Modern management of paediatric obstructive salivary disorders: long-term clinical experience. Capaccio P, Canzi P, Gaffuri M, Occhini A, Benazzo M, Ottaviani F, Pignataro L. Acta Otorhinolaryngol Ital. 2017 Apr;37(2):160-167. doi: 10.14639/0392-100X-1607.


La moderna terapia dei disordini salivari ostruttivi pediatrici.

I miglioramenti tecnologici nel campo della testa e del collo hanno modificato le strategie diagnostiche e terapeutiche per i disordini salivari. La diagnosi è ora basata sull’eco color doppler, sulla scialo-risonanza magnetica e sulla TC cone beam 3D; la litotrissia extra- ed intracorporea, la scialoendoscopia interventistica e la chirurgia scialoendoscopico-assistita sono utilizzate come procedure mini-invasive e conservative per la preservazione funzionale d’organo malato. Abbiamo valutato i risultati della nostra esperienza a lungo termine nel trattamento dei disordini salivari pediatrici. Lo studio ha coinvolto 66 bambini (38 femmine) con sintomi ostruttivi causati da parotite ricorrente giovanile (JRP) (32), calcoli (20), ranule (9), e stenosi duttali (5). 45 pazienti sono stati sottoposti a scialoendoscopia interventistica per JRP, calcoli e stenosi, 12 ad un ciclo di litotrissia extracorporea, 3 a chirurgia transorale scialoendoscopico-assistita, uno ad un drenaggio, 6 a marsupializzazione, e due a sutura della ranula. Tre bimbi sono stati sottoposti a litotrissia combinata a scialoendoscopia, e 7 ad una procedura secondaria. Risultati favorevoli sono stati ottenuti nel 90,9% dei casi. Nessun paziente è stato sottoposto a chirurgia tradizionale mediante scialoadenectomia nonostante la persistenza di modesti sintomi ostruttivi in 6 pazienti. Non è stata osservata alcuna complicanza maggiore. Adottando un work-up diagnostico basato su eco doppler, scialo-RMN e TC cone beam 3D i piccoli pazienti affetti da disordini ostruttivi salivari possono essere sottoposti in modo miniinvasivo a tecniche quali litotrissia extra- ed intracorporea, scialoendoscopia interventistica e chirurgia transorale scialoendoscopico-assistita; questo approccio garantisce un risultato favorevole nella maggior parte dei pazienti, evitando così il ricorso alla scialoadenectomia invasiva consentendo così la conservazione della ghiandola coinvolta.

Adenoidectomia endoscopica nei bambini affetti da otite media effusiva e ipoacusia lieve.


Clin Exp Otorhinolaryngol. 2016 Mar;9(1):33-8. doi: 10.21053/ceo.2016.9.1.33. Epub 2016 Mar 7.

Il trattamento chirurgico dei bambini affetti da otite media cronica effusiva (OME) include il drenaggio transtimpanico o l’adenoidectomia, da sola o associata alla miringocentesi con inserzione di tubo. Lo scopo dello studio è stato quello di comparare l’efficacia della adenoidectomia endoscopico-assistita transorale con microdebrider e l’adenoidectomia tradizionale nel trattamento dei bambini affetti da ipoacusia lieve dovuta all’OME ed all’adenoidite cronica.

Lo studio controllato, prospettico, in doppio cieco, ha coinvolto 120 pazienti di età variabile tra i 4 ed i 12 anni, i quali sono stati randomizzati 1:1 per essere sottoposti ad adenoidectomia endoscopica transorale vs adenoidectomia tradizionale in anestesia generale. Tutti i pazienti sono stati sottoposti a valutazione ORL, comprendente fibroscopia rinofaringea, otoscopia pneumatica, otomicroscopia, timpanometria, audiometria tonale sovraliminare, all’arruolamento, e tre e nove mesi dopo l’intervento.

Non sono state osservate differenze significative in età e sesso tra i due gruppi. Entrambe le procedure hanno portato ad un miglioramento significativo nella pervietà coanale (p<0.01) ed in tutti i parametri otologici ed audiologici (p<0.01) 3 e 9 mesi dopo l’intervento, sebbene l’endoscopia rinofaringea abbia mostrato che la percentuale media di ostruzione residua coanale risultava significativamente inferiore nel gruppo sottoposto ad adenoidectomia endoscopica (p=0.02). Non è stata osservata differenza significativa nei due gruppi nella percentuale di bambini con modificazioni della membrana timpanica, ma la prevalenza di bambini con timpanogramma B nel postoperatorio risultava significativamente inferiore nel gruppo sottoposto ad adenoidectomia endoscopica dopo 3 e 9 mesi (p=0.05 e p=0.02), così come la percentuale di bambini con ipoacusia trasmissiva lieve (p<0.01 e p p<0.01).

