Valutazione comparativa mediante ecografia, scialo-risonanza magnetica, e video endoscopia salivare dei disordini duttali salivari


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18478832

Ann Otol Rhinol Laryngol 2008;117:245-252

Capaccio P, Cuccarini V, Ottaviani F, Minorati D, Sambataro, Cornalba P, Pignataro L

I disordini dei dotti salivari sono la seconda causa più comune di ostruzione dopo i calcoli. La scialo risonanza magnetica è stata recentemente proposta come metodica diagnostica in un gruppo eterogeneo di disordini salivari, e perciò la abbiamo comparata con l’endoscopia salivare nella valutazione delle stenosi e delle scialectasie (dilatazioni) in 24 pazienti con sintomi ostruttivi e risultati ecografici negativi per calcoli o neoformazioni. Tutti i pazienti (19 con ricorrenza di tumefazione parotidea mono o bilaterale e 5 con ricorrenza di tumefazione sottomandibolare) sono stati sottoposti ad eco color Doppler dinamico delle ghiandole salivari ed a scialo-RMN dinamica con stimolazione della saliva mediante limone; 18 pazienti sono stati sottoposti a endoscopia salivare. L’ecografia e l’eco color Doppler hanno mostrato dilatazione dei dotti salivary in tutti I pazienti (bilaterali in 5 con stenosi parotidea). La scialo-RMN ha confermato la dilatazione duttale e la stenosi in tutti i pazienti, ed ha rivelato la presenza simultanea di calcoli in 4 casi. In 4 casi è stato diagnosticato uno scialocele. Nei pazienti che hanno eseguito l’endoscopia salivare sono stati confermati i riscontri della scialo-RMN. Non sono stati osservati effetti collaterali. La scialo-RMN eseguita dopo una ecografia preliminare consente una diagnosi adeguata dei disordini dei dotti salivari quali stenosi e scialectasie, come confermato dai riscontri obiettivi dell’endoscopia salivare. La scialo-RMN rende inoltre possible la visualizzazione del sistema duttale salivare sino alle diramazioni terziarie e, pertanto, può essere considerate una valida metodica non invasive per la valutazione dei disordini dei dotti salivari.

Disfagia e tumefazione sottomandibolare


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20807908

JADA 2010;141: 1089-1093

Pagani D, Capaccio P, Balzani A, Pignataro L

In questo studio viene descritta una manifestazione atipica della sindrome di Eagle ovvero l’associazione di tumefazione sottomandibolare e disfagia. La sindrome di Eagle si manifesta di solito con dolore e disturbo alla deglutizione associati a sensazione di corpo estraneo e dolore facciale con irradiazione alla mastoide ed all’orecchio. Tale sindrome è di solito dovuta ad esiti di tonsillectomia oppure alla riduzione dell’elasticità dei tessuti molli e dei tendini dovuta all’età. La diagnosi è radiologica (TC e RMN) mediante la conferma dell’allungamento del processo stiloideo o la calcificazione del legamento stilo ioideo.

L’asportazione trans orale dei calcoli ilo-parenchimali sottomandibolari: un’esperienza clinica a lungo termine


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21298387

Eur Arch Otorhinolaryngol. 2011 Jul;268(7):1081-6

Capaccio P, Clemente IA, McGurk M, Bossi A, Pignataro L.

Il trattamento tradizionale dei calcoli ilo-parenchimali sottomandibolari si basa sulla scialoadenectomia ovvero l’asportazione della ghiandola salivare affetta. Recentemente, sono state sviluppate diverse tecniche conservative e mini-invasive per la cura dei calcoli sottomandibolari. Ci siamo proposti di valutare l’efficacia dell’asportazione chirurgica transorale dei calcoli grandi iloparenchimali monitorando il trend di recidivanza mediante follow-up clinico ed ecografico. 84 pazienti consecutivi con calcoli ilari o iloparenchimali sottomandibolari superiori ai 7 mm sono stati sottoposti ad asportazione transorale chirurgica in anestesia generale. In 8 pazienti è stata eseguita una procedura video endoscopica assistita. Tutti i pazienti sono stati sottoposti ad ecografia ed ecocolor doppler delle ghiandole salivari per definire la posizione esatta (ilare o parenchimale) ed il diametro del calcolo. La procedura chirurgica ha avuto successo in tutti i pazienti tranne uno. La ricorrenza dei calcoli è stata osservata in 16 pazienti ma sintomi ostruttivi sono stati osservati in soli 12 pazienti durante un follow-up mediano di 52 mesi. Il rischio di recidiva è risultato più elevato nei pazienti che erano stati sottoposti precedentemente a litotrissia salivare extracorporea. L’asportazione conservativa trans orale dei calcoli grandi ilo-parenchimali sottomandibolari è una procedura sicura ed efficace. Sono necessari ulteriori studi con follow-up più lungo per confermare il rischio di recidivanza dei calcoli.

