La scialoendoscopia interventistica combinata alla terapia duttale steroidea per le scialoadeniti ricorrenti nella sindrome di Sjogren: risultati di un trial pilota monocentrico.


Clin Otolaryngol. 2017 Jun 5. doi: 10.1111/coa.12911. [Epub ahead of print]

Capaccio P1Canzi P2Torretta S3Rossi V2Benazzo M2Bossi A4Vitali C5,6Cavagna

L7Pignataro L3.

Valutazione dell’efficacia della scialoendoscopia interventistica da sola o combinata alle irrigazioni duttali steroidee nei pazienti con scialoadeniti da sindrome di Sjogren. Noi abbiamo incluso 22 pazienti con SS di cui 12 sottoposti a scialoendoscopia interventistica seguita da irrigazioni duttali steroidee e 10 sottoposti a sola scialoendoscopia interventistica. Sono stati considerati: numero di episodi di tumefazione ghiandolare, prevalenza dei pazienti con tumefazione ghiandolare valutata mediante dominio specifico, indice di attività di malattia EULAR (ESSDAI), gravità del dolore mediante scala VAS, gravità della xerostomia e di altri sintomi valutata mediante indice riportato dai pazienti EULAR (ESSPRI), ed il questionario sulla xerostomia. La riduzione postoperatoria del numero medio di di episodi di tumefazione ghiandolare  è risultato dell’87% e del 75% nei gruppi A e B, rispettivamente. La percentuale dei pazienti con tumefazione ghiandolare si è ridotta dal 41,7% a 0 nel gruppo A e dal 30% a 0 nel gruppo B. la maggior parte dei pazienti hanno manifestato un miglioramento clinico soggettivo documentato dalla riduzione statisticamente significativa del dolore postoperatorio VAS (gruppo A p<0.001; gruppo B p=.004), della xerostomia (P<.001 e P=.003) e degli score ESSPRI (P<.001 e P=.008). La scialoendoscopia interventistica seguita dalle irrigazioni duttali steroidee è risultata più efficace della sola scialoendoscopia interventistica, considerando i parametri di dolore VAS, xerostomia e ESSPRI prima e dopo la procedura analizzati con test multivariato di Hotelling (P=.0173). Questo studio pilota conferma che la scialoendoscopia interventistica con le irrigazioni duttali steroidee riduce significativamente il numero di episodi dolorosi di scialoadenite  e migliora la sensazione soggettiva di secchezza orale e gli altri sintomi di malattia nei pazienti con SS. I risultati dello studio suggeriscono anche che il miglioramento è maggiore quando la scialoendoscopia interventistica si combina al ciclo di irrigazioni duttali steroidee. Sono necessari ampi studi controllati randomizzati per confermare questi dati preliminari.

 

La Risonanza Magnetica nella sordità neurosensoriale improvvisa. Tempo di parlarne.


AJNR Am J Neuroradiol. 2017 Aug;38(8):1475-1479. doi: 10.3174/ajnr.A5230. Epub 2017 May 25.

Conte G1Di Berardino F2Sina C3Zanetti D2Scola E3Gavagna C3Gaini L4Palumbo G5Capaccio P4Triulzi F3,6.

La sordità neurosensoriale improvvisa viene definita come la perdita di udito acuta di tipo neurosensoriale di almeno 30 decibel su 3 frequenze contigue che si manifesta entro 72 ore. Sebbene siano stati proposti diversi fattori causali, la perdita di udito neurosensoriale è ancora oggi considerata idiopatica nel 71-85% dei casi, e le terapie sono empiriche, non basate sulla eziologia. La risonanza magnetica con sequenze 3D FLAIR ha favorito nuove evidenze sull’eziologia della sordità neurosensoriale improvvisa. In questo lavoro noi raccontiamo il trattamento attuale dei pazienti con sordità improvvisa, dalla diagnosi clinica iniziale alle strategie terapeutiche ed al work-up diagnostico. Noi abbiamo posto l’attenzione principalmente sulla valutazione RMN ed abbiamo discusso la rilevanza che i riscontri radiologici della RMN potrebbero avere per la cura del paziente, identificando prospettive diverse per la ricerca clinica futura.

