La terapia botulinica: un’allettante proposta per la cura dei disordini secretori salivari


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18722890

Am J Otolaryngol. 2008 Sep-Oct;29(5):333-8

Capaccio P, Torretta S, Osio M, Minorati D, Ottaviani F, Sambataro G, Nascimbene C, Pignataro L.

Scopo dello studio è stato quello di studiare la fattibilità e l’efficacia della terapia botulinica nei disordini secretori salivari. Abbiamo trattato 24 pazienti con tossina botulinica tipo A per scialorree, fistole salivari, scialoceli, parotiti ricorrenti, e sindrome di Frey; ogni ghiandola parotide e sottomandibolare ha ricevuto tra le 25 e Ie 60, e tra Ie 10 e Ie 40 unità, rispettivamente, per ogni seduta. Tutti i pazienti fatta eccezione per quelli affetti da s. di Frey, sono stati sottoposti a eco color doppler delle ghiandole salivari (Hitachi H 21; frequency, 7.5 MHz, Scanner, Kashiwa, Japan), ed il test di Minor è stato eseguito nelle s. di Frey; in casi selezionati sono state eseguite la scialo-RMN e la video endoscopia salivare. Il follow-up includeva una valutazione clinica ed ecografica ed il test di Minor. Un miglioramento clinico è stato osservato in tutti i pazienti: recupero clinico completo in 12 casi, subtotale in 6, e parziale in 6. Il test di autovalutazione redatto dai pazienti ha evidenziato la cessazione della sudorazione dal decimo giorno in poi nei pz. con s. di Frey. La tossina botulinica perdeva di efficacia dopo circa 4 mesi, necessitando ulteriori iniezioni in particolare per la scialorrea. Non sono stati osservati effetti collaterali importanti fatta eccezione per un caso di paresi transitoria della branca inferiore del nervo facciale in una paziente con una concomitante neuropatia diabetica autonomica. I nostri dati suggeriscono che la terapia botulinica è valida per la cura non chirurgica dei disordini secretori salivari; l’utilizzo del monitoraggio mediante eco color doppler garantisce la sicurezza della procedura.

Sindrome della bocca bruciante: il ruolo dell’ipersensibilità da contatto


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19302167

Oral Dis. 2009 May;15(4):255-8.

Marino R, Capaccio P, Pignataro L, Spadari F.

La sindrome della bocca bruciante (BMS) è una sensazione di bruciore che interessa la mucosa orale in assenza di segni clinici o lesioni della mucosa orale. Alcuni studi hanno suggerito che la sindrome della bocca bruciante potrebbe essere causata dai metalli utilizzati nelle protesi dentarie, ad esempio i monomeri di acrilato, gli additivi e gli agenti profumati, sebbene in altri studi non sia stato evidenziato il ruolo eziologico dell’ipersensibilità ai materiali odontoiatrici. E’ stata valutata l’estensione e la gravità delle reazioni avverse ai materiali dentari in un gruppo di pazienti affetti da sindrome della bocca bruciante e studiato il possibile ruolo dell’allergia da contatto nella patogenesi della BMS. Sono stati studiati prospetticamente 124 pazienti consecutivi con BMS (108 maschi; età media 57 anni, range 41-83), sottoposti a patch test tra il 2004 ed il 2007. 16 pazienti (13%) hanno mostrato una reazione positive al patch test e sono stati classificati come BMS tipo 3 o come BMS secondaria (classificazioni di Lamey e  Scala). Sebbene non sia stata rilevata una associazione statisticamente significativa tra i pazienti e la reazione al patch test, nella valutazione dei pazienti con bruciore orale intermittente senza evidenti segni clinici occorrerebbe includere, tra i test diagnostici, l’ipersensibilità ai componenti dentari.

“Outcome” della tonsillectomia in pazienti selezionati con sindrome PFAPA


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19528401

Arch Otolaryngol Head Neck Surg. 2009 Jun;135(6):548-53.

Pignataro L, Torretta S, Pietrogrande MC, Dellepiane RM, Pavesi P, Bossi A, Drago L, Capaccio P.