Iniezioni di grasso per la cura della sindrome di Frey post-parotidectomia. Una nota di tecnica.


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21458286

J Craniomaxillofac Surg. 2011 Mar 30. [Epub ahead of print]

Torretta S, Pignataro L, Capaccio P, Brevi A, Mazzola R.

La syndrome di Frey (sudorazione profuse ed arrossamento della cute nell’area innervate dal nervo auricolotemporale) è una frequente e spiacevole complicanza della parotidectomia. L’iniezione di grasso può essere utile nel prevenire la diffusione delle neo-anastomosi nervosa alle ghinadole sudoripare che sono responsabili della sindrome ma sinora non è mai stata utilizzata. Descriviamo l’utilizzo delle iniezioni di grasso nella ghiandola parotide di 4 pazienti con sindrome di Frey post-parotidectomia. Tutti pazienti hanno avuto un miglioramento clinico e soggettivo, sebbene sia rimasta una minima sudorazione. Non sono stati osservati effetti collaterali durante la procedura né danni al n. facciale. In base all’esperienza acquisita l’iniezione mini-invasiva di grasso può essere considerata per il trattamento della sindrome di Frey, ma I pazienti devono essere avvisati della possibilità di dover procedere ad un ritocco per ottenere un risultato definitivo.

Stato ossidativo sbilanciato nella sordità neurosensoriale idiopatica improvvisa


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21706323

Eur Arch Otorhinolaryngol. 2011 Jun 26. [Epub ahead of print]

Capaccio P, Pignataro L, Gaini LM, Sigismund PE, Novembrino C, De Giuseppe R, Uva V, Tripodi A, Bamonti F.

Un’alterata perfusione cocleare sembra essere un evento eziopatogenetico importante nella sordità improvvisa neurosensoriale idiopatica. Recentemente, lo stress ossidativo è stato proposto tra i fattori di rischio del danno micro vascolare. Questo studio osservazionale si è proposto di valutare il possibile ruolo dello stress ossidativo nella sordità improvvisa. In 39 pz. Con sordità improvvisa idiopatica (SII) ed in 70 soggetti sani sono state misurate le concentrazioni nel siero delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) e la capacità antiossidante totale (TAC) mediante analisi spettrofotometrica con analizzatore FREE (Diacron International, Italy). Inoltre, è stato calcolato l’indice di stress ossidativo globale (Oxidative-INDEX), che riflette sia la capacità ossidante che antiossidante. 25 su39 pazienti hanno mostrato uno stress ossidativo correlate ai livelli di ROS significativamente superior rispetto ai controlli (348.2 ± 84.8 vs. 306.75 ± 46.7 UCarr; p = 0.001). L’indice ossidativo globale è risultato essere significativamente superiore nei pazienti rispetto ai controlli (0.75 ± 2.4 vs. -0.0007 ± 1.28 AU, p = 0.03). Dato che lo stress ossidativo risulta determinante nella disfunzione endoteliale, i nostri dati suggerirebbero il coinvolgimento dell’alterazione vascolare nell’eziopatogenesi della sordità improvvisa idiopatica.

Il ruolo della scialoadenectomia nella ostruzione delle ghiandole salivari nell’era della endoscopia e della litotrissia salivare


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19962013

Otolaryngol Clin North Am. 2009 Dec;42(6):1161-71, Table of Contents.

Capaccio P, Torretta S, Pignataro L.