Analisi del 2014


I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 54.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 20 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Generazione di trombina nei pazienti affetti da sordità improvvisa idiopatica


Thromb Res. 2014 Mar 21. pii: S0049-3848(14)00161-3. doi: 10.1016/j.thromres.2014.03.031. [Epub ahead of print]

Thrombin generation in patients with idiopathic sudden sensorineural hearing loss.

La patogenesi della sordità improvvisa neurosensoriale è ancora sconosciuta. Il riarrangiamento emostatico sistemico determinante una occlusione vascolare locale potrebbe essere uno dei meccansimi patogenetici. Sono stati studiati 41 pazienti e 48 soggetti normali. Abbiamo misurato la generazione della trombina in presenza o assenza di trmbomodulina nel plasma ricco e povero di piastrine mediante un nostro metodo di generazione di trombina automatizzata calibrato, che dovrebbe mimare in modo migliore rispetto ai test dicoagulazione convenzionale il bilancio della coagulazione operante in vivo. E’ stata inoltre eseguita l’analisi del DNA dei genotipi protrombotici più comuni come il fattore V di Leiden, il gene per la protrombina G20210A, il gene MTHFR, o il gene per le piastrine GPIIIa A1/A2. I pazienti hanno generato tanta trombina quanta nei controlli sia nel plasma ricco che povero di piastrine e la frequenza dei genotipi protrombotici più comuni è risultata simile nei pazienti e nei controlli. I risultati suggeriscono che la patogenesi della sordità improvvisa idiopatica non è dovuta ad una ipercoagulabilità ematica sistemica. Altri fattori tra i quali anomalie vascolari locali, infezioni virali, meccanismi immune-mediati o anomalie dell’orecchio interno e del sistema nervoso centrale dovrebbero essere considerati per spiegare tale disordine audiologico.

Telefoni mobili e tumori della testa. Le discrepanze nella relazione causa – effetto degli studi epidemiologici – come originano?


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21679472

Environ Health. 2011 Jun 17;10(1):59. [Epub ahead of print]

Levis AG, Minicuci N, Ricci P, Gennaro V, Garbisa S.

E’ ancora oggi argomento di dibattito se vi sia o meno una relazione tra i telefoni mobili (cellulari analogici e digitali, e cordless) ed il rischio di tumori della testa (tumori cerebrali, neurinomi dell’acustico, e tumori delle ghiandole salivari); il progresso richiede una analisi critica degli elementi metodologici necessari per una valutazione imparziale degli studi contraddittori. Gli autori di questo studio hanno eseguito una analisi dettagliata di tutti gli studi caso-controllo, studi di coorte, e meta-analisi. La conclusione dell’analisi degli studi pubblicati mostra come vi sia quasi un raddoppio del rischio di tumori della testa (in particolare gliomi e neurinomi dell’acustico) negli utilizzatori a lungo termine (almeno 10 anni e per >16 a>32 minuti al giorno) di telefoni mobili. La relazione causa – effetto è documentata da una serie di evidenze: – i tumori sono prevalentemente, sebbene non esclusivamente, localizzati sul lato di utilizzo del telefono; – il trend di rischio aumentato si correla con le ore di utilizzo / anno; – il rischio di tumore è maggiore nelle aree rurali ove il segnale è inferiore e le emissioni delle batterie dei cellulari sono maggiori; – il rischio di tumore è maggiore in coloro i quali iniziano ad utilizzare i telefoni mobili prima dei 20 anni di età.

P.S.: se proprio non riuscite a fare a meno dei cellulari almeno utilizzate l’auricolare!!!!!!

Partecipa al sondaggio sull utilizzo del cellulare!

Le mutazioni del gene della metilentetraidrofolato-reduttasi (MTHFR) quali fattori di rischio per la sordità improvvisa


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16275406

Am J Otolaryngol. 2005 Nov-Dec;26(6):383-7.