Obiettivo dello studio è stato quello di valutare la fattibilità di un trattamento integrato medico-chirurgico e l’efficacia della tonsillectomia nei bambini affetti da sindrome PFAPA (febbre periodica, stomatite aftosa, faringite, linfoadenopatia cervicale). Dei 30 pazienti valutati per febbre periodica, sono stati inclusi 18 bambini con sindrome PFAPA. I pazienti sono stati sottoposti a valutazione ORL e pediatrica a lungo termine, con diario mensile redatto dai genitori. I pazienti sono stati sottoposti alle terapie mediche tradizionali, e 9 pazienti sono stati sottoposti a tonsillectomia per assenza di recupero durevole. Tutti I pazienti operati hanno mostarto un miglioramento sintomatico, con recupero clinico completo in 5 casi (56%) e riduzione statisticamente significativa del numero e della durata degli episodi (P = .005 e P = .03) nei restanti 4 casi (44%). I risultati dell’analisi molecolare dei campioni di tonsille sono risultati negativi per la presenza di batteri tranne che in un caso. Gli otorinolaringoiatri dovrebbero essere in grado di riconoscere la sindrome PFAPA,per la quale la gestione terapeutica consiste in un prolungato follow-up pediatrico ed otorinolaringoiatrico, con ricorso alla chirurgia solo dopo il fallimento della terapia medica tradizionale.

Un caso insolito di massa parotidea in un soggetto immunocompetente: sarcoma di Kaposi classico


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19579875

Tumori. 2009 Mar-Apr;95(2):248-50.

Pagani D, Bellinvia M, Capaccio P, Scoppio B, Brambilla L, Pignataro L.

Il sarcoma di Kaposi (KS) è un tumore vascolare mediato da un virus che di solito ha una origine multifocale, con noduli vascolari multipli nella pelle e negli altri organi, in particolare il trattao gastrointestinale. Sono state descritte quattro varianti del KS: HIV-associati, Africano, iatrogeno, e classico. Il sarcoma di kaposi classico primario della testa e del collo è comunque raro, ma il KS che origina nei linfonodi, specialmente senza coinvolgimento cutaneo, è eccezionalmente raro. Descriviamo un caso di un uomo di 71 anni immunocompetente con una storia di una tumefazione lentamente progressiva da 3 mesi nella regione parotidea destra. Dopo la parotidectomia e la diagnosi istopatologica di localizzazione linfonodale di KS, la valutazione dermatologica non aveva rivelato lesioni cutanee, e tutti gli esami diagnostici radiologici risultavano negativi per altre localizzazioni. Discutiamo la peculiarità della presentazione, la diagnosi differenziale e la strategia terapeutica di questa malattia così rara.

L’”outcome” del trattamento minimamente invasivo dei calcoli salivari in 4691 pazienti


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19160432

Laryngoscope. 2009 Feb;119(2):263-8.

Iro H, Zenk J, Escudier MP, Nahlieli O, Capaccio P, Katz P, Brown J, McGurk M.

L’incidenza dei calcoli salivari è di 60 casi/milione/anno, con la maggior parte di essi localizzati nella porzione prossimale del dotto. Il trattamento attuale di questi calcoli è la scialoadenectomia. Questo lavoro descrive i risultati dei metodi minimamente invasivi per la asportazione dei calcoli che evitano l’asportazione della ghiandola salivare. Studio osservazionale di 5528 pazienti consecutivi trattati mediante litotrissia, endoscopia, rimozione con cestello, e chirurgia in 5 centri tra i 1990 ed il 2004. 567 casi sono stati esclusi, lasciando 4691 pazienti (parotidi = 1,165, sottomandibolari = 3,526) per l’analisi. I calcoli salivari sono stati eliminati in 3775/4691 (80.5%) dei casi e parzialmente eliminate in 782/4691 (16.7%). Sono state asportate 134/4691 (2.9%) ghiandole salivari in pazienti con sintomi nei quail vi era stato un fallimento del trattamento. Le tecniche minimamente invasive modificano il trattamento dei pazienti da un regime di ricovero ordinario alla Day Surgery o alla chirurgia ambulatoriale; consentono di eliminare sia i calcoli sia i sintomi e pertanto la ghiandola salivare viene asportata solo raramente.

Le mutazioni genetiche protrombotiche nei pazienti con sordità neurosensoriale improvvisa idiopatica e malattia cardiovascolare protrombotica


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19374152

Ann Otol Rhinol Laryngol. 2009 Mar;118(3):205-10.

Capaccio P, Cuccarini V, Ottaviani F, Fracchiolla NS, Bossi A, Pignataro L.