Sebbene entrambe le tecniche siano efficaci nel curare i bambini affetti da ipoacusia trasmissiva lieve dovuta all’ipertrofia adenoidea ed all’otite media effusiva, la tecnica endoscopica transorale con microdebrider garantisce una riduzione maggiore del tessuto adenoideo residuo e migliori risultati audiologici.

Asportazione transorale scialoendoscopico-assistita dei calcoli ilo-parenchimali sottomandibolari: risultati chirurgici e score soggettivi.


Acta Otorhinolaryngol Ital. 2017 Apr;37(2):122-127. doi: 10.14639/0392-100X-1601.

E’ stato suggerito che l’approccio conservativo transorale ai calcoli sottomandibolari duttali prossimali o ilo-parenchimali sia da considerare una alternativa valida alla chirurgia tradizionale basata sulla scialoadenectomia. Lo scopo dello studio è stato quello di valutare i risultati chirurgici, ecografici, e soggettivi dei pazienti sottoposti a chirurgia conservativa transorale. Tra il gennaio 2003 ed il settembre 2105, la chirurgia transorale scialoendoscopico-assistita è stata eseguita in 479 pazienti affetti da litiasi palpabile sintomatica di diametro superiore ai 7 mm in anestesia generale. Tutti i pazienti sono stati seguiti clinicamente ed ecograficamente per valutare la risoluzione dei sintomi e la ricorrenza di litiasi, e sono stati intervistati telefonicamente per valutare i risultati soggettivi correlati alla salivazione con un questionario. I calcoli sono stati asportati in 472 pazienti (98,5%); i 7 (1,5%) fallimenti riguardavano calcoli puri parenchimali. Un anno dopo la procedura, 408 pazienti (85,1%) erano asintomatici, 59 (12,3%) presentavano sintomatologia ostruttiva ricorrente (11,2%) e 12 (2,6%) infezioni ricorrenti. Dei 54 pazienti con recidiva di litiasi (11,2%), 52 sono stati sottoposti ad una seconda procedura: 29 hanno eseguito una scialoendoscopia interventistica, 2 pazienti sono stati sottoposti a litotrissia intracorporea pneumatica in scialoendoscopia, 8 hanno eseguito una seconda chirurgia transorale di estrazione, 6 un ciclo di litotrissia salivare extracorporea e 7 sono stati sottoposti a scialoadenectomia sottomandibolare. La maggior parte dei pazienti (75,2%) hanno riportato un modesto dolore post-operatorio. La sintomatologia era migliorata nel 94,8% dei pazienti dopo la terapia secondaria e, alla fine del follow-up, è stato possibile preservare la ghiandola nel 98,5% dei pazienti. La tecnica di asportazione transorale scialoendoscopico-assistita dei calcoli grandi ilo-parenchimali sottomandibolari è sicura, efficace, conservativa, econsente la preservazione funzionale del sistema duttale e del parenchima salivare consentendo l’accesso dalla via naturale mediante la tecnica scialoendoscopica nel caso di recidiva. La combinazione dell’approccio transorale con altre tecniche mininvasive e conservative garantisce la risoluzione dei sintomi e la clearance del sistema duttale salivare nella maggior parte dei pazienti.

La scialoendoscopia interventistica combinata alla terapia duttale steroidea per le scialoadeniti ricorrenti nella sindrome di Sjogren: risultati di un trial pilota monocentrico.


Clin Otolaryngol. 2017 Jun 5. doi: 10.1111/coa.12911. [Epub ahead of print]

Capaccio P1Canzi P2Torretta S3Rossi V2Benazzo M2Bossi A4Vitali C5,6Cavagna

L7Pignataro L3.

