Insolite manifestazioni otolaringologiche di infezioni sistemiche batteriche e fungine nei bambini


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20114153

Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2009 Dec;73 Suppl 1:S33-7.

Pignataro L, Torretta S, Capaccio P, Esposito S, Marchisio P.

Le infezioni fungine e batteriche sistemiche possono talvolta presentare manifestazioni locali nel distretto otolaringologico la cui immediata identificazione può essere utile nello stabilire una diagnosi corretta ed un trattamento più appropriato. Questo lavoro ripercorre la letteratura riguardo le malattie sistemiche fungine e batteriche con manifestazioni ORL nella popolazione pediatrica. La sezione sulle infezioni sistemiche batteriche include la malattia da graffio di gatto, la borreliosi di Lyme, l’actinomicosi, la sindrome di Lemierre e la sifilide congenita mentre la sezione sulle infezioni fungine sistemiche include la candidiasi, l’aspergillosi e l’istoplasmosi. I pediatri e gli specialisti ORL dovrebbero considerare tali malattie nella valutazione diagnostica differenziale in età pediatrica al fine di poterle trattare efficacemente ed evitare la diffusione sistemica del processo infettivo.

La valutazione clinica dell’ostruzione adenoidea basata sull’indice di ostruzione nasale non è più utile nei bambini


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20115981

Otolaryngol Head Neck Surg. 2010 Feb;142(2):237-41.

Marchisio P, Torretta S, Capaccio P, Esposito S, Dusi E, Nazzari E, Bossi A, Pignataro L, Principi N.

Obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’accuratezza della valutazione clinica dell’ostruzione adenoidea basata sullo score standardizzato del grado di respirazione orale e di vocalizzo nasale (indice di ostruzione nasale (NOI) rispetto alla fibroendoscopia nasale. Sono stati sottoposti a studio bambini di età compresa tra 3 ed i 12 anni con sospetta ostruzione adenoidea sulla base di episodi ricorrenti e persistenti di otite media o di respirazione nasale ostruttiva. Al fine di valutare il grado di ipertrofia adenoidea sono stati eseguiti la visita ORL, i test allergici, la misurazione del NOI, la fibroendoscopia nasale. La corrispondenza tra il NOI e l’ipertrofia adenoidea è stata valutata sia complessivamente che mediante suddivisione in sottogruppi clinici. Sono stati inclusi nello studio 202 bambini di cui il 54,9% con patologia otologica ed il 45,9% con respirazione orale ostruttiva. La maggior parte dei bambini (79,2%) mostrava una ostruzione nasale lieve o moderata. L’ipertrofia adenoidea variava tra l’assenza di ostruzione (18%) ed una ostruzione grave (38%). Non vi era sostanziale corrispondenza tra il NOI ed il grado di ostruzione adenoidea nella popolazione pediatrica considerata complessivamente e suddivisa in sottogruppi. I falsi positivi sono risultati significativamente più frequenti nei bimbi allergici (50%) rispetto ai non allergici (22,4%). La valutazione clinica basata sul NOI è incapace di predire in modo accurato il grado di ostruzione adenoidea. Nei bambini con ostruzione clinica nasale non spiegabile con il grado ostruzione adenoidea, il clinico dovrebbe considerare l’allergia nasale quale causa di maggiore ostruzione anteriore.

Nuovi dati sull’otite media infettiva


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20152074

Int J Immunopathol Pharmacol. 2010 Jan-Mar;23(1 Suppl):20-3.

Marchisio P, Bianchini S, Capaccio P, Esposito S, Fusi M, Nazzari E, Torretta S, Principi N.

L’otite media è una patologia multifattoriale; essa rappresenta un problema sanitario importante, essendo la più comune diagnosi in età pediatrica caratterizzata peraltro da una morbilità immediata ed a lungo termine. Per anni le conoscenze riguardo i fattori di rischio e la microbiologia dell’otite media sono rimaste immutate. Recentemente sono emersi nuovi dati riguardo gli aspetti microbiologici. Tali conoscenze possono contribuire allo sviluppo ed alla implementazione delle strategie preventive e terapeutiche.