L’alterata perfusione cocleare sembra essere un evento importante nella sordità neurosensoriale improvvisa. Le mutazioni genetiche pro trombotiche sono state correlate ai disordini vascolari ed alla sordità improvvisa. Abbiamo valutato il rischio pro trombotico in 10 pazienti con sordità improvvisa che avevano sperimentato precedentemente eventi cardiovascolari al fine di supportare l’origine vascolare. 10 pazienti hanno eseguito esami ematici (MTHFR C677T/A1298C, gene protrombina G20210A, gene piastrine GlyIIIaA1/A2, e genotipo V Leiden G1691A; fibrinogeno; colesterolemia; omocisteinemia; folatemia). I risultati sono stati comparati con quelli di 100 pazienti precedentemente studiati per sola sordità improvvisa e quelli di 200 controlli sani. Il DNA è stato isolato dai globuli bianchi di sangue periferico, e le mutazioni genetiche sono state investigate mediante analisi PCR ed analizzatore del DNA LightCycler. Due pazienti avevano 2 alleli mutati, 6 pazienti 3 alleli mutati, e 2 4 alleli mutati. I livelli medi di omocisteina, colesterolo, e fibrinogeno erano al limite superiore di norma; I livelli medi di folati erano al limite inferiore di norma. Le mutazioni multiple erano più frequenti nei pazienti di questo studio rispetto ai pazienti ed ai controlli del precedente studio. L’associazione tra i fattori pro trombotici acquisiti ed ereditari nei pazienti con sordità improvvisa e malattie trombotiche in altri distretti suggerisce che un meccanismo multifattoriale sottende una alterazione micro vascolare cocleare. Lo studio ematologico, includente il gene MTHFR, il gene della protrombina, il gene per le piastrine, e il genotipo V Leiden, può aiutare a identificare pazienti a rischio potenziale di ricorrenza di sordità e malattie microvascolari multiple, e potrebbe essere utilizzato in tutti pazienti affetti da sordità improvvisa idiopatica.

Insolite manifestazioni otolaringologiche di infezioni sistemiche batteriche e fungine nei bambini


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20114153

Int J Pediatr Otorhinolaryngol. 2009 Dec;73 Suppl 1:S33-7.

Pignataro L, Torretta S, Capaccio P, Esposito S, Marchisio P.

Le infezioni fungine e batteriche sistemiche possono talvolta presentare manifestazioni locali nel distretto otolaringologico la cui immediata identificazione può essere utile nello stabilire una diagnosi corretta ed un trattamento più appropriato. Questo lavoro ripercorre la letteratura riguardo le malattie sistemiche fungine e batteriche con manifestazioni ORL nella popolazione pediatrica. La sezione sulle infezioni sistemiche batteriche include la malattia da graffio di gatto, la borreliosi di Lyme, l’actinomicosi, la sindrome di Lemierre e la sifilide congenita mentre la sezione sulle infezioni fungine sistemiche include la candidiasi, l’aspergillosi e l’istoplasmosi. I pediatri e gli specialisti ORL dovrebbero considerare tali malattie nella valutazione diagnostica differenziale in età pediatrica al fine di poterle trattare efficacemente ed evitare la diffusione sistemica del processo infettivo.

La valutazione clinica dell’ostruzione adenoidea basata sull’indice di ostruzione nasale non è più utile nei bambini


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20115981

Otolaryngol Head Neck Surg. 2010 Feb;142(2):237-41.

Marchisio P, Torretta S, Capaccio P, Esposito S, Dusi E, Nazzari E, Bossi A, Pignataro L, Principi N.

Obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’accuratezza della valutazione clinica dell’ostruzione adenoidea basata sullo score standardizzato del grado di respirazione orale e di vocalizzo nasale (indice di ostruzione nasale (NOI) rispetto alla fibroendoscopia nasale. Sono stati sottoposti a studio bambini di età compresa tra 3 ed i 12 anni con sospetta ostruzione adenoidea sulla base di episodi ricorrenti e persistenti di otite media o di respirazione nasale ostruttiva. Al fine di valutare il grado di ipertrofia adenoidea sono stati eseguiti la visita ORL, i test allergici, la misurazione del NOI, la fibroendoscopia nasale. La corrispondenza tra il NOI e l’ipertrofia adenoidea è stata valutata sia complessivamente che mediante suddivisione in sottogruppi clinici. Sono stati inclusi nello studio 202 bambini di cui il 54,9% con patologia otologica ed il 45,9% con respirazione orale ostruttiva. La maggior parte dei bambini (79,2%) mostrava una ostruzione nasale lieve o moderata. L’ipertrofia adenoidea variava tra l’assenza di ostruzione (18%) ed una ostruzione grave (38%). Non vi era sostanziale corrispondenza tra il NOI ed il grado di ostruzione adenoidea nella popolazione pediatrica considerata complessivamente e suddivisa in sottogruppi. I falsi positivi sono risultati significativamente più frequenti nei bimbi allergici (50%) rispetto ai non allergici (22,4%). La valutazione clinica basata sul NOI è incapace di predire in modo accurato il grado di ostruzione adenoidea. Nei bambini con ostruzione clinica nasale non spiegabile con il grado ostruzione adenoidea, il clinico dovrebbe considerare l’allergia nasale quale causa di maggiore ostruzione anteriore.

Nuovi dati sull’otite media infettiva


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20152074

Int J Immunopathol Pharmacol. 2010 Jan-Mar;23(1 Suppl):20-3.

Marchisio P, Bianchini S, Capaccio P, Esposito S, Fusi M, Nazzari E, Torretta S, Principi N.

L’otite media è una patologia multifattoriale; essa rappresenta un problema sanitario importante, essendo la più comune diagnosi in età pediatrica caratterizzata peraltro da una morbilità immediata ed a lungo termine. Per anni le conoscenze riguardo i fattori di rischio e la microbiologia dell’otite media sono rimaste immutate. Recentemente sono emersi nuovi dati riguardo gli aspetti microbiologici. Tali conoscenze possono contribuire allo sviluppo ed alla implementazione delle strategie preventive e terapeutiche.

Fattori di rischio protrombotici acquisiti e genetici nella sordità improvvisa


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17334320

Laryngoscope. 2007 Mar;117(3):547-51.

Capaccio P, Ottaviani F, Cuccarini V, Bottero A, Schindler A, Cesana BM, Censuales S, Pignataro L.

La sordità neurosensoriale improvvisa idiopatica è una condizione relativamente frequente e diversi meccanismi eziopatogenetici sono stati ipotizzati quali infezioni virali, malattie autoimmune, ed eventi ischemici; tuttavia, quale che sia la causa, un’alterata perfusione cocleare sembra essere l’evento più importante. Recentemente alcuni fattori di rischio pro trombotici ereditari con le alterazioni genetiche associate sono stati correlati ai disordini vascolari. Al fine di investigare i meccanismi della trombosi vascolare del’orecchio interno che portano alla sordità improvvisa abbiamo esaminato in 100 pazienti con SI ed in 200 volontari sani la presenza di fattori di rischio pro trombotici acquisiti o ereditari. Tutti i soggetti sono stati sottoposti ad esami ematici, tra i quali i geni MTHFR C677T e A1298C, gene per la protrombina G20210A, gene per le piastrine GlyIIIaA1/A2, fattore V Leiden G1691A, fibrinogeno, colesterolemia, omocisteinemia, folatemia. Il DNA genomico è stato isolato dai globuli bianchi del sangue periferico con metodi standard, e le mutazioni genetiche sono state studiate mediante analizzatore LightCycler del DNA e la reazione PCR. Una associazione statisticamente significativa è stata osservata tra la sordità improvvisa ed i polimorfismi genetici di MTHFR C677T/A1298C, la transizione G20210A della protrombina, e le mutazioni del gene per le piastrine GIyIIIa e del fattore V Leiden G1691A. Inoltre, i pazienti con SI hanno mostrato livelli di fibrinogeno, colesterolo, e omocisteina significativamente più alti e livelli di folati significativamente più bassi dei controlli sani (p<.0001). L’associazione tra i fattori pro trombotici acquisiti e genetici e la sordità improvvisa suggerisce che il danno micro vascolare favorente la SI può essere determinato da un meccanismo multifattoriale. Tutti i pazienti con SI dovrebbero essere sottoposti ad uno studio ematologico comprensivo dei fattori pro trombotici genetici ed acquisiti, includendo i polimorfismi del gene MTHFR, la transizione del gene per la protrombina, e le mutazioni del gene per le piastrine e del fattore V di Leiden, al fine di identificare un gruppo di soggetti a più alto rischio di ricorrenza della sordità improvvisa.