Sordità improvvisa

La sordità neurosensoriale improvvisa è un’emergenza otorinolaringoiatrica con un’incidenza di 5-20/100000 casi per anno ed è caratterizzato dall’esordio acuto (da poche ore a 3 giorni) di un’ipoacusia percettiva più spesso unilaterale, frequentemente associata ad acufeni. L’ipoacusia improvvisa ha una distribuzione omogenea nei due sessi e la sua prevalenza aumenta con l’età. Questa patologia rappresenta il 2,2% di tutte le visite urgenti per patologia otologica, anche se l’incidenza è probabilmente sottostimata poiché le forme lievi e i recuperi spontanei non sempre sono osservabili. L’eziologia dell’ipoacusia improvvisa, così come la sua patogenesi, è sconosciuta, benché infezioni del labirinto o del nervo cocleare, patologie autoimmuni e disordini vascolari siano stati ipotizzati come possibili cause di questa patologia. Quale che sia la causa dell’ipoacusia, un’insufficiente perfusione cocleare sembra essere il fattore più importante, ed essendo la coclea molto sensibile a minime variazioni del flusso ematico locale ed all’anossia, un evento ischemico a livello della coclea, vascolarizzata da un sistema microvascolare arterioso terminale, appare come una probabile causa di ipoacusia improvvisa.

Tra le nuove ipotesi di origine della sordità improvvisa sta emergendo negli ultimi anni l’ipotesi genetica (la cosiddetta trombofilia genetica) ovvero la predisposizione, favorita dalla presenza di anomalie genetiche, di alcuni soggetti nello sviluppare trombi nei vasi sanguigni; questa trombofilia favorisce lo sviluppo di trombi in tutti i distretti del nostro corpo (vedi ad es. la trombosi venosa profonda, l’infarto miocardico acuto, l’ictus cerebrale, la trombosi venosa retinica, ecc.) e nel caso specifico dell’orecchio a carico dell’arteria labirintica che fornisce l’irrorazione sanguigna all’orecchio interno. Anche la valutazione dello stress ossidativo, che è un indice di danno microvascolare, nei soggetti affetti da sordità improvvisa sembra supportare tale ipotesi. Vedi le pubblicazioni inerenti a tale argomento.

19 pensieri su “Sordità improvvisa

    1. Car.mo Priktahmike,
      sono assolutamente d’accordo con lei, il ritardo diagnostico nella sordità improvvisa è un evento comune sia perchè il problema viene sottovalutato dal paziente (che immagina di avere un tappo di cerume) sia per le lungaggini del sistema sanitario nell’espletamento di una visita otorinolaringoiatrica richiesta dal medico curante.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

    1. Gent.ma Rosa,
      l’ipoacusia dovuta alla presenza del muco nell’orecchio (otite media effusiva o versamento endotimpanico cronico) è un problema relativamente comune nei bambini piccoli; la cosa importante è eseguire un esame audiometrico per capire la gravità della sordità. Se il deficit è uguale o superiore a 40 decibel occorre eliminare il muco attraverso un intervento di drenaggio. La presenza di una sordità può comportare anche disturbi del linguaggio addirittura per deficit inferiori ai 40 decibel. Infine è opportuno eseguire una fibroscopia rinofaringea per escludere la presenza di adenoidi ipertrofiche che devono essere asportate se sono particolarmente ostruttive (adenoidectomia).
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  1. Paola Ferri

    Salve, ho 57 anni, mi hanno diagnosticato, dopo 6 giorni, ischemia cocleare,avendo avuto abbassamento di udito improvviso ai toni acuti unilaterale (orecchio dx) e acufeni. La risonanza è negativa e così anche l’intracranica e l’ecodoppler ai vasi sovraortici. Sono in terapia da 3 giorni con cortisone ed eparina. Soffro da sempre di vertigini posizionali per le quali ho fatto manovre, ma che sono diventate frequentissime negli ultimi tre anni, tuttavia in questa circostanza non ho avuto vertigini. La terapia è corretta? Quali probabilità ho di recuperare udito? Quali accertamenti e cure dovrò fare per evitare tali incidenti?
    Grazie