Fattori di rischio protrombotici acquisiti e genetici nella sordità improvvisa


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17334320

Laryngoscope. 2007 Mar;117(3):547-51.

Capaccio P, Ottaviani F, Cuccarini V, Bottero A, Schindler A, Cesana BM, Censuales S, Pignataro L.

La sordità neurosensoriale improvvisa idiopatica è una condizione relativamente frequente e diversi meccanismi eziopatogenetici sono stati ipotizzati quali infezioni virali, malattie autoimmune, ed eventi ischemici; tuttavia, quale che sia la causa, un’alterata perfusione cocleare sembra essere l’evento più importante. Recentemente alcuni fattori di rischio pro trombotici ereditari con le alterazioni genetiche associate sono stati correlati ai disordini vascolari. Al fine di investigare i meccanismi della trombosi vascolare del’orecchio interno che portano alla sordità improvvisa abbiamo esaminato in 100 pazienti con SI ed in 200 volontari sani la presenza di fattori di rischio pro trombotici acquisiti o ereditari. Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad esami ematici, tra i quali i geni MTHFR C677T e A1298C, gene per la protrombina G20210A, gene per le piastrine GlyIIIaA1/A2, fattore V Leiden G1691A, fibrinogeno, colesterolemia, omocisteinemia, folatemia. Il DNA genomico è stato isolato dai globuli bianchi del sangue periferico con metodi standard, e le mutazioni genetiche sono state studiate mediante analizzatore LightCycler del DNA e la reazione PCR. Una associazione statisticamente significativa è stata osservata tra la sordità improvvisa ed i polimorfismi genetici di MTHFR C677T/A1298C, la transizione G20210A della protrombina, e le mutazioni del gene per le piastrine GIyIIIa e del fattore V Leiden G1691A. Inoltre, i pazienti con SI hanno mostrato livelli di fibrinogeno, colesterolo, e omocisteina significativamente più alti e livelli di folati significativamente più bassi dei controlli sani (p<.0001). L’associazione tra i fattori pro trombotici acquisiti e genetici e la sordità improvvisa suggerisce che il danno micro vascolare favorente la SI può essere determinato da un meccanismo multifattoriale. Tutti i pazienti con SI dovrebbero essere sottoposti ad uno studio ematologico comprensivo dei fattori pro trombotici genetici ed acquisiti, includendo i polimorfismi del gene MTHFR, la transizione del gene per la protrombina, e le mutazioni del gene per le piastrine e del fattore V di Leiden, al fine di identificare un gruppo di soggetti a più alto rischio di ricorrenza della sordità improvvisa.

Valutazione comparativa mediante ecografia, scialo-risonanza magnetica, e video endoscopia salivare dei disordini duttali salivari


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18478832

Ann Otol Rhinol Laryngol 2008;117:245-252

Capaccio P, Cuccarini V, Ottaviani F, Minorati D, Sambataro, Cornalba P, Pignataro L

I disordini dei dotti salivari sono la seconda causa più comune di ostruzione dopo i calcoli. La scialo risonanza magnetica è stata recentemente proposta come metodica diagnostica in un gruppo eterogeneo di disordini salivari, e perciò la abbiamo comparata con l’endoscopia salivare nella valutazione delle stenosi e delle scialectasie (dilatazioni) in 24 pazienti con sintomi ostruttivi e risultati ecografici negativi per calcoli o neoformazioni. Tutti i pazienti (19 con ricorrenza di tumefazione parotidea mono o bilaterale e 5 con ricorrenza di tumefazione sottomandibolare) sono stati sottoposti ad eco color Doppler dinamico delle ghiandole salivari ed a scialo-RMN dinamica con stimolazione della saliva mediante limone; 18 pazienti sono stati sottoposti a endoscopia salivare. L’ecografia e l’eco color Doppler hanno mostrato dilatazione dei dotti salivary in tutti I pazienti (bilaterali in 5 con stenosi parotidea). La scialo-RMN ha confermato la dilatazione duttale e la stenosi in tutti i pazienti, ed ha rivelato la presenza simultanea di calcoli in 4 casi. In 4 casi è stato diagnosticato uno scialocele. Nei pazienti che hanno eseguito l’endoscopia salivare sono stati confermati i riscontri della scialo-RMN. Non sono stati osservati effetti collaterali. La scialo-RMN eseguita dopo una ecografia preliminare consente una diagnosi adeguata dei disordini dei dotti salivari quali stenosi e scialectasie, come confermato dai riscontri obiettivi dell’endoscopia salivare. La scialo-RMN rende inoltre possible la visualizzazione del sistema duttale salivare sino alle diramazioni terziarie e, pertanto, può essere considerate una valida metodica non invasive per la valutazione dei disordini dei dotti salivari.