Valutazione dell’efficacia della scialoendoscopia interventistica da sola o combinata alle irrigazioni duttali steroidee nei pazienti con scialoadeniti da sindrome di Sjogren. Noi abbiamo incluso 22 pazienti con SS di cui 12 sottoposti a scialoendoscopia interventistica seguita da irrigazioni duttali steroidee e 10 sottoposti a sola scialoendoscopia interventistica. Sono stati considerati: numero di episodi di tumefazione ghiandolare, prevalenza dei pazienti con tumefazione ghiandolare valutata mediante dominio specifico, indice di attività di malattia EULAR (ESSDAI), gravità del dolore mediante scala VAS, gravità della xerostomia e di altri sintomi valutata mediante indice riportato dai pazienti EULAR (ESSPRI), ed il questionario sulla xerostomia. La riduzione postoperatoria del numero medio di di episodi di tumefazione ghiandolare  è risultato dell’87% e del 75% nei gruppi A e B, rispettivamente. La percentuale dei pazienti con tumefazione ghiandolare si è ridotta dal 41,7% a 0 nel gruppo A e dal 30% a 0 nel gruppo B. la maggior parte dei pazienti hanno manifestato un miglioramento clinico soggettivo documentato dalla riduzione statisticamente significativa del dolore postoperatorio VAS (gruppo A p<0.001; gruppo B p=.004), della xerostomia (P<.001 e P=.003) e degli score ESSPRI (P<.001 e P=.008). La scialoendoscopia interventistica seguita dalle irrigazioni duttali steroidee è risultata più efficace della sola scialoendoscopia interventistica, considerando i parametri di dolore VAS, xerostomia e ESSPRI prima e dopo la procedura analizzati con test multivariato di Hotelling (P=.0173). Questo studio pilota conferma che la scialoendoscopia interventistica con le irrigazioni duttali steroidee riduce significativamente il numero di episodi dolorosi di scialoadenite  e migliora la sensazione soggettiva di secchezza orale e gli altri sintomi di malattia nei pazienti con SS. I risultati dello studio suggeriscono anche che il miglioramento è maggiore quando la scialoendoscopia interventistica si combina al ciclo di irrigazioni duttali steroidee. Sono necessari ampi studi controllati randomizzati per confermare questi dati preliminari.

 

La Risonanza Magnetica nella sordità neurosensoriale improvvisa. Tempo di parlarne.


AJNR Am J Neuroradiol. 2017 Aug;38(8):1475-1479. doi: 10.3174/ajnr.A5230. Epub 2017 May 25.

Conte G1Di Berardino F2Sina C3Zanetti D2Scola E3Gavagna C3Gaini L4Palumbo G5Capaccio P4Triulzi F3,6.

La sordità neurosensoriale improvvisa viene definita come la perdita di udito acuta di tipo neurosensoriale di almeno 30 decibel su 3 frequenze contigue che si manifesta entro 72 ore. Sebbene siano stati proposti diversi fattori causali, la perdita di udito neurosensoriale è ancora oggi considerata idiopatica nel 71-85% dei casi, e le terapie sono empiriche, non basate sulla eziologia. La risonanza magnetica con sequenze 3D FLAIR ha favorito nuove evidenze sull’eziologia della sordità neurosensoriale improvvisa. In questo lavoro noi raccontiamo il trattamento attuale dei pazienti con sordità improvvisa, dalla diagnosi clinica iniziale alle strategie terapeutiche ed al work-up diagnostico. Noi abbiamo posto l’attenzione principalmente sulla valutazione RMN ed abbiamo discusso la rilevanza che i riscontri radiologici della RMN potrebbero avere per la cura del paziente, identificando prospettive diverse per la ricerca clinica futura.

Analisi del 2014


I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 54.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 20 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Generazione di trombina nei pazienti affetti da sordità improvvisa idiopatica


Thromb Res. 2014 Mar 21. pii: S0049-3848(14)00161-3. doi: 10.1016/j.thromres.2014.03.031. [Epub ahead of print]

Thrombin generation in patients with idiopathic sudden sensorineural hearing loss.

La patogenesi della sordità improvvisa neurosensoriale è ancora sconosciuta. Il riarrangiamento emostatico sistemico determinante una occlusione vascolare locale potrebbe essere uno dei meccansimi patogenetici. Sono stati studiati 41 pazienti e 48 soggetti normali. Abbiamo misurato la generazione della trombina in presenza o assenza di trmbomodulina nel plasma ricco e povero di piastrine mediante un nostro metodo di generazione di trombina automatizzata calibrato, che dovrebbe mimare in modo migliore rispetto ai test dicoagulazione convenzionale il bilancio della coagulazione operante in vivo. E’ stata inoltre eseguita l’analisi del DNA dei genotipi protrombotici più comuni come il fattore V di Leiden, il gene per la protrombina G20210A, il gene MTHFR, o il gene per le piastrine GPIIIa A1/A2. I pazienti hanno generato tanta trombina quanta nei controlli sia nel plasma ricco che povero di piastrine e la frequenza dei genotipi protrombotici più comuni è risultata simile nei pazienti e nei controlli. I risultati suggeriscono che la patogenesi della sordità improvvisa idiopatica non è dovuta ad una ipercoagulabilità ematica sistemica. Altri fattori tra i quali anomalie vascolari locali, infezioni virali, meccanismi immune-mediati o anomalie dell’orecchio interno e del sistema nervoso centrale dovrebbero essere considerati per spiegare tale disordine audiologico.