    1. Gent.ma Sig.ra Paola,
      strano che la risonanza sia stata data come negativa se la diagnosi è di ischemia cocleare; infatti i nostri neuroradiologi riescono ad identificare segnali alterati compatibili con ischemia cocleare nella stragrande maggioranza dei casi. Per quanto riguarda la terapia l’unica terapia considerata valida è quella steroidea (cortisone) che può essere associata ad un ciclo di ossigenoterapia iperbarica. Le terapie hanno significato se instaurate quanto prima e comunque non oltre un mese dall’esordio della sordità improvvisa. Dal punto di vista degli accertamenti è utile eseguire uno screening ematologico al fine di individuare una possibile predisposizione trombofilica.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  2. Tiziana Mattei

    Salve ,mio padre ,86 anni ,ha avuto un ictus cocleovestibolare orecchio sx ,con perdita totale dell’udito ,ora sta facendo riabilitazione vestibolare,quanta possibilità ha di riacquistare l’udito ?grazie

    1. Car.ma Tiziana,
      l’evento ischemico cocleo-vestibolare (interessamento quindi sia della parte uditiva che della parte correlata all’equilibrio) è la forma più grave di perdita di funzione. A distanza di un mese dall’evento le possibilità di recupero uditivo sono estremamente ridotte in particolare in un paziente di 86 anni; aspettiamo pertanto il recupero dell’equilibrio che dovrebbe avvenire in modo lento progressivo.
      Cordialmente,
      Prof. Capaccio

  3. Miriam

    Gentile professore,
    Mia madre ha 50 anni e 15 giorni fa è stata colpita da ipoacusia improvvisa. Dopo una cura antibiotica di 3 giorni si è ricoverata in ospedale dove per 10 giorni le è stata sommistrata una cura a base di cortisone e vasodilatatore Trental, quest’ultimo sostituito da eparina perché le provocava disturbi. A distanza di 10 giorni e con tac e RM negative mia madre è stata dimessa con un semplice referto di apoacusia improvvisa.
    L’ultimo esame audiometrico effettuato ieri non ha segnalato alcun miglioramento e adesso che è stata dimessa ed è a casa continua a non sentire e ad avere anche problemi di giramenti e vertigini. La prego mi dia un aiuto

    1. Gent.ma Sig.ra Miriam,
      l’unica terapia che abbia reale efficacia nel trattamento dell’ipoacusia improvvisa è il cortisone; il resto non conta fatta eccezione per l’ossigenoterapia iperbarica sul cui utilizzo si sta valutando il risultato sui grandi numeri. Il dato a sfavore nel caso di sua madre è l’associazione della sordità e delle vertigini che rendono la situazione non favorevole (sono le forme più difficili da trattare). Quale che sia lo schema di terapia proposto il tempo a disposizione per curare l’orecchio è di circa un mese, più tempo passa e più le chance di recupero si riducono. Per qaunto riguarda la diagnosi oggi è possibile eseguire un tipo particolare di RMN che consente di capire quale sia stato l’evento causale della sordità.
      Cordiali saluti,
      Prof. Capaccio

  4. Buonasera,
    ho 41 anni, giovedì scorso mi sono svegliato con importante ipoacusia all’orecchio destro con acufene. Assenza di vertigini.
    Immediatamente mi sono recato dall’otorino che, dopo analisi audiometriche – la perdita riguarda le frequenza basse – e verifiche varie, ha diagnosticato ictus labirintico.
    La terapia è cortisone e Clexave. Non ritiene la risonanza magnetica urgentissima non solo perché ne feci una in novembre 2016 ma anche perché, secondo lui, l’insorgenza repentina non giustificherebbe un’eventuale neurinoma-
    Questo è il quinto giorno di terapia, la situazione non sembra cambiata di molto anche se percepisco un lieve miglioramento nell’udito (sempre comunque nelle sole frequenze alte). Da stamattina, tuttavia, noto anche delle piccole fitte alla testa, alternativamente dietro l’orecchio e frontalmente.
    Mi domando: l’assenza di vertigini rende la mia situazione più facile da trattare e, di conseguenza, l’eventuale recupero dell’udito più probabile?
    Grazie per l’attenzione.