Disfagia e tumefazione sottomandibolare


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20807908

JADA 2010;141: 1089-1093

Pagani D, Capaccio P, Balzani A, Pignataro L

In questo studio viene descritta una manifestazione atipica della sindrome di Eagle ovvero l’associazione di tumefazione sottomandibolare e disfagia. La sindrome di Eagle si manifesta di solito con dolore e disturbo alla deglutizione associati a sensazione di corpo estraneo e dolore facciale con irradiazione alla mastoide ed all’orecchio. Tale sindrome è di solito dovuta ad esiti di tonsillectomia oppure alla riduzione dell’elasticità dei tessuti molli e dei tendini dovuta all’età. La diagnosi è radiologica (TC e RMN) mediante la conferma dell’allungamento del processo stiloideo o la calcificazione del legamento stilo ioideo.

L’asportazione trans orale dei calcoli ilo-parenchimali sottomandibolari: un’esperienza clinica a lungo termine


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21298387

Eur Arch Otorhinolaryngol. 2011 Jul;268(7):1081-6

Capaccio P, Clemente IA, McGurk M, Bossi A, Pignataro L.

Il trattamento tradizionale dei calcoli ilo-parenchimali sottomandibolari si basa sulla scialoadenectomia ovvero l’asportazione della ghiandola salivare affetta. Recentemente, sono state sviluppate diverse tecniche conservative e mini-invasive per la cura dei calcoli sottomandibolari. Ci siamo proposti di valutare l’efficacia dell’asportazione chirurgica transorale dei calcoli grandi iloparenchimali monitorando il trend di recidivanza mediante follow-up clinico ed ecografico. 84 pazienti consecutivi con calcoli ilari o iloparenchimali sottomandibolari superiori ai 7 mm sono stati sottoposti ad asportazione transorale chirurgica in anestesia generale. In 8 pazienti è stata eseguita una procedura video endoscopica assistita. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad ecografia ed ecocolor doppler delle ghiandole salivari per definire la posizione esatta (ilare o parenchimale) ed il diametro del calcolo. La procedura chirurgica ha avuto successo in tutti i pazienti tranne uno. La ricorrenza dei calcoli è stata osservata in 16 pazienti ma sintomi ostruttivi sono stati osservati in soli 12 pazienti durante un follow-up mediano di 52 mesi. Il rischio di recidiva è risultato più elevato nei pazienti che erano stati sottoposti precedentemente a litotrissia salivare extracorporea. L’asportazione conservativa trans orale dei calcoli grandi ilo-parenchimali sottomandibolari è una procedura sicura ed efficace. Sono necessari ulteriori studi con follow-up più lungo per confermare il rischio di recidivanza dei calcoli.

Iniezioni di grasso per la cura della sindrome di Frey post-parotidectomia. Una nota di tecnica.


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21458286

J Craniomaxillofac Surg. 2011 Mar 30. [Epub ahead of print]

Torretta S, Pignataro L, Capaccio P, Brevi A, Mazzola R.