Le ostruzioni dei dotti salivari sono comuni tanto da rappresentare I disordini salivari non tumorali più frequenti negli adulti. I calcoli salivari sono la causa più frequente di ostruzione. La scialoadenectomia transcervicale invasive tradizionale è ancora la metodica terapeutica più diffusamente utilizzata per la cura della malattie ostruttive ilo-parenchimali nonostante la ben nota morbilità correlata alle sequele funzionali, neurologiche ed estetiche. Tuttavia, I progressi nel campo radiologico, dei sistemi ottici ed endoscopici, e l’introduzione di opzioni terapeutiche mininvasive hanno favorite lo sviluppo di tecniche conservative con preservazione della ghiandola tra le quail la litotrissia salivare extracorpoea, l’endoscopia operativa, la rimozione dei calcoli video-assistita transorale e trans cervicale, la riabilitazione duttale endoscopica o radiologica interventista. Adottando un approccio mini-invasivo e multimodale, un numero significativo di calcoli (74%-100%, tecnica dipendente) possono essere asportati lasciando intatta la funzionalità del sistema salivare. Solo il 2-5% dei pazienti richiedono l’asportazione della ghiandola salivare. Tuttavia, sono necessarie valutazioni a lungo termine della recidiva ostruttiva sintomatica per confermare il ruolo di questo approccio conservativo e identificare il ruolo residuo della scialoadenectomia.

Tecniche di litotrissia extracorporea per i calcoli salivari


http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19962012

Otolaryngol Clin North Am. 2009 Dec;42(6):1139-59.

Capaccio P, Torretta S, Pignataro L.

Negli ultimo 20 anni, lo sviluppo di terapie mininvasive ha favorito l’utilizzo della litotrissia extracorporeal ad onde d’urto per la cura dei calcoli salivari. Le due principali sorgenti di energia sono piezoelettriche ed elettromagnetiche. Entrambe favoriscono la frammentazione dei calcoli. La litotrissia extracorporea è la terapia di scelta per i calcoli parotidei e per i calcoli sottomandibolari perii lari e intraparenchimali inferiori ai 7 mm. Il monitoraggio continuo ecografico durante la procedura riduce gli effetti collaterali. Le principali limitazioni sono rappresentate dalla necessità di sessioni multiple e dalla possibilità di avere frammenti residui nel sistema duttale.

Risultati a lungo termine della asportazione trans orale dei calcoli sottomandibolari grandi


Laryngoscope 2010 120:964-6

Zhang L, Escudier M, Brown J, Capaccio P, Pignataro L, McGurk M

Riassunto

E’ stato condotto uno studio retrospettivo internazionale (Italia – Gran Bretagna – Cina) su 118 pazienti con calcoli sottomandibolari superiori o uguali a 10 mm sottoposti ad intervento di asportazione trans orale chirurgica con conservazione della ghiandola salivare. I calcoli sono stati asportati completamente nell’87% dei casi e parzialmente nel 12% dei casi; in un solo caso vi è stato un fallimento. I risultati ottenuti suggeriscono che la maggior parte dei calcoli grandi della ghiandola sottomandibolare possono essere asportati utilizzando procedure conservative in grado di ricondurre il paziente ad una condizione di assenza di sintomi. Questi dati contrastano fortemente con una vecchia teoria che correla i calcoli salivari ad una infiammazione cronica della ghiandola salivare tale da giustificare il ricorso, tuttora frequente, alla asportazione della ghiandola salivare affetta.

L’ossido nitrico nasale nei bambini con ipertrofia adenoidea: uno studio preliminare


Int J Pediatr Otorhinolaryngol 2010 74:689-93.

Torretta S, Bossi A, Capaccio P, Marchisio P, Esposito S, Brevi A, Pignataro L

Riassunto

I livelli di ossido nitrico nasale, un mediatore coinvolto nell’infiammazione delle vie aeree superiori, sono alterati nella rinite allergica e nella rinosinusite, ma non vi sono dati nella ostruzione adenoidea. In questo studio sono stati valutati i livelli di ossido nitrico nasale in 81 bimbi con ipertrofia adenoidea. I livelli più elevati di ossido nitrico nasale sono stati osservati nei bimbi con ipertrofia adenoidea non ostruttiva, suggerendo un ruolo dell’ossido nitrico nell’infiammazione ricorrente rinofaringea correlata alla ipertrofia adenoidea.

I fattori che influenzano il risultato della litotrissia salivare extracorporea nel trattamento dei calcoli salivari


Laryngoscope 2010 120:1545-9

Escudier MP, Brown JE, Putcha V, Capaccio P, McGurk M

Riassunto

E’ stato condotto uno studio clinico prospettico internazionale (Italia-Gran Bretagna) per validare un modello in grado di prevedere la riuscita del trattamento nei pazienti sottoposti a litotrissia salivare extracorporea per i calcoli salivari. Lo studio eseguito su 142 pazienti ha fornito i seguenti risultati: 47% di successo completo, 35% di successo parziale, 18% di fallimento. La litotrissia salivare extracorporea risulta essere efficace nei pazienti con calcoli parotidei e di dimensioni inferiori.