Tumori salivari

E’ possibile nei tumori benigni parotidei coniugare la sicurezza oncologica, la funzionalità secretoria della ghiandola salivare e l’estetica?

 I tumori parotidei rappresentano il 3% di tutti i tumori della testa e del collo. I tumori benigni rappresentano l’80% dei tumori parotidei; nell’ambito di questi il 65% è rappresentato dagli adenomi pleomorfi, seguiti dal cistoadenolinfoma o tumore di Warthin con il 25%. Sino ad un recente passato la chirurgia prevalente di questi tumori era rappresentata dalla parotidectomia superficiale, tecnica che prevedeva la asportazione del lobo superficiale della parotide previa dissezione progressiva del nervo facciale. Il risultato, valido dal punto di vista oncologico, portava però ad un rischio aumentato di danno sul nervo facciale, al blocco dell’attività secretoria funzionale della ghiandola salivare, ed al possibile danno estetico per il tipo di incisione proposta. Negli ultimi anni la filosofia della strategia terapeutica sta cambiando a favore di tecniche più conservative come la dissezione extracapsulare (ECD) del tumore che prevede l’asportazione del tumore insieme ad una piccola porzione di ghiandola salivare sana. Grazie a questa tecnica il tessuto ghiandolare salivare viene quasi completamente risparmiato, la fascia della parotide viene richiusa evitando il rischio della sindrome di Frey (sudorazione della zona operata quando si mangia), l’estensione dell’incisione cutanea è ridotto al minimo con risultato estetico estremamente apprezzabile. Condizione essenziale per affrontare questo intervento è che la lesione sia singola e mobile e posizionata nella porzione laterale della ghiandola. Studi recenti di meta-analisi statistica hanno evidenziato che la tecnica ECD ha lo stesso numero di recidive della tecnica di parotidectomia superficiale ed un minor numero di complicanze post-operatorie. Infine uno studio recente ha dimostrato come l’attività secretoria salivare sia conservata più che con le altre tecniche. In conclusione, grazie all’utilizzo di tecniche più conservative come la dissezione extracapsulare (ECD) è possibile coniugare la sicurezza oncologica, la funzionalità secretoria della ghiandola salivare e l’estetica attraverso incisioni cutanee veramente piccole e poco visibili.

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Per ulteriori informazioni leggete i seguenti articoli:

McGurk M, et al. Extracapsular dissection for clinically benign parotid tumours – the increasing evidence for extracapsular dissection. Br J Cancer 2003.

Park et al. Preservation of salivary function following extracapsular dissection for tumors of the parotid gland. J Oral Maxillofac Surg 2018;

Albergotti WG, et al. Extracapsular dissection for benign parotid tumors: a meta-analysis. The Laryngoscope 2012;

Bar et al. Paradigm shift in surgery for benign parotid tumors: 19 years of experience with almost 3000 cases. The Laryngoscope 2019;

Zhang et al. Cosmetic approach selection in parotidectomy for benign parotid gland tumour according to its location. J Plast Rec Aesth Surg 2020.

 

Tumori salivari: il dilemma della diagnosi preoperatoria

I tumori salivari si dividono in benigni e maligni; i tumori benigni più frequenti sono rappresentati dall’adenoma pleomorfo (che rappresenta in assoluto il tumore salivare più comune) e dal cistoadenolinfoma o t. di Whartin. Il 14-27%  di tutti i tumori parotidei sono maligni ed il 30% di tutti i tumori sottomandibolari sono maligni. I tumori maligni parotidei più rappresentati sono il carcinoma adenoido-cistico ed il carcinoma mucoepidermoide. Sino ad un recente passato le proposte di chirurgia per la cura di questi tumori erano essenzialmente quattro: scialoadenectomia sottomandibolare, parotidectomia totale, parotidectomia superficiale o laterale, enucleoresezione. Negli ultimi anni si sono diffuse tecniche meno aggressive e quindi più conservative (per esempio dissezione extracapsulare – ECD, parotidectomia laterale parziale, asportazione del solo lobo profondo della parotide) per la cura non solo dei tumori benigni ma anche di quelli maligni. Si impone pertanto che la diagnosi preoperatoria di questi tumori basata tradizionalmente sulla radiologia (ecografia, risonanza magnetica) e sulla citologia (agoaspirato eco-guidato – FNAC) sia quanto più precisa possibile in modo tale da ridurre al minimo il rischio di recidive. Una risposta valida viene data oggi dalla core needle biopsy – CNB eco-guidata la quale, utilizzando aghi più grandi (17-20 gauge) rispetto agli aghi utilizzati nell’agoaspirato (22-25 gauge), consente di ottenere un pezzo di tessuto con architettura istologica preservata. Le due tecniche sono entrambe valide nel distinguere un tumore da una forma non tumorale. La CNB è invece superiore nel distinguere tra un tumore benigno ed un tumore maligno e soprattutto riesce in molti casi a fornire informazioni sul grado del tumore maligno (basso grado vs alto grado). La CNB è utile infine per la diagnosi di linfoma. Unico limite rappresentato dalla CNB è la necessità, in alcuni casi, di eseguire una anestesia locale (cosa non necessaria per il FNAC). Per ulteriori notizie leggete questo articolo recente.

Preoperative diagnostic of parotid gland neoplasms: fine-needle aspiration cytology or core needle biopsy?

Zbären P, Triantafyllou A, Devaney KO, Poorten VV, Hellquist H, Rinaldo A, Ferlito A.

Eur Arch Otorhinolaryngol. 2018 Nov;275(11):2609-2613.