La syndrome di Frey (sudorazione profuse ed arrossamento della cute nell’area innervate dal nervo auricolotemporale) è una frequente e spiacevole complicanza della parotidectomia. L’iniezione di grasso può essere utile nel prevenire la diffusione delle neo-anastomosi nervosa alle ghinadole sudoripare che sono responsabili della sindrome ma sinora non è mai stata utilizzata. Descriviamo l’utilizzo delle iniezioni di grasso nella ghiandola parotide di 4 pazienti con sindrome di Frey post-parotidectomia. Tutti pazienti hanno avuto un miglioramento clinico e soggettivo, sebbene sia rimasta una minima sudorazione. Non sono stati osservati effetti collaterali durante la procedura né danni al n. facciale. In base all’esperienza acquisita l’iniezione mini-invasiva di grasso può essere considerata per il trattamento della sindrome di Frey, ma I pazienti devono essere avvisati della possibilità di dover procedere ad un ritocco per ottenere un risultato definitivo.

Stato ossidativo sbilanciato nella sordità neurosensoriale idiopatica improvvisa


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21706323

Eur Arch Otorhinolaryngol. 2011 Jun 26. [Epub ahead of print]

Capaccio P, Pignataro L, Gaini LM, Sigismund PE, Novembrino C, De Giuseppe R, Uva V, Tripodi A, Bamonti F.

Un’alterata perfusione cocleare sembra essere un evento eziopatogenetico importante nella sordità improvvisa neurosensoriale idiopatica. Recentemente, lo stress ossidativo è stato proposto tra i fattori di rischio del danno micro vascolare. Questo studio osservazionale si è proposto di valutare il possibile ruolo dello stress ossidativo nella sordità improvvisa. In 39 pz. Con sordità improvvisa idiopatica (SII) ed in 70 soggetti sani sono state misurate le concentrazioni nel siero delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) e la capacità antiossidante totale (TAC) mediante analisi spettrofotometrica con analizzatore FREE (Diacron International, Italy). Inoltre, è stato calcolato l’indice di stress ossidativo globale (Oxidative-INDEX), che riflette sia la capacità ossidante che antiossidante. 25 su39 pazienti hanno mostrato uno stress ossidativo correlate ai livelli di ROS significativamente superior rispetto ai controlli (348.2 ± 84.8 vs. 306.75 ± 46.7 UCarr; p = 0.001). L’indice ossidativo globale è risultato essere significativamente superiore nei pazienti rispetto ai controlli (0.75 ± 2.4 vs. -0.0007 ± 1.28 AU, p = 0.03). Dato che lo stress ossidativo risulta determinante nella disfunzione endoteliale, i nostri dati suggerirebbero il coinvolgimento dell’alterazione vascolare nell’eziopatogenesi della sordità improvvisa idiopatica.

Il ruolo della scialoadenectomia nella ostruzione delle ghiandole salivari nell’era della endoscopia e della litotrissia salivare


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19962013

Otolaryngol Clin North Am. 2009 Dec;42(6):1161-71, Table of Contents.

Capaccio P, Torretta S, Pignataro L.

Le ostruzioni dei dotti salivari sono comuni tanto da rappresentare I disordini salivari non tumorali più frequenti negli adulti. I calcoli salivari sono la causa più frequente di ostruzione. La scialoadenectomia transcervicale invasive tradizionale è ancora la metodica terapeutica più diffusamente utilizzata per la cura della malattie ostruttive ilo-parenchimali nonostante la ben nota morbilità correlata alle sequele funzionali, neurologiche ed estetiche. Tuttavia, I progressi nel campo radiologico, dei sistemi ottici ed endoscopici, e l’introduzione di opzioni terapeutiche mininvasive hanno favorite lo sviluppo di tecniche conservative con preservazione della ghiandola tra le quail la litotrissia salivare extracorpoea, l’endoscopia operativa, la rimozione dei calcoli video-assistita transorale e trans cervicale, la riabilitazione duttale endoscopica o radiologica interventista. Adottando un approccio mini-invasivo e multimodale, un numero significativo di calcoli (74%-100%, tecnica dipendente) possono essere asportati lasciando intatta la funzionalità del sistema salivare. Solo il 2-5% dei pazienti richiedono l’asportazione della ghiandola salivare. Tuttavia, sono necessarie valutazioni a lungo termine della recidiva ostruttiva sintomatica per confermare il ruolo di questo approccio conservativo e identificare il ruolo residuo della scialoadenectomia.