei Suoi consigli, mi sono stati molto utili. Penserò sul da farsi visto che al momento la mia situazione è ancora tollerabile.

  146. Roberta

    Gentile dottor Capaccio, mia figlia di 13 anni ha avuto una ranula sul pavimento orale che un chirurgo maxillo facciale ha asportato previa ecografia alle ghiandole salivari(fatta male) da cui risultava semplice infiammazione alle ghiandole sottomandibolari. A 7 giorni dall’intervento ha avuto problemi con rigonfiamenti vari delle salivari e da una seconda ecografia son risultati calcoli puntiformi intraparenchimali(3 a dx e 2 a sx) e nel dotto di warthon (uno di 1.7 mm a sx e uno di 0.7 mm a dx)in tutte e due le ghiandole sottomandibolari.La terapia che le hanno prescritto è prettamente idrica e a base di ananase. Cosa mi consiglia di fare? È vero che i calcoli intraparenchimali non si possono togliere tramite endoscopia?Grazie anticipatamente per la vostra sicura risposta.

    1. Gent.ma Roberta,
      il rigonfiamento delle ghiandole salivari può essere correlato alla asportazione della ranula; non credo alla presenza di microliti nel parenchima ghiandolare ma semplicemente al fatto che può esserci un problema di scarico dei dotti sottomandibolari per contiguità alla ranula.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  147. Buonasera Dottor Capaccio volevo farle una domanda.. quasi 9 mesi fa sono stata operata “asportazione ghiandola sottomandibolare totale con linfonodi” causa calcolo.. e fin qui tutto bene ho avuto momentaneamente una piccola paralisi al labbro inferiore nel giro di un mese è tornato tutto normale.. a novembre l’anno scorso feci un eco di controllo tutto nella norma.. da un paio di giorni accuso un fastidio alla lingua dolore nella masticazione e fastidio quando ingoio praticamente sto rivivendo l’incubo di quando avevo la ghiandola.. “la ghiandola fantasma” come mai ho questi dolore?

    Cordiali saluti carissimo professore

    1. Gent.ma Francesca,
      la cosa più semplice è che lei abbia ancora un calcolo nel pavimento orale ovvero nel dotto di Wharton e che questo causi una infiammazione residua. Le suggerisco di eseguire una cone beam TC 3D massiccio facciale (arcata inferiore).
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  148. Milena

    Salve, vorrei sapere se è possibile operare con tecniche mininvasive un calcolo nella sottomandibolare di 17 mm. Mi hanno prospettato solamente l’asportazione dell’intera ghiandola, ma non vorrei arrivare a tanto. Grazie

  149. Cinzia Nenci

    Buonasera.tre giorni fa ho avuto una colica salivare sinistra in calcolosi del dotto di Stenone.dall ecografia é emerso un calcolo di circa 4mm. Sto facendo terapia antibiotica e cortisonica. La mandibola e gonfia e molto dolorante soprattutto durante la masticazione.il calcolo si trova all altezza del muscolo massetere. A Firenze non hanno saputo risolvere il problema. Vorrei sapere cosa potrei fare.grazie in anticipo.

    1. Gentilissima Cinzia
      Un calcolo di 4 mm parotideo presenta due soluzioni terapeutiche:
      1) litotrissia intracorporea con laser in scialoendoscopia interventistica parotideo in sedazione;
      2) ciclo breve di litotrissia extracorporea ad onde d’urto seguito da scialoendoscopia interventistica parotidea in sedazione.
      La aspetto a Milano per la soluzione del problema.
      Cordialmente
      Prof.Capaccio

  150. Mario Brancaccio

    Buongiorno d. Capaccio, sono Mario Brancaccio Sov. Capo della PolStato in quiescenza, purtroppo mi è capitato dall’anno scorso di avere un calcolo parotideo del diametro di 4 mm, poichè si trova alla base della ghiandola salivare di sinistra, ho provato a chiedere l’intervento per l’asportazione della ghiandola senza riuscirvi, poi mi hanno parlato della Sua persona mi hanno detto che Lei potrebbe procedere alla frantumazione ed asportazione di detto calcolo, riducendo così i rischi di un intervento chirurgico, mi può aiutare perchè mi sento handicappato ed ho paura a mangiare qualsiasi cosa, visto che oramai gli attacchi si sono intensificati a due tre a settimana, vivo nel terrore. La prego mi aiuti

    1. pasqualecapaccio

      Gent.mo Sig.Mario
      Un calcolo parotideo può essere curato in due modi: ciclo breve di litotrissia extracorporea seguito da scialoendoscopia oppure litotrissia con laser in scialoendoscopia.
      In attesa di poterla presto incontrare la saluto cordialmente
      Prof. Capaccio

      1. Mario Brancaccio

        Egregio Professore, io, tramite mia figlia che vive a Milano, ho effettuato già richiesta di prenotazione di visita con Lei, sto aspettando una risposta. Se poi (visto che onestamente non ce la faccio più) c’è altro modo, anche privatamente per abbreviare i tempi, mi dica ed io lo farò, perchè le ripeto è come se avessi una spada di damocle sulla testa, la ringrazio e mi scusi per il fastidio che Le sto dando

  151. Giuseppe Griner

    Buongiorno dottore,
    ho 60 anni, nel 2017 mi è stata asportata una neoformazione parotidea inferiore sx, repertata come tumore di warthin.
    Dieci giorni mi si è gonfiata la guancia sx e la parotide, ho chiesto il consulto del
    dentista e del chirurgo che mi ha operato, ho effettuato una eco con la seguente
    Diagnosi la ghiandola parotidea sx appare di dimensioni aumentate, ad ecostruttura diffusamente disomogenea per la presenza di multiple areole ipoecogene e con associato marcato incremento della vascolarizzazione infraghiandolare al colordoppler come per un quadro di flogosi, coesiste estesa dilatazione del dotto di Stenone nel cui contesto alla sua estremità distale è presente minuta formazione ipercogena, mobile di circa 2 mm compatibile con calcolo.
    Ho eseguito una terapia antibiotica di 6 rocefin accompagnata da polase.
    Attualmente la guancia e la parotide sono tornate quasi normali, mi è rimasto un addormentamento esterno della guancia.
    Gradirei conoscere il suo parere e cosa mi consiglia di fare. Grazie.
    Giuseppe- Puglia

    1. pasqualecapaccio

      Gent.mo Sig. Giuseppe
      Il tumore di Whartin è una lesione solitamente del polo inferiore della parotidea; pertanto è probabile che abbia subito in intervento parziale con conservazione di buona parte della parotidea. È possibile quindi che abbia sviluppato un piccolo calcolo con parotidea funzionante. Suggerirei una scialoendoscopia interventistica parotidea
      Cordialmente
      Prof. Capaccio

  152. Giuseppe

    Buonasera dottore, per poter eseguire la scialo endoscopia interventistica parotidea, è possibile eseguirla anche a Roma? Come dovrei fare per organizzare il tutto? Attendo informazioni con eventuali contatti telefonici.grazie Giuseppe

  153. Luigi Velardi

    LUIGI VELARDI
    Gent.mo Professore,
    ho 55 anni.
    Nel maggio del 2018 un’ecografia del collo rilevava un “conglomerato di calcoli estesi per cm 1,77 localizzati all’ilo a carico della ghiandola salivare sottomandibolare destra. Modesta ectasia duttale a monte. Non ectasia del dotto principale di Warton”.
    In questo periodo, non avendo particolari disagi, non ho adottato nessun accorgimento.
    Da circa tre settimane è divenuto molto evidente, all’esterno, il gonfiore della ghiandola.
    Successivamente ho cominciato ad accusare dolore durante la masticazione.
    Da una settimana il medico di famiglia mi ha prescritto un antinfiammatorio (OKI) al mattino ed alla sera e così il dolore è passato ma il rigonfiamento, pur se un pò diminuito, è rimasto.
    Lo specialista interpellato ha diagnosticato: “Scialoadenite sottomascellare dx. Si drena in parte con sondaggio del Warton e massaggio ghiandolare”. Terapia: 1) Decadron 0,5mg; 2) Flaminase cpr; 3) Cefixoral cpr;
    A seguire espulsione del calcolo ovvero asportazione della ghiandola.
    A suo parere c’è qualche probabilità che il calcolo possa essere espulso? Posso evitare l’asportazione della ghiandola?
    Nel ringraziarLa per la cortese attenzione, Le porgo
    Distinti Saluti.

    1. pasqualecapaccio

      Gentilissimo Signor. Luigi
      Il 95% dei calcoli sottomandibolarii possono essere estratti con un intervento di asportazione transorale scialoendoscopico-assistita salvando così la ghiandola; è importante verificare la posizione in bocca con una visita. Le consiglio poi una buona terapia antibiotica anche iniettiva (ad esempio Rocefin 2g).
      Cordialmente
      Prof. Capaccio

  154. SILVIETTA

    Gentilissimo Dott.
    da gennaio 2019 sono iniziati i miei disturbi: iniziati con un prurito cutaneo nella parte della ghiandola parotide vicino all’orecchio destro, e collegati a sensazione di irrigidimento della stessa, e se premevo sulla ghiandola mi sembrava di sentire fuoriuscire della saliva in bocca dal gusto amaro. Da circa un mese mi sembra di essere peggiorata, poichè ho costantemente una sensazione di irrigidimento della guacia/ghiandola dx, mi sembra anche di avere l’orecchio tappato, e al tatto mi pare quasi che la guancia destra sia più grossa di quella di sinistra, mi sembra come di avere il muscolo (oppure è appunto la ghiandola parotide) più grosso, più rigido. Non sono riuscita a collegare tutto questo se avviene prima o dopo i pasti, poichè succede nei momenti più disparati della giornata. A Maggio ho fatto una ecografia e una visita ORL in una clinica privata, e non è stato riscontrato nulla, hanno lasciato a me la decisione se proseguire o meno con altri accertamenti mirati. Chiedo a lei gentilmente di aiutarmi nel capire come mi devo muovere, e quali controlli/esami è meglio fare. La ringrazio infinitamente. Silvia

    1. pasqualecapaccio

      Gentilissima Silvietta
      Il prurito e la tensione ghiandolare sono sintomi tipici di una infiammazione della parotide; anche l’ingrandimento del muscolo massetere è comunemente osservato nei pazienti con la parotite. Utile eseguire una scialormn dinamica e poi rivolgersi ad un centro specialistico dedicato alla diagnosi e cura delle malattie salivari.
      Cordialmente
      Prof. Capaccio

  155. SILVIETTA

    Grazie infinite Dott. Pasquale,
    posso chiedere in che cosa consiste una scialormn, nel senso come avviene? Ipotizzando che dopo la scialormn venga accertata appunto l’infiammazione, come potrebbe essere poi l’eventuale decorso della malattia? E’ un problema risolvibile o invalidante? Richiede un’ eventuale operazione oppure si cura con farmaci? Questo tipo di infiammazione alla parotide è correlato agli orecchioni? Sinceramenete non riesco a spiegarmi da dove mi è partita questa mio malessere. Potrebbe essere stress? La ringrazio anticipatamente per quanto andrà a scrivermi. Buona giornata.

  156. SILVIETTA

    Grazie infinite Dott. Pasquale,
    posso chiedere in che cosa consiste una scialormn, nel senso come avviene? Ipotizzando che dopo la scialormn venga accertata appunto l’infiammazione, come potrebbe essere poi l’eventuale decorso della malattia? E’ un problema risolvibile o invalidante? Richiede un’ eventuale operazione oppure si cura con farmaci? Questo tipo di infiammazione alla parotide è correlato agli orecchioni? Sinceramenete non riesco a spiegarmi da dove mi è partita questa mio malessere. Potrebbe essere stress? La ringrazio anticipatamente per quanto andrà a scrivermi. Buona giornata.

    1. pasqualecapaccio

      Gentilissima Silvietta
      La scialo-rmn è un esame che studia il decorso del sistema dei dotti salivari per vedere se ci sono angoli acuti o restringimenti, in parte dovuti anche ad una ipertrofia del massetere che dall’esterno spinge sui dotti; fornisce informazioni anche sullo stato della ghiandola. È il primo passo per arrivare ad una diagnosi.
      Cordialmente
      Prof. Capaccio

  157. Luigi

    Salve Dott. Pasquale Capaccio,
    mi è stato diagnosticato un calcolo di 1cm nella ghiandola sottomandibolare, al Cardarelli l’unica soluzione che mi han proposto è l’asportazione della ghiandola. Dicono che una ghiandola malata comunque porterà alla ricreazione del calcolo. È davvero l’unica alternativa?

    1. pasqualecapaccio

      Gentilissimo Luigi
      Assolutamente no; lei ha indicazione ad un intervento di asportazione conservativa dalla bocca del calcolo. Indicazione ad asportare la ghiandola è solo nel 5% dei pazienti. La aspetto per una visita al fine di confermare indicazione.
      Cordialmente
      Prof. Capaccio

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