  5. Antonellasera

    Caro Emiliano io ho avuto la stessa cosa..martedi mi sono svegliata cn forti fruscii all’orecchio destro e nel giro di poche ora ho perso completamente l’udito mi sono recata subito dallo specialista e sono in terapia….mi ha diagnosticato infarto del labirinto ma oggi al terzo giorno di terapia nn e ‘cambiato nulla …volevo chiederle se lei ha recuperato l’udito

  6. Giuseppe Baistrocchi

    web: visita otorinolaringoiatra per improvvisa sordità fatta diagnosi di ischemia solamente con audiometrica: è possibile?

    1. pasqualecapaccio

      Gentilissimo Signor Giuseppe
      Non è possibile fare diagnosi solo con esame audiometrico, occorre eseguire una RMN 3d Flair con m.d.c.
      Cordialmente
      Prof. Capaccio

  7. Manuela

    Salve Dottore, circa due mesi fa sono stata colpita da ipoacusia improvvisa sinistra grave, acufeni, vertigini e perdita di sensibilità al tatto del’emivolto sinistro. Trattata dopo 10 gg con flebo e compresse di cortisone e antivirale, ho recuperato parte dell’udito e le vertigini sono scomparse, tutto il resto no. Angio rmn ed encefalo negative, sono affetta da trombofilia, già diagnosi di malattia di crohn con spondiloartrite, in corso diagnosi di Les. Quali esami strumentali specifici posso ancora fare per capire la tipologia di ipoacusia (neurosensoriale?) ed eventualmente anche la causa (vasculite, infarto orecchio interno?)Finora mi hanno fatto solo audiometria, esame del timpano, ed esami del sangue per infezioni e autoimmunita’. Grazie per l’ascolto.

    1. pasqualecapaccio

      Gentilissima Manuela
      L’ipotesi vasculitica nel suo caso è sicuramente la più accreditata; è importante pertanto fare una buona diagnosi immunoreumatologica di autoimmunità per controllare bene le riacutizzazioni di tale disordine che possono coinvolgere anche l’orecchio. È importante anche monitorare il calo dell’udito soprattutto durante le fasi acute ed alla fine dell’evento.
      Cordialmente
      Prof. Capaccio

  8. Miriam

    Buongiorno dr. Capaccio.
    Ho accusato sordità improvvisa due settimane fa.
    Subito iniziato cura con cortisone per bocca, dopo un iniziale miglioramento (dopo 4 giorni) c’è stata ripresa e aggravamento dei sintomi (disacusia, percezione asimmetrica dei suoni, recruiting e forte avviene sinistro).
    Dopo una settimana, do iniziato trattamento per endovena con mannitolo e cortisone, con andamento altalenante, ma senza recupero dell’udito (perdita delle frequenze gravi a sinistra) .
    Adesso, in assenza di remissione, i medici si stanno orientando per l’ipotesi di un attacco ischemico, con danno permanente all’udito e forse anche a livello neurologico.
    In tutto sono passati 15 giorni.
    È tutto perduto?

    Miriam Manzo

    1. pasqualecapaccio

      Gentilissima Miriam
      Non è tutto perduto perché i danni irreversibili all’orecchio si hanno un mese dopo l’evento; pertanto occorre continuare terapia in atto concentrando l’attenzione però sull’evento causale. Manca infatti all’appello la RMN 3d Flair dell’orecchio con mdc soprattutto per capire come mai sono coinvolti i gravi. È un’idrope?
      La RMN è in grado di fornire informazioni a riguardo.
      Cordialmente
      Prof. Capaccio

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