Capaccio P, Ottaviani F, Cuccarini V, Ambrosetti U, Fagnani E, Bottero A, Cenzuales S, Cesana BM, Pignataro L.

La sordità improvvisa (SHL) può essere causata da disordini vascolari che favoriscono l’alterazione della perfusione cocleare. Numerosi fattori di rischio pro trombotici sono stati considerati nella patogenesi del danno vascolare, ed è stato recentemente suggerito il possibile ruolo delle alterazioni genetiche. Le mutazioni del gene della Metilentetraidrofolato-reduttasi (MTHFR) ai nucleotidi 677 e 1298 causano la riduzione dell’attività enzimatica di MTHFR, la quale porta ad un aumento dell’omocisteina ed ad una riduzione dei livelli di folato serico i quali si correlano al danno vascolare. Abbiamo studiato la relazione tra SHL ed i polimorfismi genetici di MTHFR  C677T e A1298C in 67 pazienti con SHL e 134 controlli. La condizione Wild-type di MTHFR CC677/AA1298 risultava significativamente più frequente nei controlli (P = .05), e le mutazioni genetiche risultavano significativamente più frequenti nei pazienti (P = .001; P = .001 per trend). 53 pazienti (79.1%) e 56 controlli (41.8%) (P = .012) mostravano una doppia mutazione (omozigosi 677TT o 1298CC; doppia eterozigosi per entrambi i polimorfismi). I livelli di omocisteina erano significativamente più alti ed I livelli di folati significativamente più bassi nei pazienti rispetto ai controlli (P < .0001). Questi dati suggeriscono che i polimorfismi del gene MTHFR possono essere coinvolti nella patogenesi della sordità improvvisa.

Il trattamento moderno dei disordini ostruttivi salivari


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18722890

Acta Otorhinolaryngol Ital. 2007 Aug;27(4):161-72.

Capaccio P, Torretta S, Ottavian F, Sambataro G, Pignataro L.

Negli ultimo 15 anni, la sempre maggiore richiesta da parte dei pazienti di tecniche chirurgiche mini-invasive e la recente progressione tecnologica ha favorite lo sviluppo di numerose opzioni conservative per la cura delle patologie ostruttive salivari quali i calcoli e le stenosi duttali. Queste includono la litotrissia salivare extracorporea, l’endoscopia salivare, la litotrissia laser intracorporea, la radiologia interventistica, l’asportazione chirurgica video-assistita conservativa dei calcoli parotidei e sottomandibolari e la terapia botulinica. Ciascuna di queste tecniche può essere utilizzata da sola o in combinazione con una delle opzioni descritte, di solito in regime di chirurgia diurna o One-Day Surgery in anestesia locale o generale. L’approccio multimodale garantisce successo nell’80% dei pazienti e riduce il ricorso alla asportazione della ghiandola salivare affetta al 3% dei casi, e questo di per sé giustifica l’utilizzo di queste tecniche dispendiose sia dal punto di vista dei costi che dei tempi di esecuzione come parte del moderno approccio funzionale terapeutico per i calcoli salivari. Riguardo alla cura della anomalie dei dotti salivari, come le stenosi ed i kinking, la radiologia interventistica riabilitativa con i palloncini a guida fluoroscopia sembra essere la tecnica migliore sebbene necessiti delle radiazioni. L’endoscopia salivare operativa da sola è la migliore tecnica per tutti i casi di ostruzione mobile intraduttale quali microliti, tappi di muco denso, corpi estranei, o per il trattamento locale di forme infiammatorie croniche o autoimmunitarie (quali la sindrome di Sjogren).  Infine, nel caso di fallimento delle tecniche proposte e indipendentemente dalla causa di ostruzione, l’iniezione di tossina botulinica nel parenchima delle ghiandole salivari sotto guida ecografica con color doppler dovrebbe essere considerate prima di indirizzarsi verso l’asportazione della ghiandola